Le tre C di Meme Design: colore, creatività e contemporaneità
Meme Design realizza oggetti dal design importante, puntando su una spiccata creatività, sul colore e sulla contemporaneità delle linee di ispirazione nordica. Fondata da Cinzia Olivieri, imprenditrice e business sales coach, produce complementi d’arredo in metallo disegnati dall’architetto Enrico Cesana, che vogliono arredare con simpatia le nostre case e rendere gioiose le nostre giornate.
Questa è la chiacchierata che abbiamo fatto con Cinzia Olivieri qualche giorno fa:
Come nasce il progetto Meme Design?
Meme Design è nata una sera al ristorante tra amici. Io, mio figlio e l’architetto Enrico Cesana parlavamo del fatto che sul mercato ci sono un’infinità di prodotti molto simili e di come le aziende non investano più nella creatività. È nata quindi l’idea di una collezione di prodotti con le tre C: colore, creatività e contemporaneità abbinate a una produzione totalmente italiana. Una linea di oggetti utili ma non banali con un contenuto artistico e un design importante a un prezzo concorrenziale.
Sono un’appassionata di comunicazione e programmazione neuro-linguistica e negli ultimi anni mi sono interessata a una nuovissima scienza, la memetica. Il meme è l’unità di misure delle idee consolidate nella società. Meme Design nasce proprio con l’ambizione di sfatare uno di questi luoghi comuni, quello sul ferro, il materiale solido per eccellenza che usiamo per realizzare oggetti morbidi che rendono la nostra vita più colorata e simpatica .
Qual è stato il suo percorso professionale?
Sono laureata in economia e commercio e per trent'anni ho lavorato in un’azienda del settore arredamento come direttore vendite e direttore marketing. Negli ultimi 5 anni, invece, mi sono interessata di programmazione neuro-linguistica e coaching. Nel corso della mia carriera ho lavorato a stretto contatto con tantissimi architetti di talento e la creatività è qualcosa che mi sento dentro. Ho la capacità di capire quali tendenze diventeranno una realtà commerciale, e quali resteranno espressioni stilistiche.
È appena tornata dalla fiera Maison Objet a Parigi. Che aria si respirava?
Si avvertiva anche là l’aria di crisi, ma è stata una fiera molto visitata, con stand ricchi e proposte ben presentate. Ognuno si è mosso nella sua unicità. L'ho trovato molto bello perché gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un appiattimento di idee, molti copiavano da altri, non si riconosceva più l’individualità della creazione, cosa che invece era stata la spinta del design degli anni ‘60-‘70. Invece in questa occasione ho osservato un nuovo bisogno di affermazione della propria individualità.
Nel design c’è qualche riferimento geografico che vi sta a cuore?
I paesi nordici, soprattutto la Danimarca, hanno una tradizione di design molto forte e la loro influenza si nota anche nelle nostre forme. Ridurre al minimo indispensabile, questo è l’aspetto stilistico più importante. Noi, però, teniamo alla nostra italianità: vogliamo essere un’azienda con produzione, proprietà e menti creative tutte italiane.
Che cos’è per lei il design?
È un linguaggio: negli oggetti che una persona sceglie e compra esprime una parte di sè. Pertanto la problematica dei designer è saper capire la società, il linguaggio delle persone di oggi ed elaborare degli oggetti che abbiano senso e significato.
Lovli è il sito di e-commerce per chi è cresciuto a “pasta&design”. Quali sono il suo piatto e il suo designer preferiti?
Il piatto sono i cappelletti in brodo, mentre i miei designer preferiti sono due: Le Corbusier e Scarpa.
Qual è il suo oggetto di design perfetto?
La Panton Chair di Verner Panton.
E in natura cosa esprime il design migliore?
A casa di chi vorrebbe vedere i suoi oggetti?
Ne dico due: George Clooney e Brad Pitt!
Un film, un libro e una canzone che tutti dovrebbero conoscere?
Libro: la biografia di Steve Jobs
Canzone: Skyfall di Adele.
Nel Talent Store di Lovli da oggi potete curiosare tra i complementi d’arredo di Meme Design: dagli appendiabiti da parete Graffetta allo Spread, il modulo libreria ispirato alla curva più commentata nei giornali, fino ai tavolini Bobino, con top in legno, e i minimali porta candela in metallo Bugia.