Domanda che nasce spontanea dalla polemica sulla definizione di congiunti. Se hai una relazione non ufficiale (amic*, trombamic*, amante o come preferisci definirl*) come e con che prospettive la stai vivendo? E se non ce l'hai che opinione hai di come il Governo ha deciso di regolamentare gli incontri? Vista la natura della domanda puoi rispondere anche mandando ask anonimo (consentiti eccezionalmente per l'occasione) o privatamente a me che la pubblicherò in forma anonima. Domanda presa dal blog di @domandeorizzontali
Ho un trombamico, relazione non “”ufficiale”” data la natura del rapporto. Non la sto vivendo con chissà quali prospettive, anche se immagino come sarebbe usare il suo giardino come location (per il sesso, o per un aperitivo, fare foto, o leggere) La voglia di rivederci penso ci sia ancora da parte da parte di entrambi, così come la mancanza. Non so se sarà possibile incontrarci durante l’estate o nel medio periodo, per colpa il virus e dei i suoi turni assurdi al lavoro. Ogni tanto ci sentiamo e parliamo, sia stuzzicandoci che confrontandoci su vari argomenti. Non penso di rivederlo il 4 maggio, anche se parrebbe possibile grazie al nuovo decreto: mi sembra imprudente giacché entrambi potremmo essere asintomatici e positivi a nostra insaputa - e so che rispettare la distanza ed usare le mascherine sarebbe difficile, se non “”impossibile”” visto che ammetto le mie debolezze. Non me la sento di mettere in pericolo la mia famiglia e la sua per qualche ora di sesso o altra attività. E nemmeno me la sento di vederlo a queste condizioni, in tensione ed in ansia. Ho delle perplessità e delle insicurezze persino sull'andare dai miei familiari, sempre per timore di un contagio inconsapevole. Lì so che rispetteremmo tutti le distanze di sicurezza usando ogni cautela ed oltre - ad esempio non entrando in casa e rimanendo sul cancello, od in giardino, e loro dentro a più di 1m - però la paura c’è sempre. Preferisco magari aspettare tempi meno incerti (esiti di tamponi o test, vaccino o cura) anche se ammetto di vivere un dilemma. Mi piacerebbe rivedere le nonne prima che la loro memoria svanisca, magari per nonna R sarà un giorno buono e mi riconoscerà, e magari potrò salutare zia S dal fondo delle scale ed augurarle di vincere il mostro che le sta crescendo dentro.
Su come il Governo abbbia deciso di regolamentare gli incontri ho un’opinione ambivalente: positiva e negativa. Trovo corretto che nella definizione di “congiunti” rientrino anche amici, fidanzati e non solo parenti di sangue o acquisiti in qualche modo: c’è chi non ha famiglia o non la frequenta, o ne ha una fatta da amici o col partner non sposato. Era una specifica necessaria per evitare complicazioni. Oltre che terreno fertile per gli amanti delle polemiche e per i detrattori a tutti i costi. Però la possibilità di incontrare molte persone, affidandosi solo al buonsenso ed al senso di responsabilità dei cittadini, la trovo una fonte di rischio non da poco. Non so in quanti rispetteranno le direttive per gli incontri: distanziamento sociale ed uso di mascherine e guanti . Ci sarà chi rispetterà le regole visitando le persone più prossime, o restando a casa senza vedere nessuno; come ci saranno cittadini che faranno un banchetto imperiale con parenti mai visti prima. Già nella fase 1 si è dovuto ricorrere a norme più stringenti per le visite parentali e persino recentemente (pasqua e pasquetta) ci sono state denunce per tali motivi. C’è chi è scontento perchè lo ritene troppo o troppo poco. Qualcosa andava smosso e temo che ogni scelta sia giusta e sbagliata, solo il tempo potrà permetterci di dare un giudizio. Immagino che, nell’attesa, l’unica cosa da fare sia aspettare e vedere, sperando di vedere bassi livelli di contagio e non ospedali di nuovo al collasso e camion di bare.