“Come è strano incontrarti di sera in mezzo alla gente e salutarci come due vecchi amici, «Hei ciao come stai?» quando un giorno di notte mi hai detto «Non ti lascerò mai.»”
— Jovanotti, Io ti cercherò
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“Come è strano incontrarti di sera in mezzo alla gente e salutarci come due vecchi amici, «Hei ciao come stai?» quando un giorno di notte mi hai detto «Non ti lascerò mai.»”
— Jovanotti, Io ti cercherò
“Resta viva. Non accontentarti. Porta i tuoi occhi a fare una passeggiata, appena puoi. Non rinunciare ai tramonti, alla speranza. Accetta la sofferenza, accetta la felicità. Cambia pettinatura, cambia pelle, ma lotta fino alla fine per non perderti. Piangi pure, piangi quanto vuoi. Ricordati di farlo ogni tanto.”
— Susanna Casciani.
“Scusami per gli attacchi di panico quando tutto intorno a noi sembrava tranquillo, scusami perché a volte non riuscivo a respirare nonostante il fatto che tu mi rendessi immensamente felice.”
— Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore, Susanna Casciani
oggi mio padre mi ha detto una cosa.
oggi mio padre, classe ‘66 mi ha detto che Mussolini è l’unico che per questo paese ha fatto veramente qualcosa.
oggi mio padre mi ha fatto capire che si è dimenticato delle lotte affrontate dai suoi genitori e nonni. di tutte le sofferenze. della rinascita.
oggi mio padre mi ha resa partecipe del disincanto che la vecchia generazione sta vivendo.
oggi mio padre mi ha fatto capire che morirei pur di non condividere quello che ha detto. perché è vero che non è un paese per giovani, ma è anche vero che la Libertà conquistata non è uno stato di cui non ci si può privare. La libertà di pensiero, di espressione, di religione, la libertà di essere felici non ce la toglierà nessuno.
oggi mio padre mi ha fatto capire che io voglio lottare in prima linea per questo.
oggi mio padre, ha fatto il padre.
mi ha indicato la strada.
forse non era la felicità
Ho vent’anni e credo nell’Amore. Mi chiamo Alice, lui Samuele. ha due anni e mezzo meno di me, sono amica con le sue sorelle più grandi, soprattutto con Francesca. Non mi ricordo di lui da piccolo, non ho nessuna immagine proprio. l’ho rivisto a una festa di carnevale. Non era più bambino, era ormai diventato un uomo. lo è sempre stato il ragazzo più maturo della sua età, ma la causa di tutto ciò era la malattia. Mi ricordo che quel giorno quando Francesca mi riportò a casa io dissi “cavolo, è cresciuto!” e lei glielo riferì subito. Io e lui non c’eravamo parlati, ci fu solo uno scambio di sguardi: quando i suoi occhi verdi si posarono sui miei avvertii subito la famosa scintilla. non c’ho mai creduto, ma lo giuro. qualcosa in quel momento cambiò. però a quel tempo non sapevo di cosa si trattasse. a quel tempo avevo altri pensieri per la testa. stavo con un ragazzo molto più grande di me. Emanuele, trent’anni. lavoro e casa. nonostante lui mi desse tutta la sicurezza che una Cancro come me cerca in una relazione, io chiusi il rapporto. era solo passione. e quella, senza Amore, muore. ha tempo limitato. lui s’innamorò, ma io quando prendo una decisione la porto avanti. soprattutto quando si tratta di relazioni.
facevo il quinto superiore, al liceo tutti erano presi dagli esami e dai mondiali. a diciott’anni stavo uscendo dall’età adolescenziale. mi stavo spogliando di tutte quelle insicurezze e inquietudini che una ragazza come me si portava dietro per troppo tempo. a diciott’anni hai il mondo in mano e senti il vento del cambiamento che avvolge e trasporta. mi è sempre piaciuto cambiare. di lì a poco non avrei più dovuto chiedere il permesso per andare in bagno, avrei vissuto l’estate più bella e più libera di tutta la mia vita. non ci sarebbe stato niente a rovinare l’aria fresca che mi stava sconvolgendo l’esistenza. a maggio già avvertivo la libertà di quei vestitini che si mettono l’estate, quelli tutti colorati, senza pretese. un paio di Vans e si va al lago. c’era solo un problema, studiare e passare l’ esame di maturità.
Io ti amo, ma tu non sai di che cosa parli.
Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore
tu mi dicevi da questa città ce ne dobbiamo andare tutti e due, e soprattutto io dicevi, un miliardo di bar, bar dappertutto, e camminando verso casa mia ero così allegro che ero sorpreso. la città era desertica, e non ci ricordavamo dove avevamo parcheggiato la nostra astronave con i pneumatici lisci. ti ricordi delle sportellate sul cuore? di certi cieli bianchi sproporzionati, e i tuoi occhi come certi cieli, neri, come i nostri vestiti. e dalla finestra del tredicesimo piano della casa popolare dove si è trasferita tua madre si vede tutta Ferrara, dal castello al grattacielo, e l'insegna luminosa dell'Ipercoop, delle luci enormi che ci sposavamo alla finestra come se fossimo a Las Vegas. e poi, e poi ci troveremo come le star nei peggiori bar a lavorare, o nell'autogrill di Ferrara Nord a dormire, e il treno regionale per Bologna sembrava la Transiberiana e tutti morivano sulla superstrada per il mare. ci cadevano in testa le stelle inchiodate male, chissà quando tornerà l'estate di tre anni fa, cercando con il metaldetector le catenine e i desideri sulle spiagge dei lidi ferraresi, e gli stessi tragitti, i cortei nei corridoi della casa dei tuoi genitori, e le bici rubate le coloreremo ancora di verde militare per nasconderci a scopare al parco Massari. questa città non ci morirà tra le braccia. il parcheggio dietro al petrolchimico, a tirarci dei calci e a tirarci dal naso i calcinacci e le sere, lavare il cielo con la candeggina perché fa buio presto, sputavamo delle stelle, dal terzo piano sull'hinterland ma era proprietà privata, era tutta proprietà privata. penso, pensa se adesso nevicasse, saremmo molto più tranquilli, in questa città che dicevi che ti sembrava un congelatore, questa città sotto il livello del mare, e i cubetti di porfido che ci sono in piazza li staccheremo uno ad uno per farci delle bancarelle di braccialetti, mi dicevi. ce ne dobbiamo andare tutti e due, e soprattutto io, dicevi. io ho scritto per terra col catrame che ti penso raramente, come back september, come quando ci svegliavamo in tre nel letto con le braccia informicolate, in piena pianura padana ma col fuso orario del Giappone ero un cameriere vestito bene, e quella casa ora è un cantiere, e non ci resta che scoppiare a ridere, a dirotto. avevamo l'inesperienza necessaria per andarcene, avevamo l'inesperienza necessaria per andarcene, dicevi, e ce ne siamo andati tutti e due, e soprattutto tu.
Vasco Brondi (via tanteluciaccese)
Che quando hai messo un punto alla nostra storia io ne ho aggiunti altri due, per farli diventare tre, di sospensione. “Non si sa mai”, pensavo.
Vasco Brondi (via clairinwonderland)
I’ve just turned 18. and I think I understand what people mean to each other
Le cose che perdiamo trovano sempre il modo di tornare da noi, anche se non sempre come noi ce l'aspettiamo.
Luna Lovegood / Harry Potter (via ilragazzoluna)
“Se avessi saputo com'è fatta una cosa sicura avrei passato meno tempo a cadere tra braccia che non lo erano”
rupi kaur
Vivre sa vie - Jean Luc Godard