Fammi credere che il mio non sia un amore sprecato, fammi credere che dietro lo scherno e dietro quella sicurezza da uomo in erba ci siano le paure, le stesse che ho io.Non siamo mai stati canonici, involontariamente abbiamo dato vita a un amore tutto nostro, un gioco di bambini un po’ cresciuti. Senza clichè e senza tradizioni abbiamo portato avanti queste montagne russe con salite e discese sempre impreviste.Non lasciarmi tra i gesti abitudinari delle tue giornate, tra un ‘ ‘ho preso le chiavi della macchina?” e la lista delle cose da comprare. Virgolettami tra gli impegni, fammi capire che il resto può aspettare, ma io no.Tienimi sempre con te, in cima e sopra le cose, ogni giorno. Non pensare a me con aria distratta , come quelle domande alle quali non pensi mai ma dovresti. Non ho mai creduto alle grandi promesse, ai ‘’per sempre’’ ridotti poi a una manciata di secondi, ma ho sempre creduto a quei secondi eterni nella mente, quei secondi che fanno la differenza.Siamo bambini ancora, ma con voglia di crescere e paura di farlo.Non parliamo quasi mai, ma comunichiamo con altri linguaggi. E quando non ci capiamo, quel muro di silenzio che si abbatte su di noi è come uno specchiarci, per vederci singolarmente.E puntualmente mi arrendo, come un bimbo che vuol scendere dalla giostra che un attimo prima gli piaceva così tantoTu, così prevedibile e puntuale solo nel peggio, mai nel meglio. Io, eterna traumatizzata dalla vita.Su di una bella frase riesci ad essere solo il punto interrogativo. Io riesco solo a trovare errori.Ed io mi arrendo: come di fronte a un gioco che non ho capito e che nessuno vuole spiegarmiPerché non posso sempre doverti convincere: io vorrei farlo solo su quale strada è meglio prendere nel viaggio che dovremmo fare, insieme. Ed io mi arrendo, quando il noi diventa fatto di una persona e della sua ideaEd io mi arrendo, quando il gelo non è solo quello che spegne la rabbia ma quello che finge quieteEd io mi arrendo , formica che lotta contro un gigante Combattiamo solo per difendere i nostri punti deboli, quando dovremmo essere i punti deboli reciprociNon c’è voglia di sotterrare le cattiverie per costruirci sopra. Sotterriamo male questo vaso fatto di errori e ogni volta ne attingiamo sempre qualcosa quando serve, come un bambino che ruba dalla scatola dei biscotti sapendo che gli faranno male.L’amore che dovrebbe essere uno scudo, non ci isola da ciò che di esterno tenta di cambiarlo. E’ come vele di una barca, segue il vento che capita.Non è amore dove c’è forza contro debolezza,Non è amore se viene sempre dopo qualcos’altrol’amore è un bel quadro, non schizzi disegnati distrattamente mentre si parla al telefonoè fatto di piccole cose volute, è fatto di presenza, di dono del proprio tempoi nostri occhi guardano altezze diverse, come estranei alla stessa fermata dell’ autobusi segni che porto addosso sono frasi che un cieco è riuscito a leggeree non c’è scusa che tenga, a questo torpore quasi costretto da un senso del dovere che nemmeno noi sappiamo spiegare �B*|�=� �