23-24/08/2021
“il luogo adatto per innamorarsi un po’ di più”
così scrivevo sul taccuino dei visitatori posto all’ingresso dell’affitta camere. ricordi?
che camera magnifica! hai ricercato la bellezza in ogni dove per quell’occasione: il pianoforte in stanza, le finestre vista canale con un tramonto speciale, il tutto accompagnato dalla tua musica.. e poi la rosa rossa, le candele, le tue mani pronte a sfiorarmi la pelle.. quelle manine che “sono fatte per il tuo corpo, si incastrano alla perfezione sui tuoi fianchi!”. fare l’amore e svegliarci assieme, che ogni volta è sempre bella come la prima.
e poi i chilometri, le facce sfatte, il sole cocente, il sorriso sugli occhi, il cuore leggero e felice.
la cenetta noi due, il limoncello a San Marco.
“non mi guardare così” mi dicevi preoccupata ma, forse, infondo, sorridente. quanto ti spaventava il fatto che potessi “innamorarmi davvero” di te? eppure io non facevo nulla di diverso dal solito: ti guardavo e sorridevo. chissà quanto eri spaventata al pensiero che stesse accadendo.. ed è anche per questo che non ti confessato il “misfatto”. Venezia non è mai stata il luogo in cui mi sono innamorata realmente. non so nemmeno quando e come sia accaduto, ma posso dirti per certo che era già così da un po’.
Che belle giornate comunque, quelle due! nonostante i volti stanchi, le gambe a chiedere pietà, noi con le mani sempre strette tra risate e discorsi vari tra i piccioni al parco, il bambino che urlava “hey!” ininterrottamente, il muffin alla nutella e le difficoltà di sempre nei bagni pubblici.
e poi ancora: gli aperitivi, una cheesecake per pranzo, le foto chieste agli sconosciuti e l’imboccare i vicoletti sbagliati. la liberia alta acqua con i faldoni porno e le statuette falliche, i segnalibri e l’accendino azzurro. le gondole e gli aliscafi(?) o motoscafi o qualunque altra cosa termini con-scafi. i turisti, le maschere veneziane, gli isolotti mai visti ma sognati.
sei nei miei ricordi felici, che custodirò per sempre.
che bei giorni, solo noi due, ad esplorare il mondo e noi stesse, con Venezia a farci da cornice.
NO REBLOG.













