Vorrei cadere tra le sue braccia e non pensare a nulla per una frazione di tempo
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Vorrei cadere tra le sue braccia e non pensare a nulla per una frazione di tempo
Autostima. Quando smetti di pensare a dove mettere le braccia, esse trovano posto da sole.
Mia nipote ha la ferita del riconoscimento, non a caso si preoccupa sempre di come appare, di cosa pensano di lei e si fa tremila paranoie prima di agire.
Qualche giorno fa mi raccontava scherzosamente che quando cammina non sa mai dove mettere le braccia, come se fossero un impiccio che non riesce a ordinare, o a posizionare in modo adeguato rispetto al resto del corpo in movimento.
È una cosa naturale per lei proprio perché ha l'attenzione sugli occhi che si sente addosso, e che la mandano in agitazione perché teme la critica. Le braccia incanalano l'adrenalina, le mani non sanno che azione compiere e non trovando uno scarico sente quelle parti come pesanti e invadenti.
Queste situazioni si placano o addirittura spariscono non appena cambia il focus interno, ma il punto è che prima devi renderti conto di quale sia davvero il tuo focus.
Non è mettere a posto le braccia, fermarle, costringere il pensiero altrove, distrarti frettolosamente, pensare a cosa fargli fare... il punto è osservare dove poni davvero l'attenzione e la risposta fisiologica che si attiva.
Quando capisci davvero cosa provi, puoi cominciare a lavorare su quella parte, rinvigorendo la tua autostima.
Questo vale per tantissimi condizionamenti, perché le volte che l'esterno ti rende vulnerabile, il corpo ti fa sapere che il tuo Io non riesce a essere autentico, perché ha paura.
E quasi tutte le paure hanno a che fare con l'idea di non riuscire, di non essere abbastanza, di non essere capace, o di essere meno di altri.
"Conosco quel dolore
e soffro
mentre lo guardo nei tuoi occhi...
Il mio cuore consola il tuo,
soffre con il tuo,
e mi strattona
per portarti il suo abbraccio.
Ti consolo,
conforto te e gli altri,
con quelle parole,
quell'amore,
quella compassione,
che avrei voluto che qualcuno portasse a me...
Ma io
avevo solo il cuscino da abbracciare,
avevo il buio che ascoltava il mio dolore,
le mie braccia che mi stringevano,
e i sogni, che di notte mi dicevano di andare avanti."
-LaLupaBianca(22/4/2026)
✍️🌳🍂✨🙏🏻☀️🌬️
L’ amico albero
(Maestro di vita)
Si fermò davanti all’albero, come dinanzi a un tempio.
La chioma si apriva sopra di lei come braccia immense, tese ad accogliere la luce del sole e pronte a intrecciare un dialogo silenzioso con il vento che la attraversava.
Ogni ramo era un sentiero che conduceva più in alto, un pensiero che non si arrendeva al limite, un sogno ostinato che cercava di toccare l’infinito.
Nel suo silenzio , si avvertiva una saggezza antica: quella di chi ha visto passare stagioni, uomini e tempeste, senza mai smettere di crescere.
Eppure, sotto i suoi piedi, si intuiva un altro mondo.
Le radici possenti affondavano nel cuore della terra, si intrecciavano come mani nascoste, creando una rete invisibile di sostegno e condivisione; memorie che nessuno vede, ma che sorreggono tutto ciò che brilla in superficie.
Era come se, sotto terra, si custodisse una fratellanza silenziosa, un’alleanza segreta che reggeva la vita in alto.
In quel dialogo invisibile con le profondità, l’albero trovava la sua vera forza: perché non c’è altezza che possa reggersi senza un abbraccio al buio.
Allora comprese: la vita somiglia a questo equilibrio segreto.
La chioma è la speranza, il desiderio di crescere oltre se stessi, di aprirsi alla luce.
Le radici sono le ferite, le cadute, i ricordi che scavano in noi: non ci imprigionano, ma ci ancorano, ci rendono stabili.
E lì, accanto a quel gigante silenzioso, sentì che ogni dolore poteva trasformarsi in radice e ogni sogno in ramo.
Che non esiste altezza senza profondità, e non esiste oscurità che non custodisca la promessa della luce.
L’albero, immobile e vivo, trasmise una certezza: la vita non è una lotta tra cielo e terra, ma un abbraccio che tiene insieme entrambi.
Stare ai piedi di un albero significa percepire la forza della stabilità e, al tempo stesso, la leggerezza dell’apertura.
È un maestro silenzioso che insegna a restare saldi nel proprio centro senza smettere di tendere verso l’alto.
Trasmette pace, umiltà e grandezza insieme: la certezza che, come le radici affondano nel buio, così la chioma si slancia verso la luce, e che tra questi due estremi scorra il mistero stesso della vita.
Vorrei poter annullare all'istante la distanza che mi separa da te soprattutto in quei momenti in cui tutto sembra cadere e l'unico porto sicuro sono le tue braccia.
- romyy999