Cosa fai: tento di fare cultura sul mondo della cucina – ricerco la verità – ricordo le origini e le porto nel mio quotidiano
Negli ultimi anni le persone si sono create un’idea della cucina lontana da quello che è in realtà , si tende a guardare solo l’aspetto estetico redendo il piatto finale qualcosa di “costruito”, si cerca in poche parole di stupire ma senza andare a fondo, mentre dietro un piatto prima di tutto deve esserci concretezza, storia, tradizione, prodotto.
Per mia natura cerco sempre la verità, in tutto, quindi anche e soprattutto nella cucina: per verità non intendo quella assoluta, non ne parlo in chiave filosofica. Verità per me significa essere curiosi e andare in cerca di risposte il più precise possibile.
Nel mio ristorante, “Trippa” voglio che prima di tutto le persone si sentano a casa: per questo esco sempre dalla cucina e vado a parlare con i clienti, faccio un po’ di spettacolo e racconto loro ciò che stanno mangiando. Mi piace pensare che usciti da li si portino a casa, oltre al ricordo di una bella serata, qualche conoscenza in più circa storie, cibi e tradizioni.
E a proposito di tradizioni: ho avuto come maestri sicuramente grandi chef però prima di tutti i miei genitori e mio nonno: quando devo creare un piatto spesso vengo come “portato indietro” alla mia infanzia, penso per esempio a mio nonno che mi faceva polenta e useletti, i colli d’anatra arrosto…. sapori e odori, abitudini che cerco di portare nella mia cucina con sincerità e amore per quello che faccio.