Vorrei sapere se c'è una parte che resta in questa parte di noi, io vorrei solo averti anche col senno di poi, è la strada più assurda questa senza di te, mentre il vuoto riempie...
— Ultimo; Dove il mare finisce

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Vorrei sapere se c'è una parte che resta in questa parte di noi, io vorrei solo averti anche col senno di poi, è la strada più assurda questa senza di te, mentre il vuoto riempie...
— Ultimo; Dove il mare finisce
"Nessuno sceglie di cambiare, è il tempo a scolpirti a suo piacimento"
Costanzo Palmieri (colsennodipoi)
"Alla fine, quella notte, la trascorsi davanti la macchina da scrivere, alla strenua ricerca di parole mai dette, strozzate in gola e che avevo sempre avuto modo di scrivere ma non di scriverti. Mi sentii un idiota quando, infondo, mi resi conto che non valeva la pena rovinare quelle sensazioni così pure intorbidendole con, seppur eleborati, termini ed esternazioni.
Non m'era rimasta che inappetenza, appagante pienezza di maldestre, fastidiose, nuove emozioni".
— Costanzo Palmieri (Frammenti di lettere non scritte)
L'esistenza paranoia
All’estremo oriente, di un posto non troppo lontano, si viveva in modo molto particolare. Nei fiumi scorrevano parole, le cui fonti erano pensieri. In essi, sguazzavano tante piccole insicurezze che risalivano le parole, fino a giungere ai pensieri dove, esausti, morivano depositando tante piccole uova. Ai piedi di questi fiumiciattoli si estendeva un grande campo, in cui i fiori giacevano marciti da tempo immemore: la gente del posto lo chiamava Campo dei Ricordi. Gli anziani tramandarono da sempre leggende inerenti al posto, racconti che narravano di un campo colmo di... margherite gialle, molto grandi, o forse si trattava di girasoli? Emh, sì! Sì! Erano proprio girasoli, che tutti chiamavano Emozioni e che seguivano col capo il grosso corpo celeste, estraneo a quel mondo e che da tempo non passava più in quel posto ormai abbandonato. Il grande astro che, sprezzante di tutte quelle insicurezze che regnavano in quel mondo, tutti chiamavano Amore, adorava molto quel campo, colmo di quei graziosissimi fiori che le porgevano il volto donandogli un grazioso profumo che inebriava l’aria, rallegravano tutta la zona che veniva visitata da molti turisti che, colpiti, decidevano di restare e prendersi cura di quel campo. L’ambiente, così messo, pareva quasi destinato a perdurare nel tempo.
La fine non è mai voluta, alle volte capita per caso, e, in un giorno come tanti, Amore non sorse. Emozioni, placide e assorte, sprofondarono in un improvviso sonno, mentre inerti giacevano con il capo teso verso il basso. Quella quiete non passò inosservata, non a tutti piaceva quell’astro splendente! Paranoia, un subdolo parassita, trovò ai piedi di quei grandi girasoli un habitat perfetto, un posto senza eguali dove trovar nutrimento e gaudio.
Paranoia infestò il campo, consumando e marcendo tutto ciò che di bello viveva in quel posto, facendo inorridire chiunque avesse stabilito lì la propria dimora. Nessuno scelse di aiutare il campo, che triste accettò il suo lento declino poiché ormai solo ed abbandonato da tutti coloro a cui tutto aveva donato, dall’affetto all’amicizia più pura.
Ohibò, la mia ormai acciaccata mente non rimembrava un dettaglio importante! Quel gioioso, caldo e accogliente posto un tempo veniva chiamato Campo Cuore. Il tempo scorre inesorabile, col tempo perse quella definizione e tutti iniziarono a definirlo Campo dei Ricordi, in memoria di quel che era.
Il mondo? Beh, quel mondo tutti ora lo chiamano Esistenza Paranoia, realtà in cui nessuno ormai vuol vivere. Mondo che abita tutto all’interno di una persona.
L’ansia di fermarsi
Cresciuti vivendo col terrore di perdere un treno, in un mondo in cui i treni perennemente giungono in ritardo. Sin dalla tenera età siam stati allevati asfissiati dall’idea di trovare un posto fisso, di scegliere un compagno ideale perché la solitudine è, agli occhi dei più, una patologia, oramai ci troviamo a vivere con la spina dorsale inarcata e accartocciata su se stessa, schiacciati dal peso delle aspettative. Dobbiamo correre, non bisogna fermarsi, lo hanno accennato alle medie, non potevamo perdere la concentrazione proprio durante il nostro ultimo anno di superiori poiché ad attenderci c’era la maturità, una svolta. Concetti, l’ombra color pece non smette di tormentare nessuno nemmeno in università dove ancora più le nostre guide ci invitano ad essere fruibili, spendibili nel mercato del lavoro il prima possibile e con un numero indicibile di esperienze e competenze che, chissà in che modo se non velocemente, bisogna apprestarsi ad accumulare.
Se la vita è una corsa, probabilmente mi son preso una sosta. Credevo di aver superato questa orrenda sensazione di oppressione, quel sentirmi assente da ciò che sto vivendo sembrando quasi spettatore della mia stessa vita. Vorrei avere la tranquillità di sedermi su una panchina e aspettare, cogliere i dettagli di un paesaggio nel lento scorrere del tempo. Ho paura, sono perseguitato dal terrore di perdermi qualcosa di importante che potrei ottenere solamente aspettando in uno stesso posto.
Lasciando scorrere in me l’intraprendenza del fare ho iniziato ad accumulare il peso degli sbagli compiuti, stringendo fra i pugni il nulla di queste sensazioni che mi attanagliano il cuore.
Ti amo ma non so come finirà
— Mr. Rain
H. 🌸
Screen mio.