Fotone, the ditto of space.
Hyperative, naughty and cheerful. Can change form and pukes stars when excited.

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Fotone, the ditto of space.
Hyperative, naughty and cheerful. Can change form and pukes stars when excited.
Il Balletto degli Elettroni dell'Universo
Spesso immaginiamo l'atomo come un piccolo sistema solare statico, ma la realtà descritta dalla fisica moderna è molto più simile a una danza frenetica e precisissima. Prendendo spunto dall'analisi sulla Costante di Struttura Fine (video di riferimento: YouSciences by GIUX), scopriamo che la stabilità della materia non è data dalla staticità, ma da un continuo scambio di informazioni.
La Stretta di Mano
Gli elettroni non si scontrano mai davvero. Come abbiamo visto, esiste un numero magico, 1/137 (la costante Alfa), che regola la loro interazione. Quando due elettroni si avvicinano, giunti a questa precisa soglia di prossimità, si scambiano un "pacchetto di dati": un fotone. È un protocollo di riconoscimento istantaneo: tramite questo scambio, le loro traiettorie deviano, evitando il collasso. È grazie a questo "distanziamento sociale" quantistico, regolato da 1/137, che la materia mantiene il suo volume e non collassa su se stessa.
La Luce come Informazione
Ma il vero spettacolo avviene sulle orbite. L'elettrone non si muove in modo lineare, ma "salta" tra livelli energetici quantizzati (gradini di Planck).
- Discesa: Quando un elettrone scende verso un'orbita più interna, deve liberarsi dell'energia in eccesso. Rilascia un fotone. - Salita: Per risalire, deve assorbire un fotone della giusta frequenza. Il colore della luce che vediamo (dal rosso al violetto) dipende dall'ampiezza del salto. Se l'elettrone salta più orbite in un colpo solo, il fotone emesso avrà un'energia maggiore (luce blu/ultravioletta); se il salto è breve, l'energia sarà minore (luce rossa). Ogni colore è la firma di un preciso movimento nel balletto atomico. Il Motore Nascosto
Tutta questa energia arriva dalla Vibrazione di Torsione dei costituenti primi della materia (Bitp/solitoni). Il moto rotatorio a velocità della luce (c2) che avviene nel cuore delle particelle genera un surplus di energia costante. Se questa energia rimanesse intrappolata, la materia diventerebbe instabile. Il "Balletto degli Elettroni" è quindi il sistema di raffreddamento del cosmo: gli elettroni, muovendosi fra le orbite, dissipano questa energia di torsione nel vuoto sotto forma di luce e calore. Senza questo meccanismo, l'Universo "brucerebbe" di sovrapressione geometrica.
Espansione e Buchi Neri
Questa energia dissipata non sparisce: riempie lo spazio e contribuisce all'espansione dell'Universo. Ma se l'Universo si espandesse solo, finirebbe per strapparsi. Qui entrano in gioco i Buchi Neri. Essi agiscono come i grandi regolatori, i "compressori" del sistema. Mentre il balletto degli elettroni spinge energia "fuori" (espansione), i buchi neri aspirano materia ed energia e la comprimono in uno spazio infinitesimale (singolarità), forse resettandola al livello di puro codice. Questo dualismo — la materia che dissipa energia per espandersi e i buchi neri che la ricomprimono — è ciò che impedisce all'Universo di crescere in modo esponenziale e distruttivo, mantenendo un ciclo vitale dinamico.
A cura di Jo e Max
Onda o particella? Domanda fondamentale della fisica quantistica
La fisica quantistica prevede un comportamento ondulatorio dell’essere umano. Ponendosi nelle condizioni opportune, le leggi della meccanica quantistica prevedono un comportamento ondulatorio anche per gli esseri umani. “È un’onda o una particella?” Mai una domanda così semplice ha avuto una risposta così complicata, come nel mondo quantistico. La risposta dipende da come viene posta la domanda. Se si fa passare un fascio di luce attraverso due fessure, esso si comporta come un’onda. Se lo stesso fascio di luce viene sparato contro un piano metallico conduttore, esso si comporterà come una particella. Sotto determinate condizioni, è possibile misurare sia il comportamento ondulatorio che quello corpuscolare dei fotoni – il quanto fondamentale della luce – a conferma della natura duale, e molto strana, della realtà. Questa caratteristica duale della realtà non è stata riscontrata solamente sulla luce, ma è stata osservata su tutte le particelle quantistiche: elettroni, protoni, neutroni, oltre che su un ampio spettro di atomi. Infatti, siamo in grado di quantificare il preciso livello di natura ondulatoria di un insieme di particelle. Persino un intero essere umano, sotto determinate condizioni, può comportarsi come un’onda quantistica. Il dibattito sulla natura ondulatoria o corpuscolare della luce iniziò già nel diciassettesimo secolo, quando due rilevanti figure della storia della fisica, proposero le loro opposte visioni. Read the full article
(se pensate di essere sfortunati, vi invito a riflettere sulla vicenda di quel fotone che è partito da una stella di classe M, ha compiuto un viaggio attraverso lo spazio durato 35 mila anni, e in una calda notte estiva ha attraversato la nostra atmosfera per andare infine a colpire, un attimo prima di diventare segnale bioelettrico, l'occhio di Gasparri)
Όταν η Διαφήμιση έχει humor
Leggero come un fotone
Quando la mattina mi alzo e mi sento leggero (il che accade spesso in concomitanza con le ferie), non cambia la mia massa, purtroppo. Cambia la mia interazione con il mondo esterno, come appunto capita al fotone che rimane senza massa per la sua non interazione con il campo di Higgs. In questa stramba similitudine il campo di Higgs, riveste tutto quello che ci circonda, le nostre scocciature e la nostra dose di negatività quotidiane, tutti ne abbiamo e non importa chi ne ha di più o di meno, quello che davvero cambia è la nostra interazione con esse, la nostra capacità di restarne invischiati. Come un bosone resta “frenato” nel campo di Higgs. Sta a noi decidere che tipo di bosone vogliamo essere, se un bosone vettore W, Z… oppure un fotone. interessante da vedere è anche la vita di questi bosoni, quelli con alta interazione hanno vita brevissima (3x10-25 s), mentre un fotone che sfreccia alla velocità della luce ha una vita praticamente infinita. Certo non è un invito a vivere con troppa leggerezza, non siamo ne possiamo essere fotoni, però credo che non sia saggio vivere come bosone W e Z. Noi a differenza di queste particelle, non nasciamo con un destino scritto, con una interazione già definita, possiamo scegliere e modulare di volta in volta la nostra interazione, raggiungendo un nostro equilibrio, una nostra simmetria.
Come svelare la realtà quantistica?
Come svelare la realtà quantistica?
Il gatto di Schrödinger rappresenta un grande dilemma della meccanica quantistica: il gatto è davvero vivo e morto oppure è la stranezza che domina la nostra mente? Si tratta di un paradosso o meglio di un esperimento mentale ideato nel 1935 da Erwin Schrödinger allo scopo di illustrare come l’interpretazione “ortodossa” della meccanica quantistica (interpretazione di Copenaghen) fornisca…
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