-“non scrivere mille messaggi, scrivi una volta. Ma fallo bene”. Me lo dicesti tu, l'ultima volta, perciò prima di essere impulsivo o rispondere a brevi termini ci ho voluto pensare. Non è questione di ‘chi ha fatto cosa’ o ‘a chi’ o ‘perche’. E’ dall'ultimo litigio, mesi fa, che il nostro rapporto imbarcava acqua e noi faticavamo per riparare il danno ma tutte le volte che le acque si calmavano riavviava la tempesta. La mia malattia non ha certo aiutato, ho smesso di sentirmi con tutti, sono cambiato, mi sono chiuso. Sono passato dal controllare tutto a non avere nemmeno il controllo su me stesso. Sono successe troppe cose e tutte insieme. Ogni piccola imperfezione alla fine andava a rispecchiarsi nel futuro e ce ne accorgevamo tutti e due ma non dicevamo niente. Io continuavo a illudermi che fosse tutto a posto ma non lo era affatto e già da molto tempo. Non posso dire che rivederti mi abbia lasciato indifferente, solo vederti passare in motorino per 2 secondi mi ha fatto sobbalzare. Tu eri l’amica perfetta, come mi trovavo con te non mi trovavo con nessun altro, tu sei stata la prima vera amica. Non troverò mai un rapporto come lo avevo con te. Dopo il mio rientro a scuola ho trovato alcune persone con cui ho un po’ legato. In ognuna di quelle rivedevo una parte di te, ma era una parte, non eri te e involontariamente cerco te in ogni persona che incontro. Quindi, è andata com’è andata, ma è andata davvero da schifo.
-se te l'ho chiesto adesso era perché ero spiazzata. Sono stata codarda a scrivere solo ieri, ma lo dovevo fare. So per certo che non possiamo tornare quelli di una volta, ciò che è rotto raramente si ripara. E si, è andata davvero da schifo.