A Devolvida
seen from Brazil
seen from Russia

seen from Croatia
seen from Italy

seen from United States
seen from Malaysia

seen from Brazil

seen from Azerbaijan
seen from United States

seen from Malaysia
seen from United Kingdom
seen from Yemen
seen from United States
seen from Brazil
seen from Germany

seen from United States
seen from Switzerland

seen from Switzerland
seen from Türkiye

seen from Switzerland
A Devolvida
Finished this beautiful book today!
The title in the English translation is ‘A girl returned’. It talks about a girl that, taken away from her family when whe was only six months old, is forced to return to them at thirteen, without knowing why. She lived all her life up to that point living in the city, going to a good school and having all sorts of comforts and beautiful things, but when whe goes back to her real family she is forced to adapt to the misery and the different, hard rules of living in the countryside, with five other sibilings.
I personally loved it, I found the story extremely touching and real. I also loved the fact that it is a short novel, and it doesn’t goes on for pages and pages about the girl’s suffering, it is able to tell them in a concise and meaningful way.
Would definitely recommend if you are looking to read some Italian contemporary literature; I think it is realy similar in style to ‘The brilliant friend’, a novel by another great Italian authoress, Elena Ferrante.
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al petto e lei al collo. Mia sorella. Come un fiore improbabile, cresciuto su un piccolo grumo di terra attaccato alla roccia. Da lei ho appreso la resistenza.
Donatella Di Pietrantonio, L’arminuta
Mi manca la consuetudine di tornare da chi ho lasciato.
Donatella Di Pietrantonio, L’arminuta
"L'arminuta" è un termine del dialetto abruzzese che potrebbe essere tradotto con "La ritornata".
È un libro di cui ho sentito spesso parlare sia per via delle origini della scrittrice, sia per i vari premi che ha vinto tra cui un premio Campiello.
La sinossi è questa: una ragazza di 13 anni torna alla sua famiglia d'origine. Fino a quel momento è vissuta con una coppia di parenti, cugini alla lontana del padre.
Questo ritorno è un trauma per lei perché la sua famiglia biologica economicamente è messa peggio della sua famiglia inoltre fino a quel momento è stata figlia unica mentre ora deve dividere la stanza da letto con fratelli maschi e il letto con Adriana, una sorella poco più giovane di lei.
La storia ci è raccontata in prima persona dall'arminuta di cui non conosciamo il nome, così come non sappiamo il nome dei genitori biologici né del padre adottivo, sappiamo che la madre adottiva si chiama Adalgisa. Conosciamo il nome del fratello più grande, Vincenzo, e del fratellino più piccolo, Giuseppe, che scopriremo ha dei ritardi nell'apprendimento.
L'arminuta è diversa dagli altri fratelli, ama lo studio e questo la porterà, terminate le medie, a tornare in città per poter frequentare un liceo. Lega molto con la sorella Adriana, molto spontanea e diversissima da lei.
Sono presenti nel romanzo elementi come amore, dolore, solitudine, solidarietà ed abbandono, sopratutto quest'ultimo e nonostante poi l'arminuta trovi la risposta alla domanda che più la ossessiona, ossia perché è dovuta tornare alla sua famiglia d'origine, il finale è consolatorio fino a un certo punto.
È vero: la protagonista potrà studiare ma vive a pensione presso un'altra famiglia in città, lontana dal paesino dove vivono la madre e il padre biologici, lontana dalla madre adottiva con la quale poi si riconcilia e lontana da Adriana, quella sorella con la quale ha instaurato il rapporto più forte e che comunque almeno una volta a settimana vedrà quando torna in paese.
Ho comprato questo libro a Milano durante il mio ultimo viaggio per la visita di controllo. L'ho preso alla Feltrinelli lì in stazione e l'ho letto in 3 giorni, un po' perché la vicenda mi ha appassionato, un po' perché la scrittura è semplice e il libro piuttosto breve.
Decisamente un libro che mi sento di consigliare.
Nel tempo ho perso anche quell'idea confusa di normalità e oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. È un vuoto persistente, che conosco ma non supero. Gira la testa a guardarci dentro. Un paesaggio desolato che di notte toglie il sonno e fabbrica incubi nel poco che lascia. La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure.
L'Arminuta, Donatella Di Pietrantonio
La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure.
L’arminuta, Donatella Di Pietrantonio
“ Sul mio petto momenti di fresco a forma di cuore ”
-W. Homer, “In the garden” - D. Di Pietrantonio, “L’arminuta”