Jacopo Tintoretto, Ritratto del doge Sebastiano Venier.
Sebastiano Venier, condottiero, politico, militare e doge veneziano, era un uomo abile ma di indole violenta e impulsiva, inoltre non accettava di buon grado ordini e consigli, non tollerava persone a lui superiori e, tendeva a fare l’opposto di ciò che gli si diceva di fare, tanto che passò alla storia come Bastian contrario”.
Durante la battaglia di Lepanto (1571) Bastiano dal ponte della sua Capitana comandava le forze di Venezia ed era sottoposto agli ordini diretti di don Giovanni d’Austria e a quelli ancora maggiori di Andrea Doria.
Il Doria comandava tutte le navi della Lega Santa contro i turchi, e aveva fatto sapere ai suoi capitani che non avrebbe tollerato colpi di testa né iniziative personali da parte di nessuno; ciascuno doveva solo eseguire i suoi ordini e andare all’attacco solo dopo il suo ordine, in modo che la manovra fosse coordinata ed efficace.
Sebastiano Venier quando si trovò di fronte le navi nemiche molto vicine alle sue, si lanciò in un attacco personale sconsiderato, solo il suo valore in battaglia e forse l’effetto sorpresa, fecero si che i turchi non lo accerchiassero e imprigionassero, catturando anche tutto il contingente veneziano, ma anche la prontezza dell’itera flotta cristiana, che si trovò così ad abbandonare ogni strategia, fecero in modo che Venezia quel giorno non perdesse la sua flotta, il suo comandante non venisse ucciso o catturato, e la flotta cristiana ne riportasse una sconfitta, invece della vittoria.
Al ritorno in patria don Giovanni d’Austria fece pressioni affinché Bastiano fosse destituito da comandante della flotta, ma poiché era stato acclamato come vittorioso, divenne doge di Venezia.
Bastiano potrebbe essere considerato il pioniere della sinistra attuale, la cui caratteristica precipua è il “bastiancontrarismo”, cioè l’essere contro qualunque cosa, soprattutto contro il partito, quelli che un tempo venivano chiamati “compagni”, contro ogni alleato in una coalizione e persino contro se stessi: c’è gente che appena giunge a formulare un pensiero completo, formato, formulato, subito dopo gli sorge il mente il suo contrario, così che alla fine non sa mai che fare.
Ma come fa il PD a votare al ReArm Europa in ordine sparso, come un branco di pecore e non come un partito compatto e unito, che ha ponderato bene questa cruciale decisione tutti insieme.
dei 21 parlamentari europei Dem dieci hanno votato a favore e undici si sono astenuti ( questi ultimi secondo le indicazioni della Schlein).
Lucia Annunziata inizialmente aveva votato a favore, ma non era quella la sua intenzione, si è corretta astenendosi, ancora peggio è andata la votazione sul punto 68 della risoluzione, in tredici hanno votato contro, gli altri a favore. Anche tre dei quattro parlamentari dei Verdi europei hanno votato a favore del punto 68, nonostante fossero contrari al ReArm: il motivo è semplice, si sono sbagliati! Analfabetismo funzionale, non sanno proprio leggere?
È pur vero che la destra è andata in ordine sparso: ma Forza Italia ha votato compatta a favore, la Lega ha votato compatta a sfavore e FdI si è astenuto: almeno c’è una coerenza esterna all’interno di ciascun partito, ma chi volesse votare oggi per il PD cosa capirebbe? Da che parte stanno i parlamentari PD eletti in Europa, e che figura andare gli uni contro gli altri spaccandosi a metà e allontanandosi pure dai Conservatori e Riformisti Europei (ECR), il loro gruppo di riferimento in Europa, i quali hanno votato tutti a favore.
Il minimo che si può dire è che il PD non è in grado di governare seppure vincesse le elezioni, poi che non è neppure un partito, quindi che fare il segretario del PD è come essere Giulio Cesare che si approssima alle idi di marzo, che serve un chiarimento serio dove o Bonaccini o la Schlein diano le proprie dimissioni, perché o ha sbagliato lui o ha sbagliato lei.
Sull’errore di Bonaccini non ci sono dubbi, non puoi votare contro le indicazioni del segretario, perché altrimenti il segretario non vale nulla (ed è questo purtroppo il caso del PD) , ma non valgono nulla nemmeno gli altri: chi voterebbe per gente così inaffidabile?
La Schlein avrebbe dovuto mettere ai voti la mozione in precedenza con l’intero partito, spiegare le sue motivazioni per l’astensione (che oltre ad essere una mossa assurda e poco comprensibile e coincidere con la cauta posizione della Meloni, disorienta l’elettorato in prevalenza pacifista, ma che avrebbe potuto comprendere le motivazioni di un’adesione, purché i motivi siano fondati e tu sai spiegarli bene).
Non mi sorprende nemmeno che alla manifestazione europea che si terrà a Roma il 15 marzo, vadano compatte molte persone, mentre altre fanno sapere che non condividono e che non ci saranno, qualcuno irride persino l’iniziativa.
Dal momento che non si tratta di una manifestazione a favore o contro Ursula Von-der-Leyen, a favore o contro le armi o la guerra, a favore o contro Putin o Trump, ma ti si chiede semplicemente se sei a favore dell’Europa, e tutti i partiti di sinistra di ieri e di oggi sono europeisti convinti, non capisco perché queste persone sono contro, a che cosa sono contro? Visto che nessuno ti vieta di scrivere un cartello Europa SI, armi NO, o viceversa, perché non esserci?
forse la sinistra non riuscirà mai a superare questo bastiancontrarismo che la sta uccidendo nemmeno se si sottopone a lobotomia o a elettroshock; non so nemmeno se si tratta di un disturbo dell’identità, di un disturbo oppositivo, di smania di protagonismo o di semplice imbecillità, ma trovo necessario che ciascuno di noi di sinistra smetta di criticare gli altri, di spostare sempre al di fuori di sé l’asse della critica, e inizi una seria autocritica, prima di scomparire nella dissolvenza










