Mi piacciono le donne. Mi piace la femminilità delle donne quando non è volgare o prepotente. Sono belle le donne, quando fanno le Donne. Mi è piaciuto come quella donna ha guardato Max uscendo dal negozio, testa alta e rossore sul viso credendo che quel meraviglioso sorriso fosse per lei, come ha abbassato lo sguardo e il cenno d’intesa quando ha capito che era a me che sorrideva. Mi è piaciuto il gesto galante di Max nei suoi confronti, e quando ha chinato leggermente la testa di lato per dirle “Mi perdoni se ha frainteso, ma i miei sorrisi sono per lei” indicandomi. Sono abituata alle occhiate che gli lanciano, a certe manifestazioni ‘d’affetto’ troppo palesi nonostante me al suo fianco, me la prendo più per la mortificazione che fanno di loro stesse. Oggi no, è stato tutto talmente pulito e senza secondi fini. Ero entrata in un negozio, Max aspettava fuori, impegnato in una telefonata e una sigaretta, ero in coda alla cassa, lo guardavo dalla vetrina, mi ha sorriso ed io ho sorriso a lui. La donna davanti a me ha creduto che sorridesse a lei, è diventata rossa, le è caduto sul banco quello che aveva in mano. Siamo uscite dal negozio nello stesso momento, le ho tenuto la porta aperta, aveva dei pacchi ingombranti. Il viso di Max si è illuminato, ancora quel sorriso, la donna si ferma a fissarlo mentre io la supero per raggiungerlo. Max ha allungato la mano per prendere la busta che tenevo in mano, non sia mai che mi stanchi a reggere un sacchettino! Lei aveva più buste in mano e Max, appena ha fatto scattare la serratura della macchina, le ha aperto lo sportello per facilitarla. Ho sentito che le diceva “Mi permetta di aiutarla”, è rimasta interdetta, non si aspettava la sua gentilezza. Lo guardavo, li guardavo. Lui cortese che sistemava i pacchi sul sedile, lei che continuava a ripetergli che non era il caso. Ridevo tra me e me, tempo perso, non molla, il mio amato re deve aiutare la pulzella in difficoltà. Lo ringrazia abbassando il capo imbarazzata. Vorrei dirle “Non ha mica finito, finché non ti apre la portiera…” infatti, eccolo li con la mano sulla maniglia, quella poverina continua a cambiare colore del volto, che bella che era sorpresa da tanta gentilezza. Sono quasi invidiosa, avrei voluto succedesse a me! Si scambiano convenevoli, la sento ringraziarlo ancora mentre Max chiude piano lo sportello, e aspetta mentre fa manovra per uscire dal parcheggio. Mi viene incontro, incrocio le braccia al petto “Era ora!!” dico abbozzando un broncio “Gelosa?!” sa che non lo sono, scuoto la testa “Sei stai davvero molto cortese” mi prende la mano conducendomi alla nostra macchina, mi apre lo sportello per farmi salire (!), faccio per chiuderlo, mi ferma “Faccio da me” borbotto, si acciglia “Sono cortese ricordi, spetta a me farlo” alzo gli occhi al cielo e lo lascio fare. Lo guardo mentre fa il giro della macchina, mi incanto a guardalo fare manovra, i muscoli del collo che si tendono, le mani grandi e sicure sul volante… “Max” si ferma e mi guarda “Dimmi” “Sai che quella donna sicuramente si è innamorata di te” “Problema suo, io…” “Non lo dire, lo so!” toglie la mano dal cambio per accarezzarmi la guancia “No, non lo sai, quanto”. Bacio il palmo, caldo “Un po’ so quanto” gli brillano gli occhi “Bene” si mette in strada, alza il volume della radio… Che meraviglia queste Donne!