Migranti e demoscopica
Il punto lo sapete qual è? Che se uno dice queste cose viene subito tacciato di razzismo. Le violenze sessuali fino allo scorso luglio sono state 2.333, contro le 2.345 registrate nello stesso periodo dell'anno scorso. Gli italiani denunciati nei primi sette mesi sono stati 1.534 (1.474 nello stesso periodo del 2016), mentre gli stranieri segnalati sono stati 904 (in linea con i 909 dell'anno scorso). Se consideriamo che la popolazione residente in Italia al primo gennaio 2017 risultava pari a 60,5 milioni di persone e che gli italiani erano 55,5 milioni (91,67%) contro poco più di 5 milioni di stranieri (8,33%), è evidente come l'incidenza di questi odiosi delitti contro la persona tra coloro che non sono nostri connazionali sia molto più elevata. Essi, infatti, commettono il 37% degli stupri pur rappresentando meno di un dodicesimo della popolazione. Dunque, i numeri ci dicono che lo 0,00276% degli italiani ha commesso uno stupro a fronte dello 0,01791% degli stranieri. Se moltiplichiamo le rispettive percentuali di stupri commessi dai due gruppi (62,92% e 37,08%) per l'incidenza, si hanno i due numeri indici (0,1736592 per gli italiani e 0,6641028 per gli stranieri). Sommandoli si giunge al numero indice complessivo (0,837762), otteniamo il numero indice degli stupri totali dal quale si desume che la probabilità che uno straniero delinqua è circa quattro volte più elevata di quella di un italiano (0,66 contro 0,17). Tornando ai dati di Demoskopika: «i romeni sono solo l'1,8% dei residenti, ma vengono loro addebitati l'8% degli stupri; numeri pesanti anche per albanesi, tunisini, marocchini».













