Dianna Agron as Belle Blake in The Family (2013)

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Dianna Agron as Belle Blake in The Family (2013)
The Family (2013) dir. Luc Besson
Perché rendere legali le droghe leggere.
Legalizzare la droga leggera significa sottoporla a controllo di laboratorio, produrre sostanze di qualità, senza agenti nocivi. Si crea una filiera, fra produzione e controllo, che aumenta le opportunità lavorative e toglie tali sostanze alla malavita e alla politica corrotta.
Sono favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere, consapevole che a costituire enorme danno sociale (morti, incidenti, malattie, violenza domestica e su minori, risse in luoghi pubblici) è l'alcool, non le droghe leggere.
Si fa già uso di cannabis in Italia, quanto di alcool: o si legalizzano tutte, creando Cultura e informazione corretta sull'uso di sostanze (alcool compreso, che è tossico), oppure si proibiscono tutte - facendo felice la malavita, che non aspetta altro.
Se la politica, se i governi italiani non prendessero tangenti dalle organizzazioni criminali, avrebbero già da tempo reso la Cannabis Legale, dato che in Italia si muore parecchio per alcool, non per uso di cannabis. La malavita ha bisogno di proibizionismo.
[a] Napoli – scrive il signor Forlai –. Sembra che la Camorra, tramite una rete di tabaccai compiacenti, riesca ad individuare i vincitori dei giochi come ‘Gratta e Vinci’ o ‘Sisal’. Trovato il vincitore, che dovrebbe pagare una tassa sul suo premio, gli viene fatta una proposta: noi ti diamo la vincita netta, 5.000 euro a fronte di una vincita di 5.000 e tu, ci dai il biglietto...”. Così, grazie alla liquidità pronta all’uso, il riciclaggio è gioco da ragazzi: il fortunato estratto riceverà il contante esentasse, mentre i camorristi pagano legalmente un’aliquota al fisco sui loro proventi criminali che ora sono puliti sotto forma di biglietto vincente della lotteria.
Contanti, perché in Italia circolano molte più banconote da 500 euro di quante ne vengono emesse?- Corriere.it
Vedo orde crescenti di adolescenti e preadolescenti indossare magliette, felpe e cappellini con scritte inquietanti che ammiccano alla criminalità e al traffico di stupefacenti, tipo: Narcos, Pablo Escobar, Cartel de Medellín, Cocaine, Pusher, Plata o Plomo, che letteralmente significa Argento o Piombo, ma, nei fatti, corrisponde a una più violenta e assonante versione del nostrano “O la borsa o la vita”. Tipo: mi dai i tuoi soldi o preferisci prenderti il piombo delle mie pallottole?
Le vedo, le vedo crescere queste orde di sponsor inconsapevoli dei narcotrafficanti e della mala vida e ne parlo qua...
Post moralistico ma non troppo
Dianna Agron as Belle Manzoni from The Family (2013).
“ Il crimine è uno specchio straordinario delle trasformazioni sociali. Non è mai attività delinquenziale fine a se stessa, né semplicemente la manifestazione del male, dell’illecito, della frode, della violenza. I fatti che lo riguardano non avvengono mai sub specie aeternitatis. Il crimine ha a che fare con la produzione di denaro, con la sua accumulazione e la sua redistribuzione. Ha a che fare con i rapporti di forza insiti nelle società che attraversa, con i palazzi del potere politico, con i consigli d’amministrazione delle multinazionali, con l’internazionalizzazione dei mercati finanziari, con la de-localizzazione della produzione, con l’erosione delle funzioni degli stati nazionali, con la privatizzazione del mondo, con il lento processo di deistituzionalizzazione della società occidentale e con la sistematica occupazione “particulare” di ciò che resta del Palazzo. Diventa spesso argine alla miseria e alla disoccupazione, e talvolta leva d’ascesa sociale, creazione primitiva di capitali. Smuove gli equilibri di potere, creandone di nuovi. Utilizza le nuove tecnologie e si serve dell’abbattimento delle frontiere. Lo fa spesso con inaudita facilità, anticipando le stesse dinamiche della globalizzazione liberista. Il crimine è una parte dinamica di questa globalizzazione: l’economia lecita e quella illecita diventano due facce della stessa medaglia, unite dagli imperativi della produzione di ricchezza, della destrutturazione del mondo del lavoro, dell’inseguimento di modelli di vita sempre più danarosi e insostenibili. Il crimine è la faccia sporca della medaglia, ma secondo alcuni produce tra il 5 e il 10 per cento del Pil mondiale. E ciò che porta benessere, difficilmente viene messo in discussione. È stato così nel secolo scorso, è così anche in quello che stiamo vivendo. Quando Pasolini volle occuparsi della mutazione della “malavita”, adottò questa come metafora della più generale trasformazione della società italiana. Attraverso la mutazione della malavita, colta nei fatti di cronaca che la riguardavano, era possibile scorgere la mutazione antropologica degli italiani. Ma era anche possibile scorgere, nel suo farsi, una drammatica e irrecuperabile frattura: mentre il Palazzo implodeva nel tentativo di preservare i propri ossidati equilibri, ciò che avveniva “fuori dal Palazzo”, nella cronaca, era “infinitamente più nuovo, spaventosamente più avanzato”. Oggi dobbiamo concludere che molte delle profezie gridate da Pasolini alla metà degli anni settanta si sono avverate. C’è stato perfino quel processo penale da lui tanto invocato negli ultimi mesi di vita: buona parte dei gerarchi di allora e dei successivi anni ottanta sono finiti dietro al banco degli imputati. Ma questo non ha impedito che i punti di rottura venissero ricuciti, che la Controriforma avanzasse indisturbata, che il popolo italiano plaudesse proprio ai nipotini di quei gerarchi. Ciò non ha impedito che la realtà diventasse molto più drammatica e complessa di quanto lo stesso Pasolini avesse profetizzato. “
Alessandro Leogrande, Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali, prefazione di Gianfranco Bettin, Feltrinelli (collana Universale Economica)
[ Libro elettronico. Prima edizione digitale: aprile 2021; prima edizione originale: L’Ancora del Mediterraneo, 2003 ]
I giorni qua dentro sono tutti uguali
Chissà da quanto non verso una lacrima
Il prezzo più caro, sì, lo paga l'anima
Fanculo le spese legali
So che la mente è la cella più stretta
Rinchiudimi dentro e distruggi le chiavi