L'amante senza fissa dimora by Fruttero & Lucentini
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L'amante senza fissa dimora by Fruttero & Lucentini
Donne informate sui fatti by Carlo Fruttero
-- Massimo ha una sua teoria personale, -- disse lei. -- Sostiene che Torino è una città pericolosamente mascherata. Non è affatto sobria e diffidente. Anzi. È la più pronta a captare il Male da ogni angolo della terra, e la sua funzione è di spargerlo in giro per il resto della penisola. Dice che se uno ci fa caso, in ognuno dei flagelli che opprimono la patria ci trova sempre sotto la mano torinese.
-- A cominciare dall'unità nazionale?
-- Naturalmente. E poi la prima automobile, i primi consigli di fabbrica, il cinema, la prima stazione radio, la televisione, gl'intellettuali di sinistra, i sociologi, il Libro Cuore, il cioccolatino di lusso, l'opposizione extraparlamentare, insomma tutto. Secondo lui, è una città straniera che odia il resto d'Italia e manda i suoi messaggeri maledetti a diffonderci ogni più abominevole trovata.
-- Una città di congiurati?
-- No, no! Lui dice che non solo i veri italiani, ma gli stessi torinesi non se ne rendono mica conto. Come le cellule del cancro, capisce? Loro credono di essere di pionieri, lo fanno a fin di bene.
(Carlo Fruttero & Franco Lucentini, "La donna della domenica")
Ma no, ma no, nessun disturbo, lui non aveva mai niente da fare, stava solo uscendo per prendere un po’ d’aria, anche se, col caldo che faceva oggi... E anzi, si scusava di essere venuto così come si trovava, in maniche di camicia, e col cane.Il camiciotto del geometra Bauchiero era a quadretti verde scuro e marrone scuro, e in realtà doveva essere stato, prima che i polsini si logorassero, una camicia con le maniche lunghe. Il cane giaceva vicino alla porta tutto abbandonato su un fianco, con le gambe ben tese, per assorbire quanta più frescura poteva dalle piastrelle del pavimento. Il commissario Santamaria guardò lui e il suo padrone con una specie di intenerimento archeologico. Questo, dunque, doveva essere l’antichissimo “pacifico cittadino”, il modesto, onesto, tranquillo “nessuno” per difendere il quale esisteva la polizia e che sembrava irrecuperabilmente sepolto sotto strati e strati di cataclismi sociali. Grosso pomo d’adamo, gomiti bianchi e aguzzi che uscivano dalle mezze maniche, i pantaloni di tela senza più piega, calzini a righe dentro un paio di vecchie scarpe nere traforate. E una faccia di mansueta anonimità, di insospettabile grigiore. Uomini in tutto simili a questo, pensò controvoglia il commissario, avevano linciato borsaioli, violentato madri di famiglia, attirato in cantina bambini di sei anni, massacrato vicini di casa per un vaso di gerani. “Vuol posare qui il cappello? - chiese il commissario - dia, dia a me” Il cappello di paglia, marrone anche quello, passò dal ginocchio di Bauchiero alla scrivania del commissario.».
La donna della domenica — Fruttero & Lucentini.