Un blogger ieri su Twitter ha scritto in tutto maiuscolo “SIAMO TUTTI ASSASSINI”, con riferimento ai morti di Lampedusa.
Io ho dissentito e continuo a dissentire.
Dov'era questo signore quando, per partire da evento storico recente, gli “Angeli del Fango” si mossero per salvare Firenze dall'alluvione, o della frana del monte Toc che fece tracimare l'acqua della diga del Vajont?
Cosa ne sa questo signore di quante e quanti si sono rimboccati e si rimboccano le maniche, senza far clamore, senza televisione al seguito, senza scrivere libri, in Bosnia ed Erzegovina, in Albania, in Kòssovo/Kossòvo, in Iraq, Pakistan e Siria, per citare le emergenze più recenti?
Prima di generalizzare bisogna fare i conti con chi dà del suo, professionalità, tempo, e perché no?, denaro, se per ragioni d'età o altre non può essere sul “campo”.
Poi sì, ci sono le istituzioni, ma non cadiamo nell'errore dello “Yenky go Home!”. Il mondo, e parte degli stessi americani, non ce l'aveva con gli americani, ma con l'amministrazione Bush che li aveva portati in una guerra, diceva lui, di tre giorni. Qualcuno in questi giorni ha parlato degli interessi dei petrolieri e dei venditori di armi tanto per citare tue categorie sempre in attivo?
È sbagliato generalizzare, “tutti” e “sempre” sono termini da usare con molta cautela.