Il teatro abitato. Per una moltiplicazione degli sguardi e delle voci
E’ stata una residenza intesa e partecipata quella vissuta dalla compagnia teatroINfolle al lavoro sul loro primo progetto creativo. Appena arrivati a Mondaino hanno incontrato gli spettatori e le spettatrici che fanno parte del gruppo Il pane quotidiano. La moltiplicazione degli sguardi. Dopo la visione di alcuni momenti di lavoro della compagnia impegnata nel montaggio di alcune scene di OUTIS. Viaggio per mare, il dialogo si è aperto intorno ai temi del progetto, ai racconti e alla scrittura drammaturgica, alle macchine che animano le scene e alla grande assente: l’acqua. Il mare non c’è, viene suggerito, dai suoni e dai riflessi di luce, dalle parole; al posto dell’acqua polvere e stelle, vento e tempesta ed è li che il pubblico lo scorge il sapore della salsedine, e in quel sentimento del mare che abita tutti i personaggi.
I naufraghi li avevo incontrati nella serata di presentazione Acqua fresca e mite Acqua aperta all'ascolto All'ascolto del e nel vento Il vento che da fuori per una volta vien travolto da chi trova sul proprio passaggio Mio figlio bambino, s'è aggiunto all'onda per vicissitudini familiari Noi abbiam sentito Sentito Sentito tanto Sentito forse non tutto Abbiamo sentito l'acqua che non c'era Abbiamo sentito la voce nei canti popolari di chi non c'è Abbiamo sentito avvertito le persone vicine anche se con una vela su bocca e naso Ci siamo cullati con voi Abbiamo sentito forte e sicuro l'albero maestro di una collettività che ha trovato un approdo di speranza e fiduciaGrazie da parte di Giulio che ha tanto gradito lo spuntino "È gratis!" di fine spettacolo
Giocosamente Manuela, spettatrice e partecipante de Il pane quotidiano
Il nucleo della compagnia si è formato anche sotto le travi del Teatro Dimora e nella natura di Mondaino, quando Teatro Valdoca ha lavorato al progetto Giuramenti; poi teatroINfolle ha preso unendosi proprio intono a questo progetto che tiene insieme tutte le specificità di ogni singolo artista dando vita a un coro di voci e corpi che evoca il mare.
La compagnia ha anche incontrato i bambini e le bambine delle scuole elementari di Mondaino. Dopo due anni, infatti, fatta eccezione per la breve esperienza che si è attivata online per le scuole grazie al progetto Residenze Digitali, è ripartito il progetto la Scuola elementare del teatro e della danza, un’esperienza che consente ai bambini e alle bambine di entrare a stento contatto con il lavoro degli artisti in residenza condividendo con gli artisti riflessioni, immagini, questioni che sia aprono in risposta alla visione. Ed è qui, con i bambini e le bambine, che il teatro ha fatto subito da grimaldello riflessivo sulla realtà. Da una parte le macchine sceniche, progettate dal collettivo veneto, hanno subito evocato nella loro mente le macchine leonardesche riportandoli dritto dritto a un progetto che stanno sviluppando a scuola sull’immaginario di Leonardo Da Vinci, dall’altra la guerra: sono quei suoni, che riverberano di acque profonde e oscurità, i rimbombi elettronici e potenti che evocano subito alla mente dei bambini l’eco della tragedia che non molto distante da qui si muove via via più atrocemente.
Poi è arrivato il giorno della prova aperta aperta al pubblico, anticipata dall’inaugurazione della mostra di disegni di Andrea Bonetti, che ha dato il via ad una collaborazione, della quale siamo onorati, con l’associazione ALMA Animatori un collettivo di artiste e artisti marchigiani che sostengono e promuovo l’arte dell’animazione, del fumetto e dell’illustrazione sostenuti da un parterre di soci internazionali. Durante tutto il 2022 gli spettatori e le spettatrici avrano così l’occasione di entrare nelle visioni dei giovani artisti e delle giovani artiste che saranno ospiti di DEA.
Perdere/Perdersi. E’ questa la parola che mi resta dopo il cortocircuito che i disegni di Andrea prima e le scene di teatroINfolle poi hanno provocato nella mia visione. I disegni, le immagini e i suoni dello spettacolo hanno aperto paesaggi che ci abitano e ci hanno abitato: nell’attraversarli l’idea di viaggio tra immaginari cosi differenti si è sovrapposta connettendosi è sul sentimento della perdita.
Perdere una terra. Perdere vele e timone. Perdere la ciurma. Perdere il respiro. Perdersi lungo una strada grigia, fermarsi davanti a una piccola pianta, verde. Perdere una persona cara. Perdersi nei labirinti dell’immaginazione. Perdere la vita. Perdersi nello scorrere dei giorni. Perdersi nella danza vorticosa che si riverbera da specchi d’acqua. Perdersi in un tempo indefinito, in un luogo misterioso, un teatro che sa di antico. Sentirsi persi in una camera vuota. Perdere, perdersi, lasciar andare.
Apro la porta del teatro e ci sono tanti occhi,sguardi belli Siamo tutti lì col cuore aperto... Subito catturata da piccoli disegni, delicati e potenti che mi hanno fatto sentite carezze e fruscio di ali di colibrì...
Poi lo spettacolo... E ho sentito il sole sulla pelle, il sale sulla pelle, il vento sulla pelle... Quiete, tempesta e voci come i canti delle sirene Corpi che hanno dato tanto e il corpo è la cosa più spirituale che abbiamo... ci aggancia al Tutto! Bravura Unità Bellezza L'ho sentita una serata importante,una ripresa,un battesimo in quel mare E sono uscita felice!
Sandra, spettatrice e partecipante de Il pane quotidiano












