Questo strascico di sentimenti smorti mi affligge.
Presto, tutto sarà spento. Anche io.

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Questo strascico di sentimenti smorti mi affligge.
Presto, tutto sarà spento. Anche io.
mi dicono che non è un addio, e per l’amor di dio vorrei essere tutto tranne che drammatica, ma so che sei più consapevole di me che siamo arrivati al capolinea, e no, non mi sto tirando indietro, perché anche se tu tornassi tra 1 anno, sarei pronta a scommettere sulla nostra amicizia ancora e ancora, ma per una volta, vorrei semplicemente che tu capissi che non sono fatta del tutto da egoismo, e si che c’è una parte di me che è distaccata e ignora qualunque cosa che non sia il proprio benessere, ma c’è un’altra parte di me, quella che i miei problemi non hanno trasformato. Quella che si emoziona ai piccoli gesti, e che tende a ricordare le minime cose rispetto a quelle enormi, quella che si emoziona per le storie degli altri, e quella che non smette di piangere per un episodio di grey’s anatomy. È quella che i miei traumi non sono riusciti ad eliminare, è la migliore ma più fragile parte di me, ed è quella dove sono conservati tutti i bei momenti che abbiamo passato, quella che annulla i litigi, gli attacchi di isteria, l’orgoglio e i sensi di colpa. Quando un rapporto si consuma si tende a ricordare solo le cose brutte, è un tratto comune dell’essere umano, si mettono in rilievo i problemi, e cerchi di convincerti al 100% che doveva andare così, che in qualche modo era destinato. Posso davvero provare a convincere me stessa che è così che finisce, ma non ci credo, non voglio farlo. Purtroppo per me, spero, fino a che non ne esco a pezzi, ai ritorni, spero che il bene e l’affetto e gli abbracci, annullino e magicamente sistemino quello che i nostri errori hanno distrutto. E so quanto contraddittorio e immaginario sia come pensiero, ma è il mio modo di rifugiarmi nei ricordi delle persone che nella mia vita non ci sono più. Ti ho raccontato tutto quello che mi ha formata, quello che mi ha cresciuta, e cosa mi ha portata ad essere esattamente come sono. Non mi pento di nessuna scelta, di nessuna parola; non mi pento di averti conosciuto, e di averti fatto entrare così tanto nella mia vita, e non mi pento di dirti che sei parte della mia storia. Quando vuoi, sempre, ad un millimetro dal tuo cuore.🌙
"I treni che ci piacciono tanto ci porteranno al capolinea, poi non sapremo più dove andare"
Credo sia questo il capolinea.
Non ci pensare.
Forse sei al capolinea.
Ma va bene cosi.
Diciamo.
Ricordati anche che io sono sul quel treno con te, fermata dopo fermata, a tenerti per mano.
Hai bisogno di una persona che ti abbracci e invece sei solo in mezzo a un mare di guai e situazioni spiacevoli che aumentano giorno dopo giorno. Sembra che non ci sia tregua, ma gli altri da fuori ti vedono solo come un fallito e una persona pigra.
Spesso abbiamo bisogno di giustificare quanto stiamo male o perché sembriamo sempre esagerati; in realtà vorremmo poter mostrare fisicamente il nostro dolore.
A volte le vite e i giudizi degli altri ci spingono a non parlare o lamentarci a caso senza centrare il problema.
Perché dobbiamo sentirci così? Perché dobbiamo convivere con una realtà che ci fa sentire sempre meno adatti? E allora iniziamo a colpevolizzarci, a dirci che se due anni fa avessimo fatto di più ora staremmo meglio. Fermiamoci: due anni fa come stavamo? Davvero meglio? Avremmo potuto davvero fare qualcosa di più?
Sembra che il tempo ci schiacci e non ci lasci respirare, che tutti vadano avanti mentre noi rimaniamo incastrati nelle sabbie mobili. Ma come fanno? Sono fantastici: è come se avessero i superpoteri. In realtà loro sono normali, siamo noi quelli strani, quelli incapaci: i falliti. E quando cerco di convincermi che deve andare così perché non possono essere tutti brillanti e vincitori, o quando dico a me stessa che un giorno brillerò anche io, dentro sento un enorme vuoto.
Mi fa incazzare come una bestia sentire discorsi come:” Non sei il tuo voto”, “Non sei il tuo passato”, “Non sei il tuo lavoro”. Chi dice così generalmente ce l’ha fatta ed è più sereno, ma quando stava male credeva davvero in quelle parole?
Forse quando si sta così male si ha necessità di affetto in senso fisico, più che di consigli, giudizi: una carezza, una mano fra i capelli, condividere una coperta sono piccoli gesti che possono fare la differenza quando ti senti fuori posto. Sapere che non sei solo e provare a te stesso di valere qualcosa perché in fondo hai qualcuno che ti vuole bene è, per me, il miglior modo di acquisire coraggio.
L’ultimo treno è passato ore fa, meno male che l’ho preso. Anche se non so dove mi trovo, ora. Che peso in meno è non possedere più alcun punto di riferimento.