Prima di partorire ti dicono che, quel giorno, quando stringerai il tuo bambino tra le braccia, ti esploderà il cuore. Che quando lo poseranno tra le tue braccia, sentirai quell’amore immenso. La classica scena da film, dopo il dolore, finalmente ti mettono il bimbo in braccio ed esplodono le lacrime. Tutta la tua vita, in quel momento perfetto, il senso di ogni cosa, ogni pezzo al suo posto.
Io non ho pianto, non ho sentito quella ondata di gioia, non ho avuto la reazione che tutti descrivono. Non c’erano pezzi al loro posto. Ma tutto era più frammentato e caotico di prima: ora avrei dovuto impara quello che nessuno poteva spiegarmi, essere tua madre.
Ero tranquilla, razionale, averti tra le mie braccia, me lo aspettavo ed anzi avevo fretta, fretta che ti prendessero e ti controllassero.
Ti ho osservato e basta. Eri ricoperta di sangue e piangevi ad occhi chiusi. Ricordo che non sapevo assolutamente cosa fare o come prenderti, ti ho abbracciata goffamente, e quando ti hanno presa per controllarti mi sono sentita sollevata.
Ti osservavo mentre mi ricucivano ed i dottori ti maneggiavano, scrutavo le loro facce, alla ricerca di espressioni rassicuranti.
Mi sono chiesta se era una reazione normale, per tanto tempo.
Poi ho capito che sì, era normalissima, perché io ti amavo a dismisura da prima, tutta quella gioia che dicono bisogna provare quando un bimbo finalmente è nelle braccia della mamma, l’avevo già provata prima, in maniera graduale, per tutto quel tempo che sei stata con me, nella pancia. Così, quando ti hanno messo tra le mie braccia ho solo razionalizzato il momento.
La mia unica preoccupazione era che stessi bene e che, imparassi in fretta a prenderti in braccio, senza farti male.
Ora avrei dovuto imparare ad allattarti, cambiarti, farti stare bene. Una mamma un poco spaventata ma determinata.
Ho realizzato che il mio essere stata così fredda e razionale non significava che ero diversa ma semplicemente che ti ho amata da quel test di gravidanza positivo ed è un amore che è cresciuto giorno dopo giorno, con costanza e gradualità. Niente esplosioni, tu mi hai contaminato lentamente, il tuo amore si è sparso a macchia d’olio, dentro nelle viscere e nelle ossa.
Averti tra le mie braccia era la conseguenza di un amore infinito, silenzioso, che cresce dentro, naturale.












