Decorso Urbano
La panchina era lì da molto prima dell'inizio della guerra. Nemmeno il più vecchio della città ricordava il giorno in cui l'avevano impiantata, in pianta stabile, in quel parco.
Eppure sapeva quel vecchio che era stata piantata, la panchina, il giorno prima della sua nascita.
Il sindaco di allora, a detta del padre del vecchio, era molto orgoglioso di quella panchina, pensate un po' la prima di quel paese, dopo che per decenni e decenni i concittadini esasperati avevano chiesto insistentemente una panchina su cui potersi sedere in quel parco.
Problemi burocratici, si erano rimbalzati per anni le responsabilità i vari amministratori. C'è il patto di stabilità, precedenza alle strade, e così per anni in quel paese restarono senza panchina.
Fino a quando quel giorno non fu piantata e poi dimenticata. Utilizzata tutti i giorni certo, ma ormai nessuno conosceva più le speranze di quegli avi lontani che aspiravano ad una panchina promessa. Né tantomeno quegli avi ricordavano più, le peripezie che un secolo prima, portarono finalmente alla costruzione del parco.









