Un altro fazzoletto di asfalto nero - ne senti l'odore aspro e dolciastro - stamattina: ordine, pulizia, impermeabilizzazione. Di fronte a casa, gli operai intenti a far sparire la ghiaia di una stradina, le possibili erbe infestanti... E' il paradigma di un Uomo che vuole lasciarsi indietro le proprie origini per proiettarsi avanti in uno spazio oltre-animale, asettico, subliminale: ne ha quasi il potere - o almeno l'illusione - e compie il salto, lascia il trapezio restando sospeso in aria, nell'incertezza di quel che sarà: si guadagnerà uno spazio nuovo, un futuro secondo la sua volontà o sarà la catastrofe, di cui ha accumulato il respiro, finale ad annientarne la specie, l'intento bastardo d'innaturale riscatto? Figlio del mondo, che sente come una palla al piede, questo Uomo, figlio di Dio, della Natura ma così disperato, così ingrato, così infelice a sognare un eterno paradiso, non accorgendosi che era questo in terra, in realtà. L'idea gli ha rubato il buon senso, questo moto inquieto, mai contento... 03-06-2022