Traduzione italiana di jadarnr basata volumi inglesi editi da Tokyopop.
Sentitevi liberi di condividere, ma fatelo per piacere mantenendo i credits e il link al post originale 🙏
Grazie a @trinitybloodbr per il contributo alla revisione sul testo originale giapponese ✨
“Ah! Quelli del Vaticano sono proprio dei buoni a nulla!” Esclamò la vampira, liberandosi dei vestiti da suora.
Mireille Manson sogghignò fra sé e sé, lasciando intravedere le punte delle sue zanne.
Non era una risata cattiva, solo amaramente ironica.
“Finalmente ti ho trovato, mostriciattolo. O dovrei dire 'piacere di conoscerti'?” Ringhiò.
“Che ne dice di saltare i convenevoli, signora ” Eris rispose in modo distaccato.
Anche con le mani ammanettate e il suo piccolo corpo legato da catene, Eris non sembrava essersi persa d'animo. Rivolgendosi alla vampira Mireille, che sollevò le sopracciglia al commento della ragazzina impertinente che la chiamava “signora”, continuò a parlare in tono provocatorio:
“Comunque, ci saluteremo presto...... Quindi forse è meglio dirsi subito addio.”
“Addio? Non essere sciocca. L'ultima volta i miei tirapiedi hanno commesso un errore, ma questa volta non sarà così... Abbiamo scoperto molto tempo fa che non puoi usare il tuo potere senza toccare l'avversario.” Ribatté Mireille con un sorriso sprezzante.
“...Uh!”
Eris venne afferrata violentemente per la testa dai capelli dorati e fu costretta ad alzarsi in piedi. Un gemito di dolore le sfuggì dalle labbra quando le catene le graffiarono la pelle. Mireille fece scivolare le zanne sulla sua gola inarcata, sentendo con piacere le grida della ragazzina.
“Hai un viso molto carino, ma in realtà sei un mostro terrificante... Ma ora potremo fare felici quelli del Rosenkreuz Orden. Noi Fleurs du Mal potremo finalmente lasciare questo tugurio.”
“Rosen...Che?” Chiese Eris col suo solito tono impertinente.
Di cosa sta parlando? Ci sono altri vampiri oltre a questi? Pensò preoccupata mentre ascoltava le parole della vampira.
“Ci sono persone che vogliono davvero tanto conoscerti... Sono loro che ci hanno raccontato dell’orfanotrofio” Mireille rispose.
Eris iniziò veramente a preoccuparsi.
Quindi, fin dall'inizio, questi tizi mi stavano cercando.... Pensò, lasciando trasparire la rabbia e la frustrazione dal suo bel viso e gridando:
“Maledetti assassini! Siete stati voi ad uccidere tutti...!”
Mireille sorrise di nuovo sprezzante e continuò:
“Stai chiamando me assassina?”
Lei sa! Quell’affermazione attraversò i pensieri di Eris come un fulmine.
Gli occhi dorati del vampiro si stavano facendo beffe di lei.
Sapeva dei suoi genitori, del suo padre adottivo e dei ragazzi dell'orfanotrofio…
“Onestamente, signorina, nemmeno io sono alla tua altezza in quanto assassina. Non ti sei forse lasciata una montagna di morti ovunque sei stata? In confronto a questo, noi vampiri siamo praticamente dei santi.” La vampira sorrise, vedendo l'effetto che le sue parole avevano sulla ragazza.
“I-Io...” Eris cercò di ribattere, ma alla fine si morse il labbro e rimase in silenzio.
Sì, forse è naturale che venga chiamata mostro ── quell'abominevole 'potere' che toccava i cuori degli altri e li stravolgeva aveva disseminato disastri indipendentemente dalla sua volontà.
I suoi genitori non erano nemmeno stati i primi. La sua prima vittima era stata il prete che aveva tentato di violentarla nel suo villaggio natale: si era trafitto il petto con una croce tra le lacrime. Il doppio suicidio dei suoi genitori era stato dovuto alla disperazione provocata dallo scoprire il terrificante potere della figlia. Il suicidio del padre adottivo era stata autodifesa: aveva scoperto la capacità di Eris, aveva cercato di ucciderla con un fucile da caccia. Lottando disperatamente, Eris alla fine non aveva avuto scelta e aveva usato il suo potere ancora una volta. Il padre adottivo si era puntato il fucile da caccia alla testa. Ed infine, l'altra sera al rifugio...
Ma Dio mi è testimone, non volevo uccidere nessuno... Fu l'unico pensiero di Eris in mezzo alla disperazione.
“Non hai nessuno a cui chiedere aiuto.” Sussurrò velenosamente la vampira nell’orecchio di Eris, accorgendosi del conflitto della ragazza.
“Sei un mostro. Non sei né umana né come noi... Sei completamente sola.”
Eris distolse silenziosamente lo sguardo, con aria spaventata.
Intorno a lei c'era il buio totale ── sul treno che percorreva il tunnel c'erano solo Eris e una decina di vampiri armati che la circondavano. Inoltre, anche se fosse riuscita a fuggire da quel luogo, gli umani le avrebbero comunque dato la caccia.
“È vero, sono sola...” disse a se stessa.
Le spalle le tremavano per la disperazione, mentre gli occhi le si riempirono di lacrime.
Ciò che dice questo vampiro è vero. Non ho nessuno... Per me, che sono un mostro, non c'è nessuno...
“I-io...” - balbettò nella sua disperazione.
“Eriiiiiiiiiiis!”
Fu allora che una voce familiare chiamò il suo nome.
“Chi diavolo è!?” Esclamò Mireille, voltandosi verso il finestrino.
Proprio accanto al treno che usciva dalla galleria, il prete con gli occhiali rotondi fluttuava nel cielo notturno. No, non era così, non stava fluttuando. Quella a cui era aggrappata era...
“Una nave da guerra aerea del Vaticano!”
Con curve eleganti e una croce romana chiaramente dipinta, un enorme dirigibile lungo più di trecento metri si era affiancato al treno senza farsi notare.
“SORELLA KATE! AVVICINATI, PER FAVORE!” Abel gridò.
Aggrappato a una corda che pendeva da una delle passerelle della nave, il sacerdote stava gridando qualcosa rivolgendosi verso l’alto.
“STO PER SALTARE! AVVICINATEVI DI PIÙ!” Continuò a gridare, lasciando Eris attonita.
<Più di così è impossibile! Inoltre, padre Abel, è sicuro che si tratti di un affare ufficiale? Avete il permesso di Caterina, vero? Mi hanno chiamato all'improvviso e quando sono arrivata qui...> Una voce femminile risuonò nell'auricolare di Abel.
“SI' IL PERMESSO... LO OTTERRÒ PIÙ TARDI.” Rispose Abel, tagliando corto.
<Eh!? Che cosa ha detto? Mi é sembrato di sentire qualcosa di estremamente inappropriato!> La voce femminile risuonò di nuovo, questa volta in tono di esasperata disapprovazione.
“OK! LASCIA STARE, AVVICINATI... AH!?" Le grida di Abel furono interrotte.
La mano del prete, che stava sventolando mentre gridava, finì per scivolare. Purtroppo al momento sbagliato, la corda aveva ceduto a causa del forte vento, con il prete ancora attaccato ad essa, facendolo oscillare come un grande pendolo...
“A-ORA NOOOO... AAAAAAAAAAAAH!”
Ancora urlando volò nella carrozza insieme a diversi pezzi di vetro che andarono in frantumi quando la corda, che era stata andata avanti e indietro con il prete all'estremità, colpì direttamente il finestrino. Il corpo di Abel, lanciato dalla corda, si schiantò sul pavimento e poi proseguì, distruggendo due o tre sedili, prima di riuscire finalmente a fermarsi.
Persino i vampiri furono tanto storditi dalla scena da rimanere immobili. Poi Abel si rialzò dalle macerie, si sistemò la veste e parlò come se nulla fosse successo:
“Ah, pensavo davvero che sarei morto stavolta... oh, scusa se ti ho fatto aspettare Eris.”
“Padre...” Eris mosse le labbra, stupita, guardando il volto del sacerdote, che in qualche modo si stava rimettendo in sesto.
“Padre... perché?” mormorò.
“Non te l'avevo detto?” Abel sorrise, con un'espressione allegra sul viso pallido, ma le bende avvolte intorno alle spalle e alle cosce stavano lentamente diventando rosse. “Ti ho detto che sono dalla tua parte.” Disse con un sorriso allegro e affettuoso.
“... Sei davvero così coraggioso o sei solo un idiota?” Gridò Mireille, così un suono così acuto come di denti che stessero pulsando e graffiando i timpani.
La vampira conficcò nel muro i suoi artigli, ormai cresciuti di ben trenta centimetri.
Mentre torceva una lastra d'acciaio come fosse un pezzo di carta, fissò il volto dell'ospite indesiderato e disse:
“Morirai qui, cane del Vaticano! Sei pronto per essere torturato a morte, eh?!”
“Siete tutti dei Fleurs du Mal, vero? Siete in arresto perché sospettati di ottanta omicidi, furti di sangue e rapimenti di minori. Vi consiglio vivamente di disarmarvi e di arrendervi immediatamente.” Con serietà, il prete fece il suo avvertimento formale mentre si aggiustava gli occhiali.
“Ah! Non dire sciocchezze! Cosa puoi fare da solo?” Mireille grugnì.
“Negativo - chi dice che è solo?”
Una voce fredda interruppe gli insulti della vampira.
Tutti guardarono in alto, ma era troppo tardi. Un attimo dopo, con un botto, il soffitto andò in frantumi e una pioggia di proiettili attraversò la spessa lastra d'acciaio.
I proiettili da 13 mm di diametro fecero a pezzi uno dopo l'altro i vampiri che non capivano cosa stesse succedendo. Schizzi di sangue e pezzi di carne lacerata volarono nell'aria.
“Impossibile! Vengono dal soffitto... Agh!”
Un giovane vampiro che aveva puntato il fucile verso l'alto si vide saltare via metà del busto. Appena sopra di lui, un'ombra balzò nella carrozza, sfondando il tetto.
“Sparate! Sparate per uccidere!” Le voci dei vampiri risuonavano disperate.
”0,27 secondi in ritardo."
Rotolando tra le fitte linee di fuoco, Tres estrasse un altro M13 con la mano sinistra. Dalle estremità di entrambe le sue braccia tese ora uscivano ferro e fuoco senza tregua.
“Tres, non puoi ucciderli!” Abel gridò.
“Positivo... Ho molte cose da chiedere a questa gente .”
Nello stesso momento in cui Tres rispose, il fiume di pioggia d'acciaio si fermò... aveva finito i proiettili. Accortosi di ciò, un vampiro cercò di attaccarlo alle spalle.
”0,14 secondi in ritardo.” Tres calcolò senza nemmeno voltarsi.
Era una scena surreale. Tres agitò il polso ed il caricatore vuoto cadde dall'impugnatura della pistola. Nello stesso momento, un nuovo caricatore spuntò dalla manica con il suono di una molla che scattava e scivolò nell'impugnatura della pistola. Un istante dopo, tre colpi consecutivi vennero sparati verso l'alto ──.
“Argh!"
Il vampiro fu impalato da una lastra di ferro che si staccò e cadde dal soffitto, bloccandolo a terra come una falena infilzata da uno spillo.
Poi Tres si occupò di eliminare i nemici rimasti. In pochi secondi, quando l'ultima eco di urla e spari si spense all'interno della carrozza, ormai trasformata in un quadro astratto rosso, rimasero solo il prete con gli occhiali rotondi, la ragazza bionda e Gunslinger, che osservava il proprio lavoro con occhi come perle di vetro.
“Libero. Area di combattimento messa in sicurezza. Riscrittura del programma di attacco, dalla modalità ‘genocidio’ alla modalità ‘cerca e distruggi’... Rapporto sui danni, padre Nightroad."
“Sono vivo in qualche modo... credo. Tu stai bene, Eris?” Abel rispose, con un'aria un po' sconcertata.
“Sì... Ah, attenzione!” Eris gridò liberandosi dalle catene.
Un giovane vampiro che era sdraiato accanto a Tres si alzò improvvisamente. No, c'era qualcuno nascosto sotto di lui...
“Vai all'inferno, cane del Vaticano!” Mireille si alzò in piedi da dietro il corpo, urlando.
Gli artigli, di cui erano rimasti circa venti centimetri dopo aver trafitto il cuore del suo compagno, fendevano l'aria mentre attaccavano Tres.
“Attento!”
Se Eris non lo avesse istintivamente spinto via, la vampira avrebbe aperto un grosso buco nel busto di Tres. Invece, gli artigli sfiorarono la spalla della ragazza ed andarono a conficcarsi nel muro.
Ancora a terra, Tres sollevò la canna della pistola, ma non fece in tempo. Ricevette un calcio feroce e l'M13 rotolò sul pavimento.
“Sei in ritardo di 0,52 secondi!" Con un sorriso beffardo, Mireille estrasse gli artigli dal muro. Facendoli roteare in aria, li fece scendere verso Tres ed Eris, che era inginocchiata accanto a lui, come per proteggerlo.
Si udì un suono umido quando qualcosa trapassò il cuore della vampira.
“Ma cos—?” Gli occhi di Mireille si spalancarono.
“... Tres, porta via la ragazzina.” Disse Abel con fermezza. Mantenendo la mano che aveva trafitto il cuore di Mireille ferma dentro al corpo della vampira, il prete dagli occhiali rotondi incoraggiò il suo collega ad andare. Nel frattempo, Mireille cercava disperatamente di divincolarsi dalla presa, senza riuscirci.
“Ma— Chi cazzo sei!?” Urlò mentre si contorceva.
“Sono un umano. Proprio come te e questa ragazza...” Abel rispose con calma.
Il prete si tolse gli occhiali rotondi e guardò il suo collega ed Eris con i suoi occhi blu. Sorrise un po' tristemente e disse:
“Tres, per favore, prenditi cura di lei.”
“Non avrai d intenzione di farlo, padre Nightroad?” Domandò Tres.
La sua voce, di solito priva di intonazione, sembrava avere una sottile nota di sorpresa. Alzò le sopracciglia mentre afferrava la spalla della ragazza che cercava di correre verso Abel e gli chiese di nuovo:
“Va bene se questa ragazza assiste?”
“Sì...” Abel rispose con un tono di voce che trasmetteva tristezza.
Distogliendo lo sguardo dal collega, lo rivolse verso Eris e poi verso la propria mano, e poi disse:
“Se la situazione inizierà a sfuggire di mano, ti prego, conto su di te.”
“... Positivo.” Tres rispose con un cenno del capo.
“Padre!” Eris lo chiamò.
“Eris... devo dirti una cosa.” Mormorò Abel.
Flettendo le dita della mano con cui aveva trafitto il cuore, il sacerdote pronunciò queste parole lentamente ma chiaramente:
“Anch'io sono come te. Anche nel mio corpo giace dormiente un potere abominevole. E cerca sempre di divorare la mia anima...”
I suoi occhi, nello spazio di un secondo, cambiarono vividamente colore: dal blu di un tranquillo lago invernale al rosso vivo del sangue fresco. Poi proseguì:
“Ma non posso smettere di vivere. Non posso scappare dai peccati che devo pagare. Se morissi qui, sarei solo un mostro. Quindi, per essere un umano, vivrò con questo potere... Nano-macchine Crusnik-02: operatività autorizzata fino al limite del 40%. Attivazione.”
Si udì un suono secco all'interno della mano chiusa.
“No, non può essere!” Mireille emise un grido con voce acuta. I suoi artigli spezzati caddero a terra mentre cercava di indietreggiare. “Dannazione, sei un Metuselah?” Chiese tra i grugniti.
“Ti sbagli...” Disse il prete a bassa voce, inginocchiandosi. Il terreno che era stato tinto di rosso dal sangue dei vampiri ora stava cominciando a subire un terribile cambiamento.
Il liquido viscoso che si estendeva sul pavimento come un tappeto cremisi cominciò a muoversi come un'ameba. Il flusso del sangue formava vortici rossi e scompariva, come risucchiato al centro , dove si trovava la mano di Abel, appoggiata a terra.
“Ci hai pensato? Gli esseri umani mangiano bestiame e pollame. I vampiri succhiano il sangue di quegli umani... In questo caso, non è possibile che da qualche parte ci sia qualcosa che si nutre di sangue di vampiro?”
Pronunciò queste parole, mentre ogni goccia di sangue a terra era scomparsa. Al contrario, le labbra del sacerdote che si era alzato in silenzio erano diventate rosse, come se fossero state dipinte di sangue.
“Sono un Crusnik, un vampiro che succhia il sangue di altri vampiri.”
“Che idiozia." Mireille, che nel frattempo si era rigenerata abbastanza da riuscire a muoversi di nuovo, cercò di attaccare nuovamente con i suoi artigli, con un rapido movimento curvo di una forza tale da sembrare poter squarciare lo spazio stesso—
Con un rumore secco, il movimento di Mireille si bloccò. Gli artigli che si erano abbassati contro il braccio destro del sacerdote erano fermi, immobili.
“Che cosa...?” Urlò disperata.
Con un suono soffocato, il braccio destro del sacerdote si strappò alla spalla. Tuttavia, non uscì nemmeno una goccia di sangue. Al contrario, ciò che trasudava era un liquido di una lucentezza nera e viscosa. Indurendosi nella mano del sacerdote, il liquido formò un'enorme falce con lame alle due estremità del manico.
“Quae enim seminaverit homo, haec et metet - Perché ciò che l'uomo semina, lo raccoglie anche.” Sussurrò Abel, mentre abbassava la sua grande falce - la Falce della Morte.
“Stai bene, Eris?” La chiamò una voce bassa e calma.
Il prete, il cui corpo ora era interamente tinto di rosso, le tese la mano.
I suoi occhi avevano già ripreso il colore di un tranquillo lago invernale, ma vi si rifletteva una luce triste.
“Sei ferita? Ti fa male da qualche parte?” Chiese ancora.
“...L'hai uccisa?” Eris tirò fuori a forza una voce tremante, lanciando un'occhiata di sbieco al vampiro accasciato al suolo. Il corpo insanguinato non si muoveva minimamente.
“......no, ho solo fermato i suoi movimenti.” Abel rispose con un tono più basso del solito.
“Ma tu chi sei?"
Eris guardò il volto di Abel, sembrando non accorgersi della sua mano tesa. No, forse se ne era accorta, ma l’aveva deliberatamente ignorata. Invece indietreggiò lentamente, continuando a chiedere: “Cosa sei esattamente?”
“Sono un essere umano...” Abel rispose sorridendo tristemente, continuando a tendere la mano, anche se sapeva che non sarebbe mai stata afferrata. Poi continuò: “Proprio come te... sono un umano.”
Al suono di quelle parole, gli occhi rosso-bruni di Eris si allargarono. Poi, timidamente, allungò le dita e toccò la mano del prete. Infine la ragazzina si alzò ed abbracciò il prete nel suo mantello insanguinato.
“Oh, no. Ti sporcherai.” Abel le mise le mani sulle spalle, esitante.
“Non importa. Ancora un po'... possiamo restare così ancora per un po'?” Eris si rannicchiò in quell'abbraccio, come se avesse trovato una casa.
“....Va bene, allora.”
Abel sospirò dolcemente e sorrise, posando una mano sui suoi morbidi capelli.
In quel momento si udì un suono metallico secco e Abel chiese:
“Tres, pensi ancora che questa bambina sia pericolosa?”
“Positivo. Come ho già detto, le sue intenzioni non contano.” Tres rispose con la sua solita voce monocorde.
Abel si girò verso Tres, che aveva nuovamente puntato la pistola senza la minima esitazione. La luce rossa del mirino laser montato sulla canna era puntato direttamente tra le sopracciglia di Eris.
La Killing Doll, mantenendo un'espressione impassibile come una maschera, mise il dito sul grilletto e continuò:
“Devo eliminare ogni elemento di pericolo.”
Abel spinse Eris immediatamente indietro, ma non abbastanza velocemente. Con un suono pesante, il cane della pistola si abbassò... ma non successe altro.
“Ma per questa questa volta...” Iniziò Tres con parole monotone, guardando con i suoi occhi di vetro la pistola dalla quale erano finiti tutti i proiettili. “Le munizioni sono finite. Non ho altra scelta che abbandonare l'operazione di sterminio.”
“... Grazie, Padre Tres.” Abel tirò un sospiro di sollievo.
“Negativo: non ci sarà una prossima volta.” Tres si girò con la stessa intonazione indifferente della sua voce monotona, lanciò una rapida occhiata al volto di Eris e passò al suo fianco...
HUAAAAAAAAA!
Fu in quel momento che una massa di carne sanguinolenta che era accanto ad Eris ── o quella che poteva essere vista come tale ─ emise un ruggito.
“N-No, Eris!” Abel gridò.
Gli occhi del vampiro che era balzato in piedi brillavano di odio, e sul suo braccio alzato i lunghi artigli irradiavano una luce orribile ──
Era Mireille. Poteva ancora muoversi!
“MUORI!”
“E-Eri...!”
Abel allungò la mano, ma non fece in tempo: i lunghi artigli stavano per raggiungere la ragazzina, paralizzata come se fosse congelata.
Nelle mani di Tres, che dava le spalle al vampiro, apparve improvvisamente un caricatore. Con un solo battito di ciglia, lo ricaricò. Allo stesso tempo, puntò la canna dell'arma all'indietro sopra la sua spalla.
Con nove colpi di grilletto, i proiettili espulsi in successione dalla canna d'acciaio della pistola attraversarono con precisione il tronco cerebrale, le vertebre cervicali e il cuore della vampira, uscendo dalla sua schiena.
“Missione completata... ritirata.” Disse Gunslinger, la sua voce fredda come sempre.













