È che alla fine si ripete sempre la stessa storia.
È come se avessi in me due parti diverse, una completamente l’opposto dell’altra. Una vuole la calma, la pace, la purezza… l’altra si sta tremendamente annoiando. Una ricerca quella tranquillità d’animo lavorando su se stessa, brama un cammino dritto, privo di distrazioni, insegue obbiettivi che importano e vuole costruire. Le sue intenzioni sono chiare, ama la sua routine, le sue abitudini. Sa stare al suo posto, sa imparare, crescere, sa restare. Non chiede tanto se non un po di genuinità. L’altra? Quella è pazza, vuole il caos, vuole emozioni crude, istantanee e memorabili, chiede e chiede all’infinito e non si soddisfa mai. Vive per il secondo stesso e non si preoccupa di ciò che ne consegue. Si arrabbia di gola e poi ride a squarciagola, impulsiva, prende decisioni come se fossero niente e taglia fuori persone come se fossero oggetti, sempre pronta a infiammarsi, deride ogni tipo di affetto e distrugge più spesso di quanto curi. Mentre l’altra invece piange perché è stata delusa ancora una volta. E indovina da chi? Proprio da se stessa. Ancora una volta.















