Philip Roth, Lasciar andare
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Philip Roth, Lasciar andare
Meglio di essere compatita,
preferisco la finta felicità.
-me
#imparare #compatire #salvarsi (presso Rome, Italy)
Sapersi lamentare è un talento. Se ne sei in grado troverai sulla tua strada due tipi di persone: quelli che ti compatiranno e ti difenderanno (anche se non lo meriti veramente) e coloro che non ti crederanno, ma pur di non ascoltarti accenneranno un sì con la testa nella speranza che ti zittisca... in ogni caso tu vinci. Chi non è in grado, invece, lo prenderà sempre nel proverbiale orifizio.
Il lupo di smeraldo
Amo le sfide ed il rischio di poter fallire. Chi si ferma già all'inizio, non si faccia compatire!
Mistaman “Vite A Metà”
É che novanta volte su cento, conoscevi già le reazioni di tutti: qualcuno ti compativa, e ti faceva rimpiangere di non essere stato zitto; un altro suggeriva distrazioni, donne, vino,bagordi, senza capire che quando sei pronto per quelle o stai già meglio o sei all'ultimo stadio, ed è la via intermedia che ti fa star male.
54, Wu Ming
Lo amo. Questa è, sa?, una parola strana, che tutti pronunciano ma pochissimi sanno che cosa vuol dire. Amare è come se significasse essere destinate alla poesia e alla virtù. Ma di questo sentimento sono capaci in pochissimi. Le nostre contadine, invece della parola amare, usano la parola compatire. Non dicono: mi ama, dicono: mi compatisce. Secondo me è molto meglio, è una definizione più semplice. Amare – compatire significa amare in senso quotidiano. Poi c’è bramare; dicono: mio bramato, mio caro, bramato, capisce, bramare.
Nikolaj Leskov, A proposito della sonata a Kreutzer, in Tre giusti