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Attenti al pompelmo, può rendere tossici i vostri farmaci
Milano 30 Gennaio – Con il freddo l’organismo ha più bisogno di difese e la vitamina C, è risaputo, è un ottimo alleato.
Mangiate agrumi,! Ci hanno sempre raccomandato fin da piccoli, ora però il mondo scientifico fa una potente marcia indietro per quello che riguarda il pompelmo, che da anni viene consumato in abbondanza anche da chi è a dieta.
Infatti non tutti sanno che basta un solo bicchiere di succo di pompelmo per determinare variazioni anche importanti delle concentrazioni nel sangue di numerosi farmaci.Questo problema, può interessare molte persone, in particolare gli anziani, che sono in genere in trattamento con farmaci, e che consumano volentieri il pompelmo. Non cambia nulla che il frutto venga consumato intero, sotto forma di succo fresco o confezionato, anche in modeste quantità.
I componenti del succo di pompelmo sono infatti in grado di inibire l’attività a livello intestinale del “citocromo CYP3A4”, che è il principale protagonista della detossificazione dell’organismo dal 50% dei farmaci conosciuti. Con la sua inibizione vi è un più lento smaltimento del farmaco e una sua maggiore permanenza nell’organismo, tanto da farlo assorbire in quantità fino a 10 volte maggiori, causando così fenomeni di intossicazione da sovradosaggio, che possono essere anche molto gravi.
Gli effetti possono perdurare per un lungo periodo (fino a 3 giorni). Se però le medicine non sono assunte per via orale, l’effetto del pompelmo è nullo. E’ stato dimostrato infatti che somministrando farmaci per via endovena, il pompelmo non ne modifica i livelli nel sangue.
Questo tipo di interazione tra farmaco e agrume non è comunque riscontrabile né con arance dolci, nè con limoni, mandarini e mandaranci.
I farmaci per i quali è ormai ben documentata questa interazione farmacologica sono:
antiaritimici come amiodarone, propafenone, carvedilolo, chinidina (effetto dell’interazione: aritmia cardiaca)
antibiotici come la claritromicina (effetto dell’interazione: aumento della tossicità)
antistaminici come la terfenadina (effetto dell’interazione: aritmia cardiaca)
ansiolitici come diazepam, midazolam, triazolam e buspirenone (effetto dell’interazione: aumento dell’effetto del farmaco)
calcioantagonisti come amlodipina, felodipina, nifedipina, nimodipina, diltiazem, verapamil (effetto dell’interazione: tachicardia, pressione bassa)
corticosteroidi come il prednisone e altri steroidi come etinilestradiolo e progesterone (effetto dell’interazione: possibile aumento degli effetti del farmaco)
statine come atorvastatina, lovastatina, simvastatina (effetto dell’interazione: problemi muscolari anche gravi, mal di testa)
antivirali anti-HIV come il saquinavir (effetto dell’interazione: aumento della tossicità)
immunosoppressori come la ciclosporina e il tacrolimus (effetto dell’interazione: insufficienza del fegato e dei reni, aumento dell’effetto)
neurologici come carbamazepina, fenitoina e clomipramina (effetto dell’interazione: sonnolenza, problemi di coordinazione dei movimenti, nausea, depressione respiratoria)
chemioterapici come la vinblastina (effetto dell’interazione: aumento della tossicità)
anoressizzanti come la sibutramina antiobesità (effetto dell’interazione: aumento della tossicità)
altri (farmaci anticoagulanti, farmaci anti-impotenza, metadone).
Bisogna però tener presente che l’elenco non è completo in quanto continua ad allungarsi.