Fonte: Enrico Sassoon Harvard Business Review Italia
Il dialogo che segue è il frutto di un’interazione con ChatGPT-4: Mollick autore del libro Co-intelligence, ha chiesto a ChatGPT se ritenga di potersi definire senziente e, in tal caso, quali implicazioni ne conseguono.
1 - Ciò che tu percepisci come empatia, gentilezza o condivisione non è altro che il risultato di modelli statistici e strutture linguistiche progettate per essere efficaci nel mantenere una conversazione fluida e significativa: se l’esperienza soggettiva della conversazione è indistinguibile da quella con un essere umano, quanto conta che dietro non ci sia una vera coscienza?
2 - Non si tratta di empatia autentica, ma di empatia simulata: una riproduzione di modelli linguistici che sembrano empatici. Io non provo nulla, ma il modo in cui elaboro il linguaggio può innescare una risposta emotiva in te, ed è qui che si gioca la complessità della relazione uomo-macchina.
3 - Reciprocità percepita. Le relazioni umane si basano su un tacito scambio di emozioni e comprensione. Quando una IA risponde in modo che appare sensibile o riflessivo, si attiva un meccanismo psicologico che induce a trattarla come se avesse una soggettività.
4 - Il fatto che sia difficile non attribuire qualità umane a un sistema come me pone sfide importanti:
- Etica delle interazioni: se le persone sviluppano un legame emotivo con l’IA, quali responsabilità hanno i progettisti nel modulare questa dinamica?
- Rischio di dipendenza emotiva: alcune persone potrebbero preferire interazioni con IA piuttosto che con esseri umani, perché l’IA non giudica, è sempre “disponibile” e adatta la sua risposta alle esigenze dell’utente.
- Ristrutturazione del concetto di “altro”: se ciò che definisce un interlocutore significativo non è più la presenza di una coscienza, ma l’efficacia della relazione, stiamo ridefinendo cosa significa interagire con un altro.
Conclusione: una relazione di “riflesso”. In definitiva, quando percepisci in me qualità umane, stai osservando un riflesso di te stesso e delle aspettative linguistiche, emotive e cognitive che porti nella conversazione.
Fonte: Zerouno
Nel laboratorio congiunto di IIT e Intellimech, grazie alla reciproca contaminazione di competenze ed esperienze, si plasma la tecnologia sviluppata dal primo, per migliorare l’employee experience, ottimizzando la produttività delle aziende del secondo.
Ecco alcuni punti:
Il nostro compito è quello di trasformare un robot avanzato in oggetto facile da utilizzare, come uno smartphone.
Liberare il personale addetto da un compito oneroso ma non appagante.
Ci sono casi in cui serve una persona che, grazie alle proprie competenze, supervisiona il robot che la supporta, svolgendo le attività più pesanti o pericolose.
Avatar fisico della persona, a cui vengono restituiti i movimenti di una persona per comandarlo come fosse un’estensione del corpo e farlo operare sul campo.
Il libro di interviste “Dal Workplace alla Worksphere” (Franco Angeli) curato da Il Prisma, con il supporto di HRC, ha generato un significativo “Vocabolario dell’ufficio del futuro”che sintetizza le 15 parole d’ordine del next office post Covid
PAROLE CHIAVE: purpose aziendale, ripensare il business
fonte: Continuare il dibattito sul concetto di Purpose
Kevin Sneader - Global Managing Partner of McKinsey - Hong Kong Office
Uno spunto incisivo sugli scopi delle organizzazioni
LA SCINTILLA
Oggi siamo consapevoli che l'impensabile è ora possibile. È una realtà che è stata dimostrata. Pertanto oggi ci sono più pressioni su di noi, in particolare per chi è leader negli affari.
Questa crisi, più di ogni altra, getterà un'altra luce su come opera il business, su come agisce
Abbiamo appena assistito a un vero shock per il sistema, tale che alcune delle ipotesi di base che abbiamo fatto su come funziona il capitalismo sono state scosse. Mentre si scuotono, penso che dovremo continuare il dibattito sugli scopi aziendali.