Conradin of Hohenstaufen and Frederick of Baden hearing their Death Sentence — by Anton von Werner

seen from Iraq
seen from Singapore

seen from Saudi Arabia
seen from Türkiye
seen from United States
seen from China
seen from Belgium
seen from Belgium
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Poland
seen from United States
seen from China
seen from China
seen from United States
seen from United States

seen from Ukraine
seen from United States
seen from United States
Conradin of Hohenstaufen and Frederick of Baden hearing their Death Sentence — by Anton von Werner
Gold coin of Frederick Barbarossa
* 1154-55
* Münzkabinett, Staatliche Museen zu Berlin
Obverse: Empero Frederick Barbarossa with crown, scepter and Reich's apple. "FREDERICK DEI GRA ROMANORV IMPERATOR A-VGS"
Reverse: A view of Rome, Colosseum in the background. ROMA CAPVT MVNDI REGIT ORBIS FRENA ROTVNDI
Provenance/Rights: Münzkabinett, Staatliche Museen zu Berlin / Lutz-Jürgen Lübke (Lübke und Wiedemann) (Public Domain Mark)
Enzo of Sardinia (1218-1272) shared the father's passion for falconry, and was thus nicknamed Falconello. He was the dedicatee of a French translation of a hunting treatise by Yatrib. Like his brother Manfred, he presumably grew fond of poetry at Frederick's court: during his long imprisonment Enzo wrote several poems, two of his canzoni and a sonnet (Tempo vene che sale chi discende) are preserved.
Se il Signore avesse conosciuto...
...questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui.
.
.
.
FEDERICO II DI SVEVIA
Volti dei tre anziani della Cattedrale di Termoli
Nel lato sinistro del capitello, il consigliere e giurista di Federico II, Pier delle Vigne, mentre nel lato destro abbiamo il secondo giurista più vicino all'imperatore, Taddeo da Sessa, e nel centro, un anziano dalla lunga barba ed il volto malinconico o dolente, identificabile come il pontefice Onorio III, magister regis dell'infante Federico, oppure il terzo più importante consigliere di quest'ultimo, il gran maestro teutonico Ermanno de Salza.
Cattedrale di Santa Maria della Purificazione, Termoli (CB), prima metà del XIII secolo (1225-1235), secondo capitello del lato sinistro della facciata principale.
Always thought this painting was quite funny without context. Friedrich is like 'god, Konradin, stop embarrassing me'
I need a fic with young Frederick II the Great (king of Prussia) being possessed by his great-great-great… -grandfather Frederick II Hohenstaufen (Holy Roman Emperor), since Frederick II (the Prussian one) is a descendant of Frederick II (the Medieval one) through Constance of Sicily, daughter of Manfred, who is a son of Frederick II Hohenstaufen.
Just imagine: 28-year-old Frederick, the new king of Prussia, doing his best to make Prussia a European superpower, patronising the arts, all in all being a king we don’t deserve.
And Frederick II who is bored with being silently dead, so he decides to be loudly dead and starts possessing his descendant every day, giving him advice on ruling the country, discussing why Voltaire is a great philosopher and just annoying young Frederick because why not.
I Guelfi e i Ghibellini.
Sappiamo che Dante apparteneva alla fazione dei Guelfi ma perché e qual è l'origine di questi due gruppi? L'origine dei nomi risale al 1125, dopo la morte di Enrico V si ebbero lotte per la successione tra bavaresi e sassoni dei Welfen (Guelfi) e gli Hohenstaufen svevi del castello di Waiblingen (Ghibellini) proprio sotto il castello per la prima volta tra le grida di guerra si udirono urlati i nomi delle fazioni in lotta; Federico I uscì vittorioso dalla contesa. Eletto imperatore cercò di consolidare il suo regno in Italia che si divise fra coloro che erano a favore dell'imperatore (Ghibellini) chi contro ed a favore del papa (Guelfi). Nel VI canto del paradiso Dante ci dice che i Guelfi hanno come simbolo i gigli d'oro di Francia, i Ghibellini l'Aquila imperiale germanica e che entrambi si nascondono dietro a questi simboli solo per scopi politici, ed aggiunge, difficile capire che opera nel giusto. Forse sarà questa una delle motivazioni che indurrà Dante, nel momento che ne acquisisce il mandato, ad esiliare 15 componenti di entrambe le fazioni inimicandosi così i nemici ma soprattutto gli amici.
Sappiamo che fu Clemente IV nel 1265 a donare il suo stemma (aquila rossa su fondo bianco con un serpente verde tra gli artigli) a una delegazione di Guelfi fiorentini che poi aggiunsero un giglio rosso fiorentino (ma altre fonti dicono un iris). Il capo dell'Aquila era girato verso sinistra a dispetto di quello imperiale disposto a destra, l'aquila del papa era rossa invece di nera, un modo per imporsi e togliere autorità allo stemma imperiale Il serpente, simbolo del male, veniva artigliato, punito e reso innocuo dell'aquila papale.
I Ghibellini invece avevano come simbolo Ercole che rompe le fauci di un leone, la forza e il coraggio di Ercole contrapposta al leone che rappresenta il male, Ercole poi lascerà il posto alla figura di Sansone e il leone diverrà simbolo della repubblica fiorentina e rappresenterà la caduta della città per mano Ghibellina. Il leone ora rappresenta la superbia di Firenze, Dante infatti lo menziona nell'Inferno facendo riferimento appunto alla sua superbia, ferocia e forza incontrollata. In entrambe le simbologie araldiche si cerca la rappresentazione del giusto, di essere dalla parte del giusto. Il dualismo dei Guelfi e dei Ghibellini non si concentrerà solo a Firenze ma in tutta l'Italia del centro nord, dove intere città si schiereranno da una o l'altra parte, (lunga sarebbe la lista). Questo avviene perché, come sappiamo, l'Italia non era una nazione unita ma composta di tanti piccoli stati e ognuno di loro aveva interesse per il proprio tornaconto a schierarsi o con il papa o con l'imperatore e all'occorrenza anche a cambiare bandiera a seconda della convenienza. Questo comportamento durerà per il tutto il Medioevo e poi il Rinascimento, fino alle guerre d'Italia e anche oltre fino all'unità di Italia. Nella sua Divina Commedia Dante utilizzerà numerosi personaggi sia dell'una che dell'altra parte relegandoli a sua discrezione nei luoghi deputati da Dio. La successiva scissione tra Guelfi bianchi e neri avrà luogo nel maggio del 1300 con un sanguinoso scontro fra le due parti e Dante si schiererà con la fazione Bianca.....
Riccardo Massaro Read the full article