Ieri mi hai aiutata in matematica.
Alla fine non ho capito nulla, perché passavo il tempo ad ascoltare il suono della tua voce senza badare troppo alle parole.
E nel mentre parlavi vedevo con la coda dell'occhio che continuavi a guardarmi, mentre io fissavo tutte quelle formule scritte fingendo di capire. Mi hai chiesto se avessi capito e io rispondevo di sì; ma tanto sapevi che non era così. E allora ripetevi il discorso nel modo più semplice (grazie per essere stato così paziente).
Ad un certo punto ho finalmente alzato lo sguardo, ci siamo guardati e hai sorriso. Da lì non ho più capito nulla, avevo difficoltà persino nel risolvere il calcolo più semplice. Mi sentivo così stupida!
Alla fine hai detto che ce la farò a fare lo scritto la prossima settimana.
È anche questo che amo di te: che continui ad incoraggiarmi e farmi credere in me stessa. E non potrò mai ringraziarti abbastanza per questo.