Nel sertão del Nordeste, il vaccaro è generalmente un personaggio serio e di rigorosa onestà. È un uomo capace di curare per anni e anni una bestia dispersa, in vista della ricompensa del legittimo proprietario. Euclydes da Cunha ricorda una vecchia abitudine del sertão:
«Quando capita una bestia non sua nel suo terreno, se ne riconosce il marchio la restituisce immediatamente, altrimenti conserva l'intrusa trattandola come le altre. Ma non la porta al mercato annuale e non le fa compiere alcun lavoro. La lascia morire di vecchiaia. Non è cosa sua. Se si tratta di una vacca che partorisce, marchia il vitellino con lo stesso marchio sconosciuto della madre, riprodotto con ammirevole perfezione, e fa lo stesso con tutta la discendenza della bestia. Su quattro vitelli però se ne riserva uno come salario. Fissa con l'ignoto padrone lo stesso contratto che ha col suo e osserva rigorosamente, senza giudici né testimoni, uno strano contratto che non è stato mai stabilito né firmato.»
Racconta ancora Xavier de Oliveira che quando una bestia dal marchio sconosciuto fugge, distrugge i recinti e devasta le colture, i piantatori dei dintorni si riuniscono,
«procedono ad una valutazione, si quotano, l'abbattono di comune accordo distribuendo le parti proporzionalmente ai diritti di ciascuno. Se il proprietario si fa vivo riceve l'esatta somma della valutazione stabilita. Il nobile e onesto procedimento è estremamente comune, secondo l'antica virtù del sertão.»
Eppure gente di principî morali così elevati, in periodi di siccità può arrivare facilmente a rubare l'altrui bestiame, come quel Chico Bento, un personaggio di "O quinze", che in un delirio di fame perde ogni scrupolo e «le mani tremanti, la gola secca e gli occhi accesi» abbatte con un colpo di bastone la capra non sua incontrata sulla strada di fuggitivo. Queste deviazioni dalle convenzioni morali rappresentano spesso il primo passo di una vita da bandito di strada, in una terra in cui i principî sono così rigidi che, una volta trasgrediti, rendono impossibile il ritorno sul sentiero dell'onestà e l'oblio della colpa compiuta.
Una volta addormentata la coscienza, continua però il conflitto sotterraneo tra le forze che tendono a soddisfare l'istinto di nutrimento e quelle indirizzate verso altri interessi umani. Uno dei gruppi deve prevalere, secondo «la legge della polarizzazione degli effetti» (Sorokin). Ne derivano gravi psicopatie, vere e proprie psicosi di reazione o di situazione. È così che nascono i santi e i banditi – sinners and saint – dei periodi di calamità.
Josué de Castro, Una zona esplosiva: il Nordeste del Brasile, (traduzione di Goffredo Fofi), Giulio Einaudi editore (collana “Nuovo Politecnico”), 1966¹; pp. 84-85.
[Edizione originale: Sete palmos de terra e um caixão. Ensaio sôbre o Nordeste do Brasil, zona explosiva, Editôra Brasilense, São Paulo, 1965]