Matera non scherza, Matera ti toglie il fiato che diventa corto per i continui saliscendi, lo stupore non ti fa dire una parola, ma ti fa battere il cuore più forte e un po’ imbambolata non puoi fare altro che ammirare tutta la sua bellezza. Matera devi accettarla così com’è, con i suoi tempi lunghi, col suo caldo, col sole dei sassi che ti brucia gli occhi, però dietro un angolo arriva una folata di vento inaspettata e anche se non sai se è scirocco o tramontana la prendi come un regalo, fai quello che vuoi, pensi, mentre ti lasci spettinare. Matera è ruvida e poetica è un enorme teatro che mette in scena il suo spettacolo rupestre, tutto qui è rupestre, dalle chiese ai gatti che si aggirano pigri tra gli scalini. E poi ci sono i precipizi della Gravina, guai dire Canyon, se dai suoi tanti affacci puoi vedere le grotte e le lande della Murgia che ti sembra la luna quando arrivi dall’altro lato puoi guardare lei, Matera, illuminata dal sole e se hai voglia di aspettare a poco a poco si accendono tante piccole luci che sembrano stelle. I nomi che trovi a Matera sono nomi bellissimi da ricordare, i Sassi Caveoso e Barisano, il Vico Solitario, il Palombaro Lungo e Santa Maria di Idris, fondamentali come l’acqua che ha saputo raccogliere. E ricordati di essere gentile con i Sassi, perché anche i Sassi sanno essere gentili con te.
(foto falpao, dai Sassi alla Murgia)















