E luce fu!
Da numerosi studi in ambito medico è emerso che l’80% di tutte le nostre percezioni sensoriali sono di natura ottica e necessitano della luce. Perciò, un controllo adeguato della luce assume un importanza fondamentale nel progettare nuove abitazioni non solo per consentire una buona visione, ma anche per stimolare impulsi nervosi del nostro sistema nervoso, generando così situazioni di benessere e aumentando la capacità di concentrazione.
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L’illuminotecnica è dunque una disciplina molto complessa e articolata, che implica competenze specifiche e che rappresenta senza dubbio uno dei contesti applicativi ideali per la domotica. Ma cosa distingue un impianto elettrico tradizionale da uno domotico?
Ciò che fondamentalmente li distingue sta nel fatto che con la domotica le funzioni di controllo dell’abitazione (e dunque anche quelle relative all’illuminazione) sono implementate mediante un’attività di programmazione e configurazione di dispositivi elettronici “intelligenti”, piuttosto che essere realizzate in maniera tradizionale, cioè cablando elettricamente in modo univoco pulsanti passivi e relativi punti luce. Dunque la domotica, in ambito illuminotecnico, offre notevoli e interessanti opportunità applicative, soprattutto quando si ha a disposizione punti luce cosidetti “dimmerizzabili” e di sistemi d’illuminazione dinamica a emissioni bianche o colorate (RGB).
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La regolazione digitale della luce e della relativa potenza assorbita (detta appunto dimmerizzazione) consente di attivare, in maniera del tutto automatica, variazioni d’intensità della luce artificiale generando così affascinanti scenari. A tutti sarà capitato di notare, per esempio,lo spegnimento graduale e progressivo della luce di cortesia nelle automobili: questa è ottenuta per l’appunto tramite la gestione di una dimmerizzazione. I dimmer domotici di nuova generazione possono ridurre del 20% i consumi energetici e allungare di ben 4 volte la vita dei LED. Si calcola pertanto che l’adozione di questi dispositivi permetterebbe un risparmio di circa 10,00 €/anno per ogni lampadina presente in casa. Purtroppo, nelle abitazioni molte lampadine rimangono ancora troppo spesso accese inutilmente. A questo viene in aiuto gli impianti domotici che provvedono automaticamente ad accendere la luce nel locale in cui ci troviamo e conseguentemente a spegnere quella dei rimanenti.
Un esempio di apparecchio utilizzato per pilotare LED RGB è la scheda driver DMLed4 progettata da Unixmedia. Quest’ultima permette di gestire carichi fino a una potenza di 240W per canale RGB e producendo una gamma di colori a 24bit (65.535 colori) modulandone anche l’intensità. La scheda è in grado di pre-configurare 10 colori con le relative transizioni e richiamarli in un qualsiasi momento successivo. La sua configurazione avviene in maniera semplice attraverso un’interfaccia WEB, e permette il controllo e la gestione dei colori e della transazione tra diverse colorazioni in remoto tramite normale rete LAN su protocollo IP.
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Un ultimo aspetto interessante che lega la domotica all’illuminotecnica è la fotoluminescenza. Molto spesso nelle ultra moderne case domotiche, oggetti comuni come pulsanti, placche, prese, maniglie, piastrelle etc. vengono resi fosforescenti applicando vernici e pigmenti del tutto naturali, non deperibili e certificate da autorevoli organismi internazionali di controllo a tutela della salute.
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Fonte principale: luceonline.it
Simone Tumiati











