Common greenshield lichen (Flavoparmelia caperata)
November, 2021, Italy
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Common greenshield lichen (Flavoparmelia caperata)
November, 2021, Italy
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Lichene inaspettato, di nome e di fatto
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State passeggiando per sentieri che avrete percorso decine e decine di volte, quando d’un tratto vi chiedete quali specie viventi generino le croste verde-grigiastro sugli alberi con cui spesso vi incrociate. Armati di sacchetti di carta, sempre presenti nello zaino di un lichenologo professionista, iniziate a campionare con cura. Mandate i campioni a un collega per una migliore identificazione e, sorpresa sorpresa, quattro campioni risultano totalmente diversi dagli altri.
Inizialmente, catalogate questi campioni nel genere Lepraria per via di alcune similitudini, come il tallo molto fine e disgregato in granuli, ma vi rendete conto che qualcosa comunque non torna. Vi accorgete infatti che questi quattro non erano così verdi quanto pensavate, ma la loro crosta era piuttosto azzurrognola, anzi, per essere precisi, presentava una sfumatura tra il turchese e il verde-acqua scuro che nessuno dei due aveva mai osservato in nessun altro lichene. Non solo, ma le analisi molecolari fatte su alcune sequenze di DNA estratto, spostavano gli esemplari in un altro genere, Leprocaulon per l’esattezza, senza tuttavia corrispondere a nessuna specie sequenziata fino a quel momento
La trama si infittisce e il gruppo di studio si allarga: decidete di coinvolgere altri esperti per sequenziare il DNA su un campione più ampio rispetto ai soli quattro iniziali. Nuovi campioni vengono raccolti, ed ora siete in attesa dei risultati, come se steste aspettando l’esito di un test di paternità.
Ed ecco che finalmente ciò che speravate, ma avevate un po’ paura di dire ad alta voce, diventa realtà: avete appena scoperto una nuova specie di lichene per l’Italia! Ma non solo: anche l’alga simbionte, essendo i licheni esseri viventi composti principalmente dalla simbiosi tra un cianobatterio (o un’alga) e un fungo, si rivela nuova per la scienza e appartenente al genere Symbiochloris!
Arriva ora il problema della scelta del nome. Avendo raccolto i campioni nella Valle del Ticino, il team di ricerca era propenso a dare il nome Leprocaulon ticinense. Se non fosse che, tu, lichenologo che hai raccolto i primi esemplari, decidi di farti un’altra passeggiata, stavolta in Val Camonica…e su un castagno chi ci trovi? Proprio quel lichene azzurrognolo, in un habitat completamente diverso dalla prima scoperta. Il nome iniziale viene così bocciato e,
date le continue sorprese che questo piccolo essere vivente ha continuato e continua a dare, la scelta poteva essere una sola: Leprocaulon inexpectatum.
Questa scoperta dimostra che, nonostante il degrado ambientale, esistono ancora isole di biodiversità che resistono e riservano sorprese. E chissà, magari la prossima nuova specie non aspetta altro che essere trovata da voi, in uno dei vostri sentieri abituali!
A Presto e Buona Scienza!
Fonte
Al via il primo biomonitoraggio nella Cattedrale. La biologa ambientale Lisa Grifoni spiega a La Svolta: «sono centraline naturali»
Qui ho parlato del nuovo interessante esperimento che si svolge nel Duomo di Firenze, immaginando i piccoli licheni al lavoro. Grazie per l'intervista a Lisa Grifoni, biologa ambientale che si sta dando da fare sul campo
𝐁𝐚𝐫𝐛𝐞 𝐝𝐢 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐨 ツ
Le 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐞 𝐝𝐢 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐨 (Usnea) è un genere di licheni frutticosi grigiastri-verdastri, con crescita simile a piccoli arbusti spogli ancorati su cortecce o rami di alberi.
Il genere appartiene alla famiglia delle Parmeliaceae ed ha distribuzione cosmopolita.
Le specie del genere vengono comunemente chiamate barbe di bosco e ricordano il genere Evernia; sono anche simili a quelle appartenenti al genere Alectoria. La differenza risiede nella caratteristica elasticità dei talli di Usnea, mancante invece nel genere Alectoria.
L'Usnea ricorda, inoltre, una specie di angiosperma del genere Tillandsia, tanto che quest'ultima è stata chiamata Tillandsia usneoides; come altri licheni, l'Usnea è una simbiosi tra un fungo e un'alga.
Nel genere Usnea, il simbionte fungino appartiene alla divisione degli Ascomycota, mentre il simbionte algale alla divisione delle Chlorophyta.
Come tutti i licheni con tallo frutticoso, la morfologia delle specie di Usnea è simile a quella di un piccolo arbusto ancorato alla corteccia dell'albero ospite; al contrario di altri licheni con morfologia simile, le specie di questo genere hanno una corda elastica che decorre al centro del tallo, che si può osservare tirando delicatamente un filamento del tallo.
L'Usnea si riproduce per via vegetativa (frammentazione, asessuata); attraverso i soredi, o sessuale, oppure tramite ascogoni e spermatogoni.
In natura, il tasso di crescita dei licheni è lento, seppure in condizioni di laboratorio è stato possibile velocizzare la crescita di Usnea coltivata in loco.
L'Usnea cresce spesso su alberi morenti o malati, dato che l'assenza delle foglie permette al lichene una maggiore capacità di fotosintesi; questo ha portato i giardinieri a credere che questi licheni siano la causa delle malattie che affliggono gli alberi ospite.
Le specie di Usnea sono particolarmente sensibili all'inquinamento atmoferico: in particolar modo all'anidride solforosa; in caso di cattive condizioni ambientali, possono crescere solo pochi millimetri, se riescono a sopravvivere. Dove l'aria non è inquinata, possono crescere sino a 10–20 cm.
La particolare sensibilità dell'Usnea all'inquinamento atmosferico la rende utilizzabile quale bioindicatore ambientale.
Foto: Cascada Bigăr s-a prăbușit!
Foto: Cascada Bigăr s-a prăbușit!
Cascada Bigăr s-a prăbușit! Se pare că frumoasa cascadă a cedat sub propria greutate și asta pentru că, de-a lungul timpului, mușchii și lichenii sau întins pe toată suprafața acesteia. Aceasta a fost declarată acum câțiva ani “cea mai frumoasă cascadă din lume”. „Avem, din păcate, și o veste neplăcută. Cascada Bigăr, unul dintre cele mai frumoase obiective turistice din Parcul Național Cheile…
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