Facciamo un ragionamento insieme. Siamo tutti d'accordo che poter parcheggiare sempre esattamente dove si vuole sia un superpotere, giusto? Bene, allora io da quando ho questo motorino sono un cazzo di Avenger ✨
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Facciamo un ragionamento insieme. Siamo tutti d'accordo che poter parcheggiare sempre esattamente dove si vuole sia un superpotere, giusto? Bene, allora io da quando ho questo motorino sono un cazzo di Avenger ✨
Piaggio, Free 50 verde bottiglia: il mio motorino, i miei 15 anni.
Due anni fa ti ho svenduto ad uno sconosciuto perché non mi servivi più, eri diventato solo una tassa, ma non sai quanto mi dispiace.
Con te ho scoperto la libertà, l'indipendenza. Quanto stavo bene quando ti guidavo: una sensazione di euforia, spensieratezza unica che, in macchina, non potrei mai rivivere nemmeno viaggiando a 150 km/h. Con te ero felice (e giovane). Mi sentivo al settimo cielo!
Ma mi hai messa anche in tanti guai: incidenti, cadute… e non solo.
Ma ti ricordi quando al mare per toglierti dal cavalletto ho fatto cadere tutta una fila di motorini accanto? Tutti giù. Quanti danni quel giorno. Devo ancora ringraziare quel ragazzo che mi ha aiutata a tirarli tutti su: non so nemmeno il suo nome, ma mi ha salvato la vita allora.
Amavo cantare a squarciagola e tenere i piedi alzati mentre ti guidavo: per me era la libertà, l’emancipazione, l’indipendenza!
Con te andavo a scuola nel mese di giugno perché non facevo l'abbonamento del pullman: ma che freddo guidare alle 7 del mattino anche se era estate! Comunque ti ho adorato.
Scusami per tutti i graffi che ti sei ritrovato e per i due incidenti. Però mi sono fatta più male io! Al nostro primo incidente feci anche la capriola in aria, fortuna che indossavo il casco integrale…
Poi mi hai anche schiacciato un piede al secondo incidente: ahia.
Beh certo… Pensavi che non avessi le infradito? Dai, tranquillo non era colpa tua ma di quella maledetta auto, ovvero della fottuta conducente che ci ha tagliato la strada alla rotonda in pieno centro a Marina. Ci ha fatto fare tanto male e nemmeno si è fermata a soccorrerci...
Hai ragione, non ti ho mai fissato gli specchietti retrovisori per bene. Mentre guidavo si giravano sempre e allora dovevo sistemarli ogni cento metri per poter vedere dietro. Che pazzi eravamo.
Eri anche più vecchio di me, e si vedeva: quando andavo al mare con i miei amici mi lasciavi sempre ultima perché di superare i 50km/h nemmeno lo sognavi. Ma mi andavi bene così.
Mi hai accompagnata a Rosignano a fare i corsi per la patente B e, da lì, la macchina ti ha quasi sempre sostituito, ma rimarrai sempre il migliore motorino al mondo. Il mio motorino Free: la mia libertà! ❤️
Duomo di Asolo , 1889
Piazzetta S. Pio X, 192, 31011 Asolo TV
Che poi la nostra storia è iniziata in un modo davvero strano..come una distrazione. Ecco cosa volevo che fossi per me, questo e nient'altro. Avevo lasciato il mio ormai ex ragazzo e pensavo che stando con qualcun altro potessi alleviare il dolore: ma poi, d'improvviso, il dolore sparì. Non chiedermi come e quando perché sono domande a cui non so risponderti, so solo che una delle tante sere, dopo la tua buonanotte, mi misi a pensare e capii che ero felice; ero felice di stare con te, ero felice di me, ero felice di noi e no, non eri più una distrazione. Anzi, probabilmente quella sera è stato proprio il momento in cui ho capito che tu, una distrazione, non lo eri mai stato. Ma sai i miei problemi nel dimostrare le cose..sarà stato per mancanza di tempo, per mancanza di certezze da parte di entrambi, non so. Quando mi hai detto "io devo trasferirmi con i miei alla casa al mare, ma tranquilla poi torno" e io ti aspettavo. Ci sentivamo per telefono, ma i messaggi e le telefonate diventavano sempre meno, non avevo voglia di uscire perché senza te non aveva senso nulla e mi mancavi. Mi mancavi così tanto che, mentre tu vivevi in un mondo in cui ti è concesso vivere solo due mesi all'anno, io non vivevo più. Stavo lì, fossilizzata nella mia vita quotidiana con la paura di perderti. Perché io lo sentivo, che ti avrei perso. Probabilmente è vero che le persone lo sentono quando la persona amata scivola lentamente dalle loro mani, ed è anche vero che non si è più gli stessi dopo. Ti persi, inevitabilmente. Decisi di chiamarti, dopo una notte passata in bianco e senza la tua buonanotte, per dirti che io non potevo stare due mesi attaccata ad un telefono senza risposte e senza certezze. Io non potevo sentire un altro "scusa, non ti ho dato la buonanotte perché sono tornato tardi e avevo sonno" no, perché io per quella buonanotte mancata sono stata sveglia tutta la notte. Io per ogni messaggio senza risposta ci sto male perche mi manchi ed è assurdo che proprio quando capisco di amarti tu decidi di andare via. Già, sarebbe bello se vi dicessi di avergli detto o scritto queste parole, vero? Invece no, l'ho chiamato dicendogli la frase più stupida e insulsa che potesse esistere:'senti, è finita'. Con le lacrime agli occhi e un nodo in gola, ma così, secca. Lui non protestò, non tentò neanche di farmi cambiare idea: era troppo risucchiato dal suo mondo e dalle sue amiche per accorgersi di me. Certo, io fui la stronza a lasciarlo, ma nessuno sa quanto piansi quel giorno, e nessuno sa quanto quel giorno sia ancora cosi limpido nella mia memoria, nonostante siano passati sei lunghi anni. Ho capito di amarti quando il vento diventa una leggera brezza e gli alberi tornano a fiorire. Ho capito di amarti quando mi facevi ridere e stare bene. Ho capito di amarti quando venivi nel mio quartiere, col vento che tagliava la faccia, su un motorino mezzo rotto, solo per vedermi. Ho capito di amarti quando trovavo ogni scusa possibile per vederti, anche solo due minuti. Ho capito di amarti quando l'idea di perderti ha iniziato a terrorizzarmi. E ti ho perso. Ora, dopo sei lunghi anni giri ancora nel mio quartiere ma non per me, ma per gli amici che ti sei trovato in quel quartiere. Ora il vento non ti taglia più la faccia, neanche quello forte e freddo di Gennaio perché sei nella tua macchina, sei cresciuto. Ora sei con lei, nella tua macchina. Sai però cosa mi consola? Una volta mi dicesti "un giorno ti farò fare un giro sulla mia moto" quasi due anni fa ormai. Poi comprasti la macchina e iniziasti a sentirti con lei. Quel giro ancora è mio, è come il bacio sulle labbra della mamma di Wendy nel film "Peter Pan": nascosto. Nel caso un giorno volessi togliere il telo polveroso da quella moto, chiamami.
-gonetoosoon
MURARTI #119: La leggenda del pianista sul motorino.
guarda gli altri - Murarti -
Welcome to Palermo
La teoria dello spazio-tempo ha senso anche nella vita reale. Perché il passato non scompare ma rimane con noi, dentro al nostro presente. Il tempo si riavvolge. È un rullino che riporta davanti agli occhi gli stessi fotogrammi. Un vecchio motorino, un ginocchio sbucciato, un semplice gesto. Andare avanti è un'illusione, proprio come dice Einstein. Le cose cambiano in superficie. Ma nel profondo restano sempre le stesse. Se il dolore non fosse un ostacolo da superare? Forse è una strada su cui cammini. Un dettaglio inciso sul paraurti di quel motorino che non ti abbandona mai.
- Baby (Damiano)
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