Mi sento come In the End dei Linkin Park insieme a Moonlight Sonata di Beethoven. Con desideri simili a Notte stellata di Van Gogh, le nuvole di Turner, la malinconia di Hopper, i chiaroscuri di Caravaggio, la semplicità di Murakami, lo storytelling di Tolstoj e Victor Hugo, la batteria di Phil Collins, i movimenti di macchina di Hitchcock, il mambo di De Sica, la pazzia di Internet, l'enorme errore della bomba atomica, la lingerie femminile bianca. E non basta.
Multiverso Personale non è uno scherzo





