La frangia dei capelli che ti vela la fronte puerile, tu distrarla con la mano non devi. Anch’essa parla di te, sulla mia strada è tutto il cielo, la sola luce con le giade ch’ài accerchiate sul polso, nel tumulto del sonno la cortina che gl’indulti tuoi distendono, l’ala onde tu vai, trasmigratrice Artemide ed illesa, tra le guerre dei nati-morti; e s’ora d’aeree lanugini s’infiora quel fondo, a marezzarlo sei tu, scesa d’un balzo, e irrequieta la tua fronte si confonde con l’alba, la nasconde.
Eugenio Montale














