Diciotto respiri addosso a me.

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Diciotto respiri addosso a me.
forse non era la felicità
Ho vent’anni e credo nell’Amore. Mi chiamo Alice, lui Samuele. ha due anni e mezzo meno di me, sono amica con le sue sorelle più grandi, soprattutto con Francesca. Non mi ricordo di lui da piccolo, non ho nessuna immagine proprio. l’ho rivisto a una festa di carnevale. Non era più bambino, era ormai diventato un uomo. lo è sempre stato il ragazzo più maturo della sua età, ma la causa di tutto ciò era la malattia. Mi ricordo che quel giorno quando Francesca mi riportò a casa io dissi “cavolo, è cresciuto!” e lei glielo riferì subito. Io e lui non c’eravamo parlati, ci fu solo uno scambio di sguardi: quando i suoi occhi verdi si posarono sui miei avvertii subito la famosa scintilla. non c’ho mai creduto, ma lo giuro. qualcosa in quel momento cambiò. però a quel tempo non sapevo di cosa si trattasse. a quel tempo avevo altri pensieri per la testa. stavo con un ragazzo molto più grande di me. Emanuele, trent’anni. lavoro e casa. nonostante lui mi desse tutta la sicurezza che una Cancro come me cerca in una relazione, io chiusi il rapporto. era solo passione. e quella, senza Amore, muore. ha tempo limitato. lui s’innamorò, ma io quando prendo una decisione la porto avanti. soprattutto quando si tratta di relazioni.
facevo il quinto superiore, al liceo tutti erano presi dagli esami e dai mondiali. a diciott’anni stavo uscendo dall’età adolescenziale. mi stavo spogliando di tutte quelle insicurezze e inquietudini che una ragazza come me si portava dietro per troppo tempo. a diciott’anni hai il mondo in mano e senti il vento del cambiamento che avvolge e trasporta. mi è sempre piaciuto cambiare. di lì a poco non avrei più dovuto chiedere il permesso per andare in bagno, avrei vissuto l’estate più bella e più libera di tutta la mia vita. non ci sarebbe stato niente a rovinare l’aria fresca che mi stava sconvolgendo l’esistenza. a maggio già avvertivo la libertà di quei vestitini che si mettono l’estate, quelli tutti colorati, senza pretese. un paio di Vans e si va al lago. c’era solo un problema, studiare e passare l’ esame di maturità.
Di te, oggi, diciott'anni.
Di te, oggi, diciotto respiri.
E ti sento
prepotentemente.
Finalmente maggiorenne!
Tanti auguri a me! Sembra da scemi, ma non aspettavo altro che i messaggi d'auguri, e chi conta nella mia vita non mi ha deluso, mandandomi i migliori auguri che potessi ricevere. Un grazie va a loro. +18
Nei miei diciott'anni di vita ho sbagliato tutto.
L'ho scritta per te questa storia, Milla. Perché quando tu avrai i tuoi diciotto anni, io avrò già dimenticato i miei e non potrò aiutarti a viverli. Perché il mio cuore avrà già rallentato e ti guarderò distante: soffrirai di un amore che mi sembrerà troppo giovane per piangerci, ti dirò "Dai, Milla, sono schiocchezze" come se non avessi pianto anch'io per un amore simile... Ti guarderò sorridere senza un motivo quando avrai fatto l'amore per la prima volta e penserai di poterti mettere il mondo in tasca, perché è piccolo in confronto a quello che hai dentro. E io avrò già dimenticato cosa significa sorridere senza un motivo. "Perché ridi?" Te lo chiederò, perché essere grandi è un po' come tornare bambini: si chiedono sempre i perché. Tu invece non te ne chiederai tanti, amerai e basta, così, senza un perché. Non sarò onesta, perché è difficile essere onesti coi propri ricordi. Però sono stata previdente: ho rinchiuso quei ricordi nella carta, nei margini di un foglio, quando erano ancora vivi, lucidi d'inchiostro. Così potrai leggere di una sorella più vicina a te e ti sentirai meno sola. È per te questa storia, Milla. Forse, all'inizio, non ti piacerà. Forse ti sembrerà assurda e non vorrai crederle: come si possono vivere così tante emozioni in così poco tempo? Lo scoprirai, Milla, lo scoprirai. E capirai che, a diciott'anni, il cuore scatta e corre più veloce dei minuti, più veloce dei secondi. Bussa, bussa, bussa... E tu non guarderai allo spioncino, perché a diciotto anni si ha tanta fretta e poco sospetto. Non chiederai "chi è?", aprirai la porta e lo lascerai entrare. E ogni volta chiederai al tuo cuore "che vuoi?", la risposta sarà sempre la stessa: "un po' d'amore ". E qualche volta, lo caccerai dal petto, gli darai dello stupido, gli dirai di andarlo a cercare da qualche altra parte. Ma, il più delle volte, lo farai accomodare e gli darai quello di cui ha bisogno. E anche quando qualcuno te lo farà a pezzi, e ti sembreranno troppo piccoli per essere rimessi assieme, basterà un nuovo incontro per guarire. Perché, a diciotto anni, la carin si cicatrizza subito. Lo scoprirai, Milla, lo scoprirai. E capirai che il tempo, questo tempo che corre, che ci cronometra la vita, che ci dà il ritmo, non è poi così veloce... Superalo, Milla, taglia il traguardo prima di lui! Io ti guarderò vincere e sarò fiera di te. E forse, anche di me.
Giulia Carcasi - Ma le stelle quante sono
Un 15 che è già un 16 Novembre.
Avere diciott’anni ti fa credere di spaccare il mondo. Avere diciott’anni ti fa credere di esser pronto a tutto. Avere diciott’anni lo stai sognando da quando eri un bambino, quando guardando un film americano vedevi quelle feste piene di gente, di risate e di gioia. Avere diciott’anni è un po’ una fregatura perché alla fine ti accorgi che rispetto ai diciassette, ai quindici e a tutte le altre età non cambierà nulla. E’ un po’ una fregatura perché ti accorgi, ogni giorno di più, di star crescendo, un pezzo alla volta e questo ti fa tanto male perché, in fondo, rimanere un po’ bambini non dispiace a nessuno. Ti accolli mille responsabilità, mille problemi da cui, ormai, dovrai uscirne da solo. Però presto avrai la patente, e questo pensiero annulla tutti gli altri. Aspetterai mezzanotte per brindare con gli amici, per dare il benvenuto ad una vita che da quel momento sarà gestita solo da te. Guarderai quello striscione che qualcuno, pensando a te, avrà attaccato su quel muretto e sopra c’avrà disegnato un cuore un po’ storto. Qualcuno ti avrà fatto un video con i momenti più belli degli ultimi anni e sorriderai, sorriderai tanto.. E poi ci sarà lei, che con un sorriso a cinquantadue denti ti augurerà il miglior bene del mondo. E con gli occhi un po’ lucidi le dirai che, forse, non hai amato mai così tanto. Ed infine ci sono io che, ancora una volta, mi nascondo dietro uno schermo per augurarti tutto il meglio che sul mondo c’è. Te lo auguro in anticipo perché tanto non cambierà nulla, perché a quelle credenze di cinquant’anni fa nessuno ci crede più. Te lo auguro in anticipo perché domani non ne avrò la forza, non ne avrò il coraggio.
(dal mio secondo blog)
"Quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai, quando hai solo diciott'anni forse invece sai già tutto e non vorresti crescer mai." È ufficiale, ho 18 anni anche io. Purtroppo.