Siamo tutti intubati nei nostri problemi quotidiani. Presi dallo snervante e incontrollabile ritmo di una giornata che ci scorre (o corre?) davanti, senza mai poterla frenare, catturare un po', per riuscire a concedersi del tempo per se'.
Anche quando siamo in macchina, in pullman, alla fermata o in coda in posta, stiamo sempre ansimando dietro a problemi da risolvere, a cose da comprare, bollette da pagare e a lavori da detestare. E in più c'è la coda che non si muove, la gente che ti spinge, l'autobus che non arriva e l'addetto alle casse che è sempre troppo lento (specialmente in posta)...
In tutto questo soffocante movimento, in questa giostra disarmonica di colori spenti ci dimentichiamo dei gesti gentili. A tal punto, che se qualcuno ne fa uno verso di noi o lo consideriamo pazzo oppure ha fini reconditi, a seconda di quanto siamo sospettosi in quel momento.
Non vorremmo apprezzarlo, sopratutto se arriva da un estraneo, sopratutto se siamo arrabbiati... però ci fa piacere. E non potrebbe essere diversamente: i gesti gentili aprono il cuore, ci fanno brillare un po' di più nell'Anima e ci permettono di fare introspezione verso se stessi.
Un gesto gentile è il regalo di Dio che in quel momento (magari è un attimo di profondo sconforto, di rabbia, di dolore, di delusione) si traveste con mani terrene, palpabili che ci porgono un aiuto, un sorriso. Che ci richiamano con una voce per farci notare che è caduto qualcosa dalla nostra borsa o dalle nostre tasche.
Sono quelle mani che regalano una moneta ad un barbone, quelle che accarezzano un cane per strada, quelle che aiutano a salire una signora anziana su un mezzo pubblico, o che ti asollevano quando ruzzoli a terra.
Un gesto gentile può cambiare il senso di una giornata e puoi farlo ovunque: anche al lavoro. Dal passare un fax al tuo collega senza farlo alzare dalla sua postazione, alla disponibilità con una cliente che entra nel tuo negozio.
A volte basta un “buongiorno” alla tua vicina di casa per illuminare il cammino di entrambe le vostre vite.
Non si sa mai quali prodigi possono accadere dalla prima volta che si compie un gesto gentile: ci si può innamorare, può far passare la voglia di piangere, può commuovere, può far reagire positivamente un'altra persona, può far riflettere chi di gesti gentili non ne compie più, può insegnare i bimbi ad attuarne a loro volta, può sorprendere. Di certo, non lascia indifferenti.
I gesti gentili schiudono l'Anima e s'intridono d'Amore proprio perchè sono fatti con semplicità, con spontaneità. Per questo non passano inosservati.
Siamo talmente pieni di odio nel Mondo, pieni di rancore, di velocità, di affettazione, di artificiosità che davanti ad un gesto gentile si rimane storditi, sospettosi.
Le persone non comprendono che l'Anima antica del Mondo batte potente dentro ai nostri cuori ed è più forte del periodo che viviamo. Il rancore e l'odio si sedimentano e pulsano come chiodi nel cervello della gente. Ma l'Anima Antica del Mondo ci ha insegnato che il senso di un gesto gentile abbatte qualunque barriera e penetra nel cuore. Un gesto gentile non conosce Tempo.
E' per questo che sopravvive all'Odio. Per questo lo ricordiamo più a lungo e lo coltiviamo nella memoria con Amore.
E arriva sempre, prima o poi, il momento di restituire quel gesto gentile al Mondo: in quell'istante ci si sente bene, in armonia con ciò che ci circonda, ci si sente appagati, sereni, desiderosi di darne di più, darne ancora. E' contagioso.
E' vivo. Un gesto gentile non è mai fossilizzato su se stesso, come l'Odio: viaggia da persona a persona e prolifica nei cuori con una velocità pari a quella della Luce (lascio a voi intendere quale...).
Riempitevi l'anima di gesti gentili e lasciate gli altri donarvene a loro volta. È l'unico modo perchè gli odi raziali, le guerre, le dittature, gli sconvolgimenti politici e religiosi cessino.