ansia d'addio
toc toc chi c'è là?
sono la paranoia, eccomi qua
sbatto questa porta,
c'ho lo stomaco che si rivolta,
blocco la serratura,
nero denso come la paura,
mi giro di scatto,
scacco matto son qua,
mi vedi?
ti entra dalle orecchie proprio come quel beat,
e mentre tutti i ragazzini stavano in un bel trip,
cercavo la salvezza in un kit di soppravivvenza,
volevo stare in trip per le città
giusto per il gusto di sentirmi lontana da qua,
faccio un bad trip, un backflip ,
gli incubi li vivevo di giorno,
urlavo di levarmi di torno.
mi dice di buttarmi fra le sue braccia
caccia grida, guida un caccia contro il muro,
senza copilota non vedo futuro,
sento l'ansia e mentre cado nel vuoto rivedo un passato remoto dove i ricordi sfrecciano come moto e vedo il tuo sorriso, non intriso di amarezza mentre sento la schiena che mi si spezza, volevo essere il tuo ciclone e sono stata solo una brezza,
volevo salvarti ma sembra che non sappia amarti
inchiostro nero di seppia,
cosa vuoi che la gente sappia di me, di te, dei te presi in salotto, delle liti scoppiate di botto, di quei pensieri torbidi sussurrati all'orecchio, ti fotto davanti allo specchio, lotto se non ti trovo alla fine del cerchio, cerco un io che non trovo.
se le persone fossero delle città tu sicuramente saresti amsterdam, patria dello sballo del sesso dei divertimenti tutti spanati, nudi come appena rinati, mi menti e ti sento, tu ridi io mi pento, avverto un lamento, non è il momento, mi ami, memento, contiamo un due tre cento, ti amo, ci perdiamo, ti muovi lento mentre ci scaviamo solchi nel petto, cosa mi aspetto non lo so ma sentivo il battito così forte nel petto e lacrime di gioia cadere di getto tanto da far sembrare tutto perfetto.









