"È tempo di umorismo, scrive Pirandello nel saggio omonimo, e io ho aderito alla linea, sia pure fermandomi allo stadio precedente all’umorismo, cioè al comico, il riso che smaschera le imposture. Questo mi ha portato a preferire in autori cari a Debenedetti come Bontempelli e Palazzeschi la fase giovanile, quella che accoppia il riso all’avanguardia futurista. Per intenderci, le due Vite di Bontempelli e Perelà uomo di fumo di Palazzeschi. Il Neorealismo aveva fatto il suo tempo e lo aveva fatto bene in polemica col novecentismo e con l’ermetismo. Malerba lo colpisce nel tema più caro a entrambi, la civiltà contadina. Malerba la irride col linguaggio che nello stesso momento la santifica come madre di ogni civiltà. Essere sobri significa usare solo le parole indispensabili, il resto va ridotto in silenzio, cosa che meglio di tutti fa il riso. Che, come si sa, può essere voltairiano o metafisico. Un contadino butta nel pozzo la moglie che parla troppo e che pretende da lui che parli di tutto."