La creazione dell’architettura viene normalizzata dai processi legislativo-pianificativi e dalla stessa standarizzazione. Di conseguenza, la prassi dell'architettura si riduce al lavoro indispensabile il cui scopo fondamentale diventa quello della riproduzione degli meccanismi esistenti tra cui, in primo luogo, la capitalizzazione dello spazio tramite il mercato immobiliare. Affinché nell'architettura si possa (ri)scoprire quell'agire che oltrepassa il lavoro indispensabile, un agire che comporta l'attitudine alla creazione del nuovo, è necessario esaminare criticamente i processi della normalizzazione dell'architettura odierna con l'intento di rivelare quegli spazi potenziali delle prassi crative che dispongono della possibilità dell'emancipazione del nuovo.