MAIUSCOLE — Non si abusi delle iniziali maiuscole (troppe, sono anche tipograficamente brutte), ma nemmeno si rinunci, con neofilia di cattivo gusto, a quelle necessarie. È un buon criterio usarle senza pregiudizi, prescindendo da personali opinioni politiche o religiose, seguendo invece soltanto le norme suggerite dall’ortografia: non assolutamente precise, ma sufficientemente indicative.
Chi voglia sottintendere un giudizio morale o politico nell’assegnarle, rischia di ottenere un risultato opposto a quello voluto: se si scrive «Sindacati Liberi», ci si limita a chiamare il sindacato d’un certo colore con il suo nome ufficialmente riconosciuto; se invece si nega a quel tal sindacato l’«onore» della maiuscola («sindacati liberi»), si finisce con l’attribuirgli una patente di «libertà» che magari si era ben lontani dal volergli concedere.
Per la tendenza diffusa ad accettare rispettosamente le regole grammaticali delle lingue straniere e a non tenere in nessun conto le nostre, si arriva all’assurdo di scrivere «il duce e il Führer», largendo a favore di Hitler una specie di discriminazione ortografica. Non dobbiamo quindi aver timore di sembrare «nostalgici» scrivendo «Gran Consiglio» o «Brigata Nera» con le inizi. maiuscole (come scriveremmo «Ku-klux Klan» o «la Falange»), ma cerchiamo piuttosto di conformarci, senza eccessiva rigidezza e con un po’ di buonsenso, alle più accettate e comuni norme ortografiche.
1) Usiamo l’iniz. maiuscola dopo il punto fermo, e dopo l’interrogativo e l’esclamativo che chiudano il periodo. Negli altri casi, ossia quando il periodo continua lasciamo la minuscola (es. «Che cosa direte ai vostri figli? alle vostre spose?», «Siete pazzi! senza cervello!»).
2) Si cominci con l’iniz. maiuscola dopo i due punti e le virgolette (o il trattino) per introdurre il discorso diretto (es. «Egli rispose: «Non vengo”»). Se una citazione fra virgolette non è preceduta dai due punti, si cominci con l’iniziale minuscola (es. «Il Ministro ha dichiarato che “la legge verrà presentata al Parlamento entro l’anno”», «Tutti sappiamo che non c’è “maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria”»).
3) Richiedono l’iniz. maiusc. i nomi propri di persona, i cognomi, i soprannomi (es. «il Biondo», «Carlo il Calvo»), gli pseudonimi (es. «Didimo», «Stecchetti»), i nomi propri di nazioni, città, fiumi, laghi, monti.
4) Nei nomi propri di persona, le prep. «di», «da», «de» (ital. e franc.) seguite da un nome che fa le veci del cognome e indica l’origine, la provenienza o la stirpe hanno di solito l’iniziale minuscola se precedute dal primo nome (es. «Cola di Rienzo», «Alfred de Vigny», «Alfonso da Varano», «Gabriele d’Annunzio»); l’iniziale maiuscola, se manca il primo nome (es. «il Di Rienzo», «il De Vigny», «il Da Varano», «il D’Annunzio»). Così pure le prepos. “nobiliari” «Von» (tedesco) e «Van» (olandese) equivalenti alla nostra «di» (es. «Herbert von Karajan» e «Von Karajan»; «Anton van Dyck» e «Van Dyck»).
5) Si usi l’iniziale minuscola per gli aggettivi e i verbi derivati da nomi propri (es. «stile petrarchesco», «scuola crociana», «gruppi maoisti», «coventrizzare» etc.).
6) Per l’iniziale maiuscola o minuscola nei nomi propri usati come nomi comuni (es. «gorgonzola, anfitrione, pantalone etc.») e nei nomi comuni usati come nomi propri (es. «il Còrso», «il Bardo della democrazia» etc.), vedi ANTONOMASIA.
7) Si raccomanda la maiuscola per gli aggettivi geografici sostantivati che indichino una provincia, una regione, un territorio (es. «nel Meridionale sono poche le industrie», «nel Ravennate è florida la frutticoltura», «nebbia nell’Alessandrino»). Quando un term. geograf. è costituito da due nomi entrambi indispensabili per precisare l’indicazione, si metta a tutt’e due l’iniz. maiusc. (es. «Bassa Vercellese», «Centro Italia», «Alto Monferrato», «Lago Maggiore», «Pianura Padana», «Agro Romano», «Germania Orientale»).
8) Per i nomi comuni geografici «lago» e «monte» seguiti dal nome proprio, si deve decidere caso per caso, regolandosi secondo l’importanza e la fama. Si scriverà così «Monte Rosa» e «Monte Grappa», ma «monte Prinzera» e «monte Penna»; «Lago di Garda», ma «lago di Malciaussìa». Per «Valle» si deve invece preferire sempre l’iniziale maiuscola, considerandolo parte del topònimo (es. «Val Vigezzo», «Val Chisone», «Valle Anzasca»); per «fiume», l’iniziale minuscola («fiume Tevere», «fiume Po»).
9) Esigono la maiuscola i punti cardinali (Nord, Est, Sud-Ovest, Nord-Est etc.).
10) Si usi l’iniz. maiuscola per i nomi comuni riferentesi a cose personificate, a fatti o a concetti così determinati e illustrati da assumere valore di nome proprio (es. «il Carroccio», «i Francesi», «le Piramidi», «l’Amministrazione Provinciale», «il Parlamento», «la Resistenza», «il Governo», «l’Acropoli», «il Municipio», «la Provincia», «l’Azienda Elettrica», «l’Ente Riforma», «il Capricorno» etc.). Quando questi nomi sono accompagnati da un aggettivo come parte integrante e inscindibile, anche l’aggettivo esige la iniziale maiuscola (es. «la Rivoluzione Francese», «i Paesi Arabi», «i Vespri Siciliani», «la Prima Comunione»). Se il nome comune è determinato, illustrato, personificato da un altro nome comune che lo segue come apposizione o complemento, toccherà a quest’ultimo l’iniziale maiuscola (es. «la facoltà di Lettere», «il ministero dell’Interno», «il monumento al Partigiano», «la conferenza per la Pace») o a entrambi (es. «Teatro alla Scala»).
11) Quando la parola «stato» ha significato politico è quasi sempre necessaria l’iniz. maiusc. (es. «colpo di Stato»): e così per «paese», «isola», «penisola», «unione» etc. È invece esagerato e anacronistico l’uso troppo frequente della maiuscola per la parola «patria».
12) Esigono l’iniz. maiuscola i nomi di stelle e pianeti, ma soltanto quando abbiano un valore astronomico (es. «il razzo dalla Terra alla Luna», «gli astronauti si sono alzati da terra alle 12,23»).
13) Si usi l’iniz. maiusc. per «Dio», «Madonna» e sinonimi (es. «il Signore», «l’Assunta» etc.); per le solennità civili, religiose o feste ricorrenti (es. «il XX Settembre», «il Primo Maggio», «Natale», «Pasqua», «Carnevale», «Capodanno», «Ferragosto» etc.).
14) Richiedono l’iniz. maiusc. i titoli di opere letterarie, musicali, artistiche etc. (es. «l’“Odissea”», «il Preludio dei “Maestri Cantori”», «la Torre di Pisa» etc.). Quando fanno parte del titolo dell’opera si metta la maiuscola anche agli articoli e agli aggettivi (es. «Il barbiere di Siviglia», «Orlando Furioso»).
15) Non si metta mai l’iniziale maiuscola all’aggettivo quando non l’abbia il sostantivo (es. «Riviera Ligure» non «riviera Ligure», «Musei Vaticani» non «musei Vaticani», «Primo Ministro» o «primo ministro» non «Primo ministro»).
Per i nomi comuni che indicano dignità o titoli d’onore, importanti incarichi o alte autorità si usi l’iniziale maiuscola quando sono soli (es. «il Papa è uscito da San Pietro», «il Ministro ha inaugurato il Salone», «la Regina ha ricevuto il Premier», «il Pubblico Ministero ha chiesto l’ergastolo», «il Presidente è tornato al Quirinale»); si mantenga invece l’iniziale minuscola quando siano accompagnati dal nome proprio della persona cui si riferiscono o seguiti da un complemento che li determini e illustri (es. «papa Paolo VI», «il presidente Saragat», «la regina Elisabetta», «il provveditore agli Studi», «il ministro degli Esteri»). Così si adoperi la minuscola anche per le abbreviature dei titoli accademici, onorifici, nobiliari, cavallereschi (es. «l’ing. Nervi», «il dott. Agnelli», «l’on. Bo», «il march. Lupi»).
16) Sempre minuscola l’iniziale per i nomi dei mesi e dei giorni, salvo che non si riferiscano a importanti avvenimenti, fatti storici, solennità (es. «in marzo spuntano le primule», «le giornate di Luglio», «la rivoluzione d’Ottobre») o non siano personificati (es. «l’Antèlami ha raffigurato Febbraio che zappa»).
17) Hanno sempre l’iniziale maiuscola i sostantivi tedeschi, anche se nomi comuni (es. «Buch» [libro], «Hammer» [martello], «Brot» [pane].
18) In inglese, «Sir», «Lord», «Lady», «Miss», «Mr» (“mister”, signore) e «Mrs» (“mistress”, signora), hanno sempre l’iniz. maiuscola se sono seguiti da un nome proprio.
19) Per altre iniziali maiuscole, vedi abbreviature, sigle e simboli.