io so bene che i mostri non sono reali; ma è la paura che ho di loro ad esserlo.
@alessandrom76
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io so bene che i mostri non sono reali; ma è la paura che ho di loro ad esserlo.
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Il vuoto interiore
Il vuoto interiore è incolmabile. Causato da una grave perdita, da una grande delusione e assieme a lui, il senso di tristezza perenne invade il corpo esanime.
Il vuoto interiore è un male.
Il vuoto interiore, in ottica amorosa, è visto come una cosa che passa, temporanea, è un’aponia per il corpo, ma un’agonia per il cuore. Quindi è comunque un dolore, debole o forte a seconda dei casi.
Per quest’uomo il dolore prima era forte, ora è debole. Con il tempo ha imparato a viverci e chiunque gli chieda “perché è freddo”, egli risponde “il mio cuore è ghiacciato, se tu vuoi stringermi ragazzo stai attento, muori assiderato.”.
L’uomo è solo accecato dal dolore e dalla delusione. Nient’altro.
Quest’uomo una volta sapeva amare, sarebbe ancora in grado di farlo ovviamente, se solo incontrasse lei, la donna della sua vita. Ma lei non arriva, non c’è, non si sa nemmeno se c’era dato che egli non si azzarda a parlare.
Quest’uomo è forte, è saggio, ma il vuoto interiore che egli ha, lo perseguita come un cane inferocito e lo lacera come un verme al’interno di un corpo animale.
Avete presente la convinzione di aver finalmente trovato la persona giusta, prima di scoprire che ha qualche piccolo difetto, tipo essere immaginaria?
Io invece sono immaginaria, incredibilmente immaginaria, immaginaria fino al midollo.
Wistawa Szymborska🔹
Immaginaria - Danza Aerea - Napoli
Mia sorella la biondina
Se avessi avuto una sorella, che vita facile.
Mia sorella la biondina sarebbe stata quella seria, oppure simpatica e chiacchierona. Io invece sarei potuta rimanere in pace quella un po’ altera, distante e sognatrice, o comunque quella inaffidabile e teatrale. Lei avrebbe rivolto sorrisi cortesi alle signore della spiaggia. Lei sarebbe stata quella prima della classe, educata e sorridente, che fa le battute di circostanza, i compiti in tempo, le telefonate ai familiari.
Io sarei stata la sorella ‘dark’ un po’ cazzara, che va in università elitarie suo malgrado. Quella sfuggente con la testa tra le nuvole che non risponde mai alle domande che le vengono poste. Avrei potuto sognare tranquillamente sdraiata sul letto, scrivere cavolate su tumblr senza complessi, fare ceramica, avere amicizie poco corrette. Non avrei dovuto barcamenarmi nel mondo degli avvocati, o sostenere conversazioni complicate sulla politica estera di Trump, i migranti o il PIL. Di tutto questo si sarebbe occupata mia sorella. Io invece avrei potuto fare la scrittrice scapigliata, l'allestitrice di mostre vamp, o la blogger d'arte un po’ sexy. Avrei passato il mio tempo in salotti bui al lume di candela con poeti e pittori, mentre mia sorella avrebbe fatto relazioni sociali con i perbene e gli imprenditori. Così ci saremmo divise i compiti, e anche le aspettative del mondo.
Se solo avessi avuto una sorella.
Diario
Giorno 7 Il mio dilemma più grande sta nel fatto che non riesco a relazionarmi con le persone . Quando inizio a voler bene a qualcuno penso che lui non me ne voglia e mi chiedo in me stessa non parlando più.
Però non capita con tutte le persone. Mi capita solamente se ho paura di perderle. Quando penso che il mio comportamento possa essere stupido e far si che loro pensino che io non sia una persona adatta a loro. Quando succede cerco di non esprimermi facendo in modo che non dica stronzate.
Alla fine sono arrivata ad una conclusione. Cercare di essere me stessa, vivere la vita non cercando di apparire bella agli occhi degli altri ma semplicemente cercando di essere la ragazza che sono e di farmi acccettare.
- il diario segreto di una ragazza immaginaria
Diario
Girono 6 Camminando lungo la strada mi accorsi che qualcuno mi stava ossevando. Capi subito chi fosse. Non pensavo che mi avrebbe seguita ma avendolo fatto pensai che facendo finta di niente non si sarebbe imbarazzato.
Camminai come se niente fosse notando come facesse in modo di non farsi scoprire. Rimasi ad ammirare affascinata i suoi movimenti, le sie idee che per l’età che avevano erano sorprendenti.
Camminai in strade sicure con molta gente ma neanche troppo per far si che lui mi continuassse a seguire.
Decisi do andare al supermercato nel quale comprai dei post-it e una penna, pagai e uscii.
Dopo dieci minuti mi sedei e scrissi una frase sul biglietto, mi rialzai e la appiccicai sul cancelletto di una porta.
Andai a casa mia, presi la valigia e mi diressi alla stazione. Sali sul treno e scomparsi .
Era l’ultima volta in cui vidi mio fratello, che tentava invano di farmi cambiare idea e io come un’insensibile riuscì solamente a scrivergli: “ti voglio bene piccolo detective♥ . Cresci e non dimenticarti della tua sorellona!” - I diari segreti di una ragazza immaginaria