“Non sappiamo cosa può accaderci in quello strano guazzabuglio che è la vita. Possiamo però decidere quello che avviene in noi, come affrontarlo, che uso farne. Questo, in conclusione, è ciò che conta.”
— Joseph Fort Newton
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“Non sappiamo cosa può accaderci in quello strano guazzabuglio che è la vita. Possiamo però decidere quello che avviene in noi, come affrontarlo, che uso farne. Questo, in conclusione, è ciò che conta.”
— Joseph Fort Newton
nella società di oggi tutti puntiamo immediatamente il dito e mettiamo da parte i pregi di una persona facendo risaltare i difetti, per questo è impossibile non sentirsi giudicati o fuori posto. Siamo costretti dentro una gabbia che non ci dà la possibilità di farci conoscere ed esternarci fino in fondo. siamo tutti un’etichetta: noi insicuri, alla ricerca del nostro posto sicuro, distinguiamo chi potrebbe essere in grado di capire il disordine che abbiamo nel cuore, dandogli un ordine, da chi non potrebbe esserci di aiuto.
odiamo essere etichettati ma siamo i primi a farlo per paura di rivelare i nostri segreti alla persona sbagliata e sentirci giudicati ancora una volta. cerchiamo qualcuno che stabilizzi la nostra anima, che ci completi, ma ci sentiamo violati quando cercano di comprendere il disordine che siamo.
viviamo con la speranza di trovare chi capisca il guazzabuglio che abbiamo nel cuore ma, quando si avvicina a noi la persona giusta, cerchiamo di allontanarla dai nostri difetti per paura che, conoscendoli, questa possa scappare spaventata.
siamo disordinati, nel nostro “disastro” interiore non riusciamo a raccapezzarci nemmeno noi, anzi, dovrei dire: “non vogliamo raccapezzarci nemmeno noi” , perché tutti sappiamo di avere uno scheletro nell’armadio che però non vogliamo affrontare, per il timore di trovarci faccia a faccia con le nostre paure e insicurezze che da sempre nascondiamo. siamo incollati alle nostre debolezze che ormai sono diventate l’unico appiglio in un mondo interiore titubante.
noi ragazzi siamo sgridati quando non “facciamo il nostro dovere”, ma quando raggiungiamo un traguardo e diamo il massimo, a volte passa inosservato e non siamo nemmeno elogiati. questo ci porta a fare il minimo indispensabile e a non aver voglia di superare noi stessi, per diventare persone migliori.
ci farebbe bene sentirci qualcosa di speciale ogni tanto, dando un po’ di spazio al nostro ego. bisognerebbe trovare una persona che faccia risaltare i nostri pregi amando anche i nostri difetti. abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia sentire speciali e che sappia calmare le nostre tempeste. abbiamo bisogno di star bene e di volerci bene, qualche volta.
-me
[...]
imprigionato
in questo
guazzabuglio
scandaglio
una via d’uscita
o uno spiraglio
ma mi trattengo
e tentennando
qualcosa
ancora
farfuglio
in questo tafferuglio
in questo subbuglio
in questo groviglio
in questo gliommero
di parole
senza senso
né guinzaglio
[...]
_____________
Il resto potete leggerlo cliccando qua, se vi viene e se vi va.
L'amore è un puttanaio mai più finito! E' un guazzabuglio che ci rende pirla e felici.. e subito dopo pirla e disperati
Luciana Littizzetto
Il mio guazzabuglio settentrionale.
Riflettevo su questa storia del 15 Agosto. Una variante del tutto italiana della oziosità senza confini a cui siamo legati. Il 15 Agosto, almeno nella mia città, puoi assistere a:
Barboni che vivono nei posti più lussuosi della città;
Atti di criminalità diffusa;
Salotti improvvisati sul marciapiede con televisione;
Camminare a centro strada senza temere per la propria vita
E poi ci sono io, che avrei voluto solo staccare la spina.
Quindi succede che dopo 733 Km sei da lei che è il mare calmo alle 19:43. Succede che il 15 Agosto ti svegli e fanno solo 14,5° e stai dormendo solo in pantaloncini. Succede che sei in un centro per disturbi alimentari che a quanto pare è la corda da tirare per uscire dalla grotta buia. Succede che vorrei stare su una spiaggia di sassi con lei a fare l'amore per tutta la notte e invece colline, api e una voglia matta di farle l'impossibile. Succede che in Autostrada sei in panne. Succede che Verona è bellissima e il ristorante bio-vegetariano non è poi così male. Succede che, a quanto pare, la scelta che ti cambia la vita la si può prendere durante un pessimo pasto di circa 60 minuti. E, se sei sfortunato, succede che te ne penti. Succede che al Nord caldo faceva ma l'inferno e il paradiso albergano dentro di me tra mancanza di fiducia e unghia dietro la schiena.
«Un bel guazzabuglio sociologico», scriveva qualche anno fa Michele Smargiassi a proposito della rivoluzione che investiva la popolazione residente nelle campagne. Oggi io parlerei di «un guazzabuglio e basta» per definire la situazione complessiva che ci circonda, in cui siamo ormai immersi fino alla vita come dentro a delle sabbie mobili. Il primo che trova o che (si) illude di aver trovato un modo semplice di venirne fuori ha davanti a sé spalancata la strada verso chissà quali altri macelli.
Un meraviglioso guazzabuglio
La mia dash è prorio eterogenea. La apro ed è una carrellata infinita delle cose più disparate:il commento sulla situazione politica attuale,la satira,la frase romantica,gente che scopa,stralci di diario,fiumi di tette,foto artistiche...etc etc Un po'mi gira la testa. Perché è davvero strano trovare l'ultima su Bersani,la foto di un pompino e la ricetta degli strangozzi alla strafalciona una dietro l'altra.