"Come le foglie che fa germogliare la stagione di primavera
ricca di fiori, appena cominciano a crescere ai raggi del sole,
noi, simili ad esse, per un tempo brevissimo godiamo
i fiori della giovinezza, né il bene né il male conoscendo
dagli dèi. Oscure sono già vicine le Kere,
l'una avendo il termine della penosa vecchiaia,
l'altra della morte. Breve vita ha il frutto
della giovinezza, come la luce del sole che si irradia sulla terra.
E quando questa stagione è trascorsa,
subito allora è meglio la morte che vivere.
Molti mali giungono nell'animo: a volte, il patrimonio
si consuma, e seguono i dolorosi effetti della povertà;
sente un altro la mancanza di figli,
e con questo rimpianto scende all'Ade sotterra;
un altro ha una malattia che spezza l'animo. Non v'è
un uomo al quale Zeus non dia molti mali."
Mimnermo Colofonio (Colofone o Smirne, VII secolo a.C. - prima metà del VI secolo a.C.) - è stato un poeta elegiaco e cantore greco antico. Compose numerose elegie, divise dai filologi alessandrini in due raccolte: "Nannò": sillogie dedicate a una flautista (una donna trasgressiva, rispetto allo standard greco); "Smirneide": poemetto epico che racconta la guerra dei Greci di Smirne contro i Lidi governati dal re Gige. Callimaco (IV secolo a.C.) ci dice che sotto il nome di Mimnermo circolavano anche diverse rime sparse. Di tutta la sua produzione poetica, è giunta fino a noi una ventina di frammenti per un totale di circa 80 versi.
Un frammento particolarmente noto e rappresentativo è: "Come le foglie", sul tema della giovinezza e della vecchiaia.