Pasqua, anno 2020. Mattina, contravvengo ai dettami della mia religione, che mi impone di non accendere la TV. Rai 1: specie di documentario enogastronomico con incorporato un breve sceneggiato ambientato all'Elba ai tempi di Napoleone. Color seppia, vagamente flou, nauseante nel suo tentativo disperato di rievocare quel periodo storivo. Rai 2: cerimonia religiosa protestante che parla di volontariato, con un prete donna. L'omelia è interessante perché parla dell'altruismo verso i negri (parolaproibita nelle chiese cattoliche) Quasi un +10.
Rai 3: aggiornamento morti Covid19, parigi ha superato i 13000 morti + svariati moribondi in ospedale. Crisi delle strutture, ansia, state a casa, militari, polizia, ricerca dell'orrore e morbosa curiosità. Rete 4: un prete predica qualcosa su qualcuno che vide, credette, comprese la scrittura, risorse. Chiesa vuota ma qualcuno risponde, tipo le risate registrate negli sceneggiati Tv... Canale 5: telefilm ai tempi di Gesù, americani vestiti da mediorientali interpretano antichi discepoli, martiri, una storia avvincente, qualcuno muore sgozzato ma non c'è l'uovo di pasqua nè un capretto arrostitp di cui cibarsi Italia 1: "I Flintstones", interrotti da mezz'ore di pubblicità martellanti di materassi, Amplifon per sordi, poltrone basculanti che si muovono elettronicamente, altri marchingegni con cui salire le scale o farsi la doccia seduti. Tutto sommato un mix di divertimento e depressione. La7: filmetto anonimo con mascelloni anni 80 biondi, credo poliziesco, azione o comunque esplosioni di autoveicoli. Il biondo infatti vince, il vecchio dice "te lo avevo detto" e il negro, ovviamente, è il primo a crepare male, crivellato di colpi. Meglio non continuare con lo zapping, non mi pare prometta nulla di buono.
Pasqua. Le persone semplici. Semplici messaggi, coniglietti. Studio le mosse della vicina, semplice, si è assunta a vita il ruolo della governante, della massaia. Spiona, sorriso davanti, pettegolezzi dietro. Di solito la odio ma è troppo semplice finirla lì. Chi è? Se l'è assunto lei quel ruolo o gliel'ha dato qualcuno? E chi? Siamo figli di tutta la Storia, il Veneto è un luogo bloccato ai tempi delle carestie. La sua ipertrofia, la sua fame, le sue case recintate sono il segno che ancora a lungo soffriremo a causa della Storia. Come una incisione a coltello, tanto profonda e dolorosa da fare ancora male. La fame, le nebbie, il freddo, la terra, le bombe. Le alluvioni, il caldo bestia, i primi signori, gli operai, non più contadini, quindi signori. Tirare sù quattro muri, un orto, e difendere coi denti il poco o tanto che sei riuscito a mettere insieme. Perpetrarlo, trasmettere l'oggetto, la materia e insieme il suo significato, la storia, il dolore di quel solco ancora aperto sulla pellaccia. Qui nasciamo già con una cicatrice non chiusa, con una fame pregressa, una paura innata, un timore che ci portino via le cose. Ecco la mia vicina che scopa furiosa il marciapiedi gia perfettamente pulito. "Se non lo faccio io, guarda..." sembra dire, lanciando un'occhiata al cazzone che scende le scale in ciabatte, col libro e la birra gelata, diretto filato allo sdraio in giardino, all'ombra del ciliegio. Sbatte la scopa sul muro con rumorosa ferocia, la scavalco. Un figlio di questi tempi, non ha prole, non ha mogli, vive con un cane rosso, fa un lavoro che non si sa... Ecco, pensavo che il mio ruolo, il mio compito è quello di capire tutto questo, spiegare il motivo per cui questa terra e questa gente è fatta così. Non c'è nessuna volontà o possibilità di influenzare nulla, sia chiaro. Si può capire, comprendere, non ho detto sopportare. Infatti non sopporto la chiusura e la mediocrità di questa terra che "ha fatto anche cose buone". Leggo pigramente, inseguendo con le pagine l'ombra dei rami che si spostano leggermente al vento. L'occhio umano ha un esposimetro ad area, non importa se ci sono dei punti iper luminosi qui e lì sulla pagina, lui fa la media con l'ombra e trovi il tuo comfort. La "comfort zone", quella che secondo alcuni dovremmo abbattere. In favore di che cosa? Non lo sa nessuno. Profumo di pane tostato che proviene dalla famiglia vivace e chiassosa della casa in ristrutturazione, questo è parte del "buono",mi dico. Mi hanno fatto sempre ridere quelli che chiamano "puzza" l'odore di cibo. Poco dopo arriva una folata ci pomodoro, aglio, pesce, forse una spaghettata o forse uno sfornato, chi lo sa? Delizioso. Mi sono perso con Konrad Lorenz ed è mezzogiorno e mezzo del giorno di pasqua del fottuto 2020, penso alla fetta di pane e formaggio e alla mela che mi aspetta in cucina. Questo 2020 è proprio una sorpresa di semplicità (non che prima io mi trattassi particolarmente bene in ambito "gourmet"). Buona Pasqua!