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Chiara Carcano racconta la sua Donnavventura
Chiara Carcano ci racconta la sua esperienza nel programma televisivo Donnavventura… più che un viaggio una vera esperienza di vita!
Cos è per te Donnavventura?
Donnavventura, è un programma che definiscono “docu-reality”, ma, a mio avviso, è piuttosto un “road-movie” narrato da giovani reporter. Per me non è stato un viaggio ma una vera e propria esperienza in cui mi sono messa alla prova, ho affrontato sfide e paure, uscendone maturata e più consapevole di me stessa e delle mie capacità. Quest’anno il programma è giunto alla sua 28esima edizione con spedizioni tra Emirati Arabi Uniti, Thailandia, Giappone, California, Francia e Polinesia Francese.
Raccontaci come è nata la voglia di partecipare al programma? Come è avvenuta la selezione?
In realtà è stata mia mamma ad informarmi ed a spronarmi ad inviare la mia candidatura, lei sa quanto adoro viaggiare. La selezione è stata molto lunga. 180.000 pretendenti da tutta Italia hanno inviato la propria candidatura tramite un video-provino o hanno partecipato a uno degli eventi organizzati dalla produzione. Dopo circa quattro mesi solo 100 ragazze vengono convocate per le selezioni finali a La Thuille: ogni volta che passi una selezione ti sembra un sogno che si realizza. Tre giorni in campeggio dove ogni ragazza è stata intervistata davanti alla telecamere e sottoposta a prove fisiche, di guida e di scrittura. E dopo questo weekeend da 100 ragazze solo dieci fortunate hanno partecipato all’ultima settimana di casting sempre a La Thuille. Mi ricordo ancora quando ho sentito il produttore che ad alta voce esclamava i nomi delle ultime finaliste: “la prima ad essere chiamata è la numero 15: CHIARA CARCANO!!”. Riesco ancora a ricordami l’emozione che ho provato a sentire il numero della mia pettorina! L’ultima fase di selezioni consiste in 7 giorni di convivenza con queste dieci ragazze dove si approfondiscono i compiti che ci saranno da svolgere durante tutto il periodo della spedizione, e infine scelgono le quattro ragazze ufficiali del programma che affiancheranno le due “veterane” durante la spedizione… Quanta commozione quando hanno ufficializzato la scelta!!
Le ragazze di Donnavventura 2017 a Abu Dhabi
Tre mesi con staff e ragazze semi-sconosciute… com è andata?
Molti mi fanno questa domanda perché sembra strano che in un gruppo di sole donne non nascono dei dissapori. In realtà è l’esatto contrario, si è creato tra noi una sinergia ed un’unione che sembra quasi di entrare in una seconda famiglia. Forse molto è dato dal fatto che non puoi chiamare o contattare familiari ed amici, quindi isolata dagli affetti, cerchi di creare forti legami con chi ti sta vicino. Inoltre la realizzazione del programma è molto elaborata e ognuna di noi ha il suo ruolo e deve lavorare sodo perché tutto sia perfetto. Quindi si cerca di litigare il meno possibile affinché non si creino problemi nella realizzazione delle puntate.
I compiti durante i novanta giorni di spedizione sono tanti. Ti rendi conto solo quando partecipi che Donnavventura è una produzione televisiva vera e propria e tu devi ricoprire il ruolo di reporter; ciò significa che devi informarti sui luoghi che si visitano e capire come spiegarli al meglio alle telecamere e a chi ti guarda da casa. Ognuna di noi doveva redigere reportage settimanali. I compiti si suddividono in due macro categorie: scrittura e fotografia. Per la prima parte mi sono maggiormente dedicata alla gestione dei social network dedicati al programma e alla scrittura del diario romantico (un reportage quotidiano della nostra avventura) e del diario tecnico (uno script dettagliato del contenuto video). Mentre per l’ultima parte di spedizione ero responsabile dello scarico e dello smistamento del materiale video-fotografico e del “Donnavventura cafè”, un nuovo format di quest’anno. Donnavventura è stato per noi ragazze un vero gioco di squadra, ognuna di noi aveva dei ruoli importanti, ma anche delle piccole mansioni che però erano fondamentali nel loro insieme. Per esempio c’era chi si occupava del cibo, chi perfezionava l’itinerario o si occupava delle attrezzature come video e computer.
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Che paesi hai visitato? Quale ti è piaciuto di più?
Quest’edizione di Donnavventura è stata un po’ diversa rispetto alle altre: il nostro è stato un vero e proprio tour attraverso il mondo. Siamo partite da Milano per poi volare ad Abu Dhabi, elegante capitale degli Emirati Arabi Uniti, abbiamo proseguito per la Thailandia, con la sua meravigliosa capitale Bangkok per poi spostarci a visitare il Sud e le sue meravigliose isole. Ci siamo concesse 10 giorni di tour a Singapore e poi siamo tornati negli Emirati Arabi ma questa volta a Dubai. A Dubai la squadra per motivi logistici-economici si è dovuta ridurre e due delle ragazze nuove sono dovute rientrare. Io sono tornata mentre il viaggio è proseguito con le ultime tappe: Parigi, California, Polinesia Francese e infine, sono arrivate nel lontano Giappone, alla scoperta della capitale Tokyo, dove si è conclusa la spedizione. La parte che più ho preferito è stata la visita alla Thailandia; città come Bangkok e Singapore mi hanno ammaliata. Quest’ultima poi con la sua signorilità, la sua pace, il lusso non ostentato mi ha proprio conquistato.
Cosa ti ha insegnato questa esperienza?
E’ stata un’esperienza bellissima, affascinante ma, non traspare dallo schermo, molto dura ed impegnativa. Mi sono messa in gioco e mi sono riscoperta come persona. Il fatto che sei lontano da casa, che non puoi avere contatti con le tue persone care, ti porta a realizzare quanto ti mancano le tue certezze, e le tue abitudini. Inizi a vederti in un modo diverso, ti confronti con dei lati di te che non conoscevi. A volte devi superare delle prove fisiche di viaggio importanti ma sono quelle emotive che ti fanno tornare a casa cambiata. Forse più matura, con una consapevolezza di sè diversa. E’ veramente un’esperienza formativa.
Che posti consiglieresti al pubblico?
Ovunque sono stata è un posto meraviglioso da visitare. Bisogna guardare e riguardare ogni puntata del programma per scoprirlo. Quest’anno il viaggio ha avuto qualche confort in più rispetto alle passate edizioni ed abbiamo soggiornato su alberghi stupendi e cenato in ristoranti squisiti. Per esempio imponente è stato l’ Emirates Palace di Abu Dhabi, il palazzo di rappresentanza degli Emirati, all’interno del quale c’è anche un hotel a cinque stelle lusso. Stupendo “The St. Regis Abu Dhabi” mentre incredibilmente buono il cibo di Zuma a Bangkok.
Che porte ti ha aperto questo programma?
Chiara Carcano durante l’intervista con Katja Rossi.
So che Donnavventura è un programma molto seguito, ma non m’immaginavo anche da un pubblico di giovanissime. Con l’introduzione dei social abbiamo potuto interagire con chi seguiva le puntate, e mi sono resa conto di quanto le mie coetanee mi ascoltassero e mi chiedessero consigli di viaggio e quant’altro. Comunque la trasmissione mi ha dato molto visibilità e aperto molte porte nell’ambito televisivo. Sebbene la spedizione si sia conclusa, collaboro ancora con Donnavventura, sono diventata capo-progetto del Donnavventura Cafè ,un daytime che va in onda tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, alle ore 8.30, su Mediaset On Demand e Mediaset.it; in cui svelo alcuni backstage dei viaggi e do le anticipazioni della puntata domenicale.
Donnavventura ti insegna moltissimo anche dal punto di vista televisivo ed ho capito che a me piace molto la conduzione. A breve mi metterò in gioco proprio come conduttrice del programma “Chef Save The Food”. Sarà una gara tra Chef attraverso dei video che illustrano nel dettaglio tutte le fasi di preparazione, cercando di insegnare alle famiglie la nobile arte del “riutilizzo in cucina”, chiedendo poi ad altri cittadini/consumatori di votare la ricetta “più buona”. Questa iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare i cittadini all’educazione e al consumo sostenibile e responsabile delle risorse.
Partecipare a Donnavventura è stato esaudito… sicuramente voglio continuare a viaggiare e mi piacerebbe trasmettere il mio sorriso e il mio entusiasmo alle persone che incontro.
È vero questo “docu-reality” è giunto al termine, ma non vedo l’ora di mettermi in gioco nella realtà.. d’altronde la mia vita è un’avventura!