E senza lo sforzo non c'è nemmeno la volontà.
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E senza lo sforzo non c'è nemmeno la volontà.
Se eccedi nel controllo,
ricorda questo:
"Ci vuole più energia per trattenere che per
lasciare andare"
— Buddha
Mi torna in mente il Calvino degli anni ’60 che, in un’intervista al “Menabò”, dichiarava:
“Non credo a niente che sia facile, rapido, spontaneo, improvvisato, approssimativo. Credo alla forza di ciò che è lento, calmo, ostinato, senza fanatismi né entusiasmi. Non credo a nessuna liberazione, né individuale, né collettiva che si ottenga senza il costo d’un’autodisciplina, di un’autocostruzione, d’uno sforzo.”
Questa prospettiva deve guidare anche l’approccio alle tecnologie educative: l’IA non dovrebbe essere un mezzo per evitare la fatica, ma uno strumento per arricchire il nostro viaggio di apprendimento.
Cfr. aitanblog.wordpress.com/2024/12/05/il-cammino-lento-dellintelligenza
Ma anche aitanblog.wordpress.com/2024/12/01/creativita-ed-esibizionismo
You ghost me, I ghost you. You show no interest, I show no effort. You put me second, I'll put you last.
È davvero difficile per te a volte, paghi il costo dell’identità ogni giorno sulla tua pelle. Quelle scelte che ad altri possono sembrare banali, ti sono costate spesso solitudine e grande sforzo. Il tuo compito in questo preciso istante, è di provare a rimanere immobile, in questo attimo di tempo che sembra aver congelato comprensione ed affetti. Scegliti, nonostante la fatica. Crediti, nonostante tu venga considerato sconsiderato. Amati, nonostante ti si dica stupido. Tutto ciò che sembra volerti abbattere, ti sta rafforzando, tutto ciò che ti spinge lontano da tutto e da tutti, ti riconduce a te.
Tiziana Cerra
www.tizianacerra.com
Ph Bill Wegener, Unsplash
Amare veramente un'altra persona vuol dire accettare che lo sforzo di amarla valga il dolore di perderla, è tutto.
Ogni giorno devo fare uno sforzo per alzarmi, per continuare a vivere, per cercare una ragione. Una forza motrice che mi impedisca di fare il suo stesso errore.
“ – Ci sono momenti – o piuttosto giorni, settimane, perfino anni e anni – nelle vite di certe persone, in cui si ha la sensazione palpabile che qualunque sforzo e attività sia priva di valore alcuno. Se magari ci svegliamo in un bel mattino di sole pieno di speranza, sentiamo rianimarsi in noi il fanciullino interiore, ma questo sentimento si disperde in fretta per colpa della menzogna mascherata dell’età adulta, che ci guarda male da dentro lo specchio del bagno. O magari qualcuno ci ha appena informato che dopotutto non siamo i compagni che pensavano fossimo, e ci viene chiesto per favore di non tornare a trovarli, non telefonare, non spartire più le stesse lenzuola, e di passare il prima possibile, per favore, a recuperare i nostri effetti personali.[...]
O magari semplicemente uno si ritrova seduto svestito sulla poltrona del soggiorno in piena notte e, a sorpresa, viene catturato da una percezione orribile, corrosiva, di tutto ciò che lo ha portato fino a quel punto della sua vita,le speranze dell’infanzia, gli amici perduti, gli appuntamenti mancati, i cuori spezzati, e grida a chiunque possa ascoltarlo, implora che tutto finisca, invoca una soluzione, che il programma venga interrotto e non proceda anche solo un minuto in più.”
Chris Ware, Jimmy Corrigan, Il ragazzo più in gamba sulla terra