“Quindi, se non fai pace con lo spazio vuoto dentro di te, niente potrà davvero riempirti.”
— Chiara Gamberale

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“Quindi, se non fai pace con lo spazio vuoto dentro di te, niente potrà davvero riempirti.”
— Chiara Gamberale
Mi sei venuto in sogno
Facevamo ancora una volta la pace
E con molta cautela ricominciavamo a scriverci
A parlare di noi
Del più e del meno
Le nostre conversazioni
Apparivano magicamente attorno ai miei appunti del romanzo
Quel raccoglitore era diventato magico
Ancora più speciale di quello che già è
Parlavamo un sacco ma lentamente, godendoci ogni istante come il dono più prezioso
Eravamo entrambi consapevoli fosse solo un sogno
Temevamo il momento in cui ci saremmo svegliati
Mi hai anche detto stavolta non dirlo a nessuno di noi
Ma da qualche parte devo lasciare traccia
Di questa notte magica
Che mi ha donato calma nell'anima
Un'anima che tu sai bene quanto spesso è in tempesta
Siamo consapevoli non si può tornare indietro
Dopo due mesi di addio
Di ti auguro tutto il meglio che c'è
Di buona vita a te
È stato un po' come dire io comunque ci sarò per te nel mio silenzio e nella mia assenza
Quando tutto crolla
Quando senti di aver perso l'entusiasmo
Quando tutto si spegne e resta solo il buio
Io ci sarò
Quella promessa è eterna
Ti terrò per sempre la mano per non lasciarti cadere
Anche se non dovessimo mai più vederci neanche nella realtà
Io ci sarò, nel tuo cuore ci sarò finché vorrai
E ti proteggerò come ho fatto dal primo istante
Prendendomi cura del tuo dolce respiro
Il patto era chiaro fin dall'inizio
La chat sarebbe durata finché ci avrebbe fatto del bene, finché ci rendeva felici
Perché l'unica cosa che conta fin dal principio è desiderare il bene proprio e dell'altro
Va bene così
È stato un sogno e deve restare tale
Quindi, se non fai pace con lo spazio vuoto dentro di te, niente potrà mai davvero riempirti.
Lo tirò fuori dal locale e si appoggiò al muro esterno, guardandosi intorno nervosamente. Il fresco della sera pizzicava la pelle, anche se erano in piena estate. Lui con la maglietta nera a maniche corte, lei con quel vestitino a fiori leggero.
- Cosa devi dirmi? - chiese lui a metà fra il sorpreso e l'indignato - pensavo che ormai mi avessi detto tutto. Lo sai che devo tornare dentro e continuare a lavorare.
Lei lo fissò di sotto in su, senza parlare, poi abbassò lo sguardo fissando le sue braccia, poi ancora in giù, fino alle sue mani.
- Sei stata tu a chiudere, no? Hai detto che dovevo lasciarti stare.
- L'ho fatto per te, lo sai - si costrinse a rispondere.
- No che non lo so. Secondo me avevi solo paura, fin dall'inizio.
- Può essere, - sussurrò lei e poi si interruppe.
Lui sospirò girando lo sguardo, poi tornò a fissarla e si avvicinò di un passo.
- Che cosa mi vuoi dire? - la sua voce aveva un tono sommesso, più gentile adesso.
- Volevo solo dirti che...forse mi sono sbagliata. Cioè, non so se mi sono sbagliata, ma di sicuro mi sono resa conto che...
Si bloccò, trattenendo quasi il respiro. Lui si era fatto più vicino e stava appoggiando lentamente la sua mano tra l'orecchio e il collo di lei.
- Perché ti fermi? Continua...
- Pensavo che ti avrei fatto stare male se avessi ceduto e avessi deciso di stare con te. Adesso continuo a pensarlo, ma ho realizzato che non riesco a...
Si era avvicinato ancora, poteva sentire il suo profumo e con il pollice le stava accarezzando delicatamente il labbro inferiore. La stava fissando con gli occhi pieni di una dolcezza disarmante, ma che scintillavano anche di soddisfazione.
- Non riesci a...?
- N-non riesco a...
- Sì?
- A starti lontana. Non...non ci riesco.
Si avvicinò alle sue labbra e lei smise letteralmente di respirare. Sarebbero mancati due millimetri.
- Anche io non ci riesco.
Si allontanò all'improvviso e rientrò dentro al locale, lasciandola senza fiato e stordita. Si prese un secondo per schiarirsi la mente: respirare, doveva respirare. Si affacciò al locale e lo vide di nuovo dietro al bancone, sorridere a due clienti e asciugare un bicchiere. Versò due shots e tornò fuori da lei. La risospinse lentamente nel punto in cui erano prima e le prese la testa tra le mani, giocando con i suoi capelli.
- Sei rossa, confusa e bellissima.
Lei non aveva più voce per rispondere, solo lo guardava con tutte le sue forze.
- Non hai idea dell'effetto che mi fai - continuò lui.
Lei aprì la bocca per tentare di dire che secondo lei era vero il contrario, ma lui bloccò ogni suo tentativo con un bacio lentissimo e delicato che le fece perdere completamente ogni ombra di lucidità e le azzerò la mente. Non esisteva più niente, solo le sue labbra.
Adesso non poteva più scappare.
@lovepills-sonoconsigliperte
"Io litigo solo con chi voglio fare pace dopo. Gli altri li mando tutti a fanculo."
♡◇♧♤ fa troppo freddo per continuare a litigare ♡◇♧♤
Penso che è bello quando qualche volta non ci capiamo e litighiamo, ma poi ti abbraccio da dietro e tu ti giri e mi sorridi. Penso che mi piace quando dici che ho un maglione orrendo,inguardabile,ma che mi ami lo stesso. Penso che ho i brividi quando lo facciamo e tu mi sussurri nell’orecchio che ti fa impazzire. Penso che è bello inventare parole per te,anche se tu sei tutte le parole che nessuno ha mai inventato. Penso che mi piace che siamo cosi diverse,a volte lontane,ma che poi per ritrovarci ci basta uno sguardo. Penso che sei la donna più bella del mondo,e che ti amo tanto.E intanto,mentre penso a tutto questo,sorrido.
@mega-philator
Scusami se non mi metto mai a nudo Se lo facessi mi sentirei messo al muro
Franco126