Gianfranco Manfredi, "I cattivi maestri", (Manfredi - Gianco), da "In paradiso fa troppo caldo" (1993)
Della serie: i brani più belli dei superstiti della canzone d'autore italiana.

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Gianfranco Manfredi, "I cattivi maestri", (Manfredi - Gianco), da "In paradiso fa troppo caldo" (1993)
Della serie: i brani più belli dei superstiti della canzone d'autore italiana.
I manovali del rock
Mi è venuta in mente oggi pomeriggio, mentre tagliavo legna con la piena consapevolezza del privilegio di poterlo fare.
Il tempo torna a dare ragione a Ricky Gianco. Dico torna, perché gli aveva dato ragione già quando l’aveva cantata. Cosa era… metà anni settanta? ‘77-78? Vado tutto a memoria, stasera niente google né wikipedia, per sfida; e se c’è di mezzo qualche inesattezza non importa, non sono uno storico della canzonetta, né un critico… niente. Sono solo uno che ricorda.
La merda che la canzone evocava all’epoca era la perdita delle illusioni del sessantotto. Perché nei miei ricordi le parole della canzone sono di Gianfranco Manfredi, che mi pare addirittura che possa essere il chitarrista coi baffetti del video.
Gianfranco Manfredi era stato nel 1968-69 un effimero primo segretario della neonata FGEI, Federazione giovanile evangelica italiana; tempo fa avevo trovato una sua lettera, a casa dei miei: io gli avevo scritto chissà cosa, e lui mi aveva risposto non ricordo cosa. Temerarietà e buona volontà d’un diciottenne, mista all’atmosfera di urgenza del sessantotto...
Scoprii tramite quello che sarebbe poi diventato mio cognato, arrivato nel profondo sud che era Pachino direttamente da Torino, che Manfredi componeva canzoni che si diffondevano nell’ambiente del “movimento” e della “gioventù evangelica” per via orale. Ricordo fumose sbronze di vino di Pachino (fumose per via dei toscani che fumavamo entrambi e degli interminabili discorsi di politica) che si concludevano talvolta con una canzone di Manfredi che faceva così:
Quando le scimmie conquisteranno il mondo si stupiranno di trovarlo tondo ma sarà sempre un mondo un po’ migliore con le scimmiette tutte d’un colore.
Rosso! Rosso a più non posso! La scimmia socialista il mondo cambierà.
Nacque a Neanderthal e fu subito represso l’uomo scimmia si coprì il sesso la donna scimmia non fece più l’amore ed altre scimmie fecero le suore.
Sesso! Sesso non fosti più lo stesso. La scimmia socialista il sesso scoprirà.
Il resto non lo ricordo.
Come vedete ho buoni motivi per pensare, se le parole della canzone di Gianco sono effettivamente di Manfredi, che la merda fosse la disillusione post-sessantotto.
Manfredi mi riapparve anni dopo (fine anni ottanta?) come creatore del personaggio a fumetti Magico Vento; era un genere che non mi piaceva, il fumetto “nazional-popolare” a cadenza mensile “formato Bonelli”; personalmente stavo già trasmigrando ai manga, abbandonando poco dopo il 500° numero Tex Willer, l’unico che mi si facesse comprare in edicola. Da qualche parte conservo ancora un paio di valigioni con la raccolta pressoché completa dei 500 numeri. Non la prima edizione, no..: edizioni successive, uno, due e tre stelle. Poco pregio, per intenderci.
Tornando a Gianco, posso dire che appartiene a pieno titolo alla colonna sonora della mia prima adolescenza, e che quando abbandonò tra le polemiche il Clan Celentano fui totalmente dalla sua parte. Ho persino un suo LP, credo rarissimo, che uscì credo negli anni ottanta, dedicato a Bracciodiferro, con quella bellissima canzoncina che fa “Po-Po-Po-Po, Po-Po-Po-Po, Po-Po-Popeye…” Peccato che le canzoni di quel disco siano cantate in maniera inascoltabile, che vuole emulare l’atmosfera di un cartone animato. Scelta discutibilissima…
Comunque, Ricky Gianco è di quelli che chiamerei manovali del rock italiano, gente che si è fatta il culo, si è fatta fregare, si è sbattuta, che con umiltà ha dato il suo contributo a quella cosa indistinta che è il rock italiano, tra fine anni cinquanta e fine anni settanta. Dico indistinta perché si muoveva tra plagi veri e propri (Celentano da un certo punto in poi ne faceva di niente male), misere scopiazzature di ciò che veniva dall’America e dalla Gran Bretagna (Sanremo ne offriva ogni anno un ampio catalogo), patacche e pataccari… E in mezzo a loro gente che lavorava, che ruscava come dicono i piemontesi, vale a dire che faticava, sempre in salita per sbarcare il lunario.
Tutta la mia stima, Ricky!
Mantrasound & Cane Giallo Entertainment intervistano "Ricky Gianco" in Corsico (MI) al The Voice Club- alla serata Tributo ad Alessandro Bono. Gianco uno tra i piu' noti Cantanti/ Autori /Discografici della scena musicale italiana , insieme all' Artista abbiamo percorso nel succo di un interview alcuni cenni in generale sulla musica dalla storia Beat sin ai giorni nostri.... www.rickygianco.it www.mantrasound.tumblr.com www.facebook.com/mantrasound www.facebook.com/canegiallorapallo Info/contacts: [email protected]
Mai più avrei pensato che in una serata di maggio lo avrei ringraziato